
Sabato scorso a Nairobi è cominciata la settima edizione del Social Forum Mondiale, che durerà fino al venticinque Gennaio.
Sei giorni per manifestare, chiedere a voce alta politiche alternative contro lo sfruttamento delle risorse dei Paesi in via di sviluppo e contro le guerre che creano distruzione e miseria.
La credenza comune delle migliaia di persone che si sono riunite nella capitale keniana è che "un altro mondo è possibile" - questa era la scritta di uno degli innumerevoli slogan che coloravano il lungo corteo.
In prima fila vi hanno partecipato donne e ragazzini africani, i diretti interessati, quando le richieste riguardano la fine delle guerre, della povertà, della distruzione dell'ambiente e dei negativi mutamenti climatici, di cui l'Africa è la prima a subirne le disastrose conseguenze.
Gli italiani, come di consuetudine, hanno partecipato numerosi al Forum e con un tavolo ben organizzato con un programma di orientamento allo sviluppo. Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, ha infatti espresso la voglia comune di liberare dalle oppressioni le persone più povere e violentate della terra e di restituire loro i diritti negati.
DEApress - Michela Scaramuzzino
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