Ad un mese e mezzo dall'Inauguration Day, dopo aver dedicato l'inizio del proprio mandato alla situazione economica interna e a varare il maxipiano contro la crisi, Obama entra nella ‘fase due' del piano dei primi 100 giorni dell'amministrazione. L'America ha cominciato a offrire un assaggio del nuovo approccio che intende avere sul palcoscenico internazionale, muovendosi - annota il politologo Joe Klein su Time - con il passo lento della diplomazia. La politica esterea di Obama sembra essere improntata ad un stile realista e pragmatico, come affermano i più influenti giornali americani. "Ascolteremo e consulteremo gli altri", ha promesso Biden, il Vice Presidente, mettendo da parte la guerra preventiva dell'epoca di George W.Bush. Anche il segretario di Stato Hillary Clinton ha sottolineato con gli alleati asiatici la necessità di un nuovo tipo di dialogo, mentre il presidente Obama a Ottawa ha discusso tra l'altro di energia pulita, un tema sul quale la precedente amministrazione americana si è trovata spesso isolata nel mondo. Inoltre Kerry, ex candidato presidente e alleato di ferro di Obama durante la campagna elettorale, si è recato nella Striscia insieme a due deputati del Congresso. Nessun incontro era previsto con Hamas, ma comunque il segnale dato alla scena politica internazione è stato chiaro.
Andrea Pardini, corrispondente DEApress New York.
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