Stamattina il servizio elettorale della regione Sardegna ha ufficializzato i risultati del referendum consultivo sul nucleare. La Sardegna, con il 97,13% dei voti contrari, ha detto un fermo no alla proposta di installare centrali nucleari nell’isola e di destinare alcune aree allo stoccaggio delle scorie radioattive. I voti a favore sono pari a 2,86%. Spunto di riflessione per i politicanti che ancora, divulgano l’idea che quella nucleare sia l’energia del futuro, è che nonostante la tendenza all’astensione degli ultimi anni, si è recato al voto oltre il 60% degli aventi diritto. Il messaggio è chiaro: la gente comune, quella che non speculerà dalle centrali, non vuole che si passi all’energia nucleare perché consapevole dei rischi e degli elevati costi che peserebbero sui contribuenti. Il Presidente della regione Ugo Cappellacci si dice fiero e orgoglioso per il risultato raggiunto, dichiarandosi appartenente alla corrente antinuclearista nel Pdl: malignamente si potrebbe pensare che se non avesse appoggiato la causa antinuclearista avrebbe potuto dire addio a quella poltrona che gli è tanto cara…
Ma nell’isola si vocifera già sulle ritorsioni che il Presidente Berlusconi ha in serbo per il presidente sardo per la sua presa di posizione contro il nucleare. Infatti Berlusconi si è presentato a Olbia per pubblicizzare il suo candidato sindaco, ma non a Cagliari, e per di più in quello stesso comizio ha annunciato la nomina di Mauro Pili a sottosegretario, lasciando intravvedere l’ennesimo rimpasto nel Pdl sardo. In ogni caso speriamo che le altre regioni il 12 e 13 giugno si dimostrino altrettanto sensibili.
Fonte: La Nuova Sardegna
Paola Cama/DEApress
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