
Thomas Wolf: "La Cattedrale di Palma di Maiorca", Wikimedia Commons
Le Isole Baleari
Isole dell’eterna primavera, frequentate da turisti provenienti da ogni parte del mondo, le Baleari sono un arcipelago del Mediterraneo occidentale, situato tra la Spagna e la costa nordafricana. Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera sono le più estese e importanti, ma nel Mar Iberico affiorano numerose altre isole minori e isolotti di natura rocciosa, tra cui Cabrera, che ospita l’omonimo parco nazionale, Canejera, Dragonera, Es Vedrà, Espalmador, Espardelle e Togomago.
L’origine del toponimo “Baleari” è incerta: potrebbe derivare da un antico termine autoctono oppure, secondo un’altra versione accreditata, dal verbo greco ballein, che significa “lanciare” e si riferirebbe ai famosi frombolieri presenti da sempre sulle isole, che prestavano servizio come mercenari in tutto il Mediterraneo. Ibiza e Formentera sono anche dette “Pitiusse”, letteralmente isole dei pini, a causa della fitta presenza di tali sempreverdi.
Pur differenziandosi l’una dalle altre per morfologia e clima, le Baleari costituiscono un’unica provincia con capitale Palma di Maiorca e sono una comunità autonoma del Regno di Spagna; godono, infatti, di autonomia legislativa e competenze esecutive specifiche. Fanno parte della Spagna orientale, l’area più legata alla cultura e alla storia catalana; con la Catalogna e la Comunità Valenciana rappresentano un baluardo del catalano, lingua ufficiale dell’arcipelago insieme al castigliano, lo spagnolo standard. Abitate fin dal terzo millennio a. C., le Baleari conservano vestigia dell’Età del Bronzo e sono state terra di conquista per tutte le grandi civiltà del passato, grazie alla loro posizione strategica nel Mediterraneo. Greci, Fenici e Cartaginesi si susseguirono nel predominio di queste terre, finché furono sottomesse da Roma nel 122 a.C. per opera di Quinto Cecilio Metello, soprannominato Baliaricus. Dopo il breve periodo della colonizzazione romana, l’arcipelago subì invasioni e saccheggi da parte dei Vandali e di altre popolazioni barbariche, fu conquistato dai Bizantini e fece parte dell’Impero Romano d’Oriente. In seguito subì l’egemonia di colonizzatori spagnoli e arabi, che vi portarono la religione musulmana; passò infine sotto la corona di Aragona al termine della riconquista cristiana. In epoca moderna le Baleari subirono la dominazione di inglesi e francesi, che per secoli si contesero il predominio sui territori delle isole.
L’economia delle Baleari si basa sull’agricoltura specializzata, con produzione di frutta mediterranea e ulivi; si pratica l’allevamento e si esportano olio, mandorle, fichi e prodotti della pesca. Il turismo, un tempo elitario, è diventato di massa dalla fine del 1960, e attualmente costituisce la principale risorsa economica dell’arcipelago.
Le caratteristiche climatiche, le spiagge meravigliose che non hanno nulla da invidiare a quelle caraibiche, le bellezze paesaggistiche, l’ottima cucina e un’intensa vita notturna rendono queste isole un’ambita meta turistica che attira ogni anno milioni di visitatori.
Maiorca, la più grande delle isole, è purtroppo stata vittima di una cementificazione selvaggia, che ne ha deturpato alcune zone, e di un turismo anglo-tedesco che ha trasformato interi quartieri in colonie per giovani che trascorrono le notti a bere nei bar. Maiorca è un connubio di cultura (il museo di Mirò, l’architettura di Gaudi, la cattedrale di Palma, il castello di Bellver), vita notturna, spiagge bellissime, grotte sotterranee, paesini suggestivi e persino una catena montuosa, la Sierra de Tramontana.
Minorca, la seconda per dimensioni e la più selvaggia, è un vero paradiso per gli amanti della natura. Riserva della Biosfera dell’UNESCO, è pianeggiante e molto ventilata, ricca di sentieri e baie spettacolari. È la meno frequentata dal turismo di massa, e proprio per questo rappresenta lo spirito più autentico delle Baleari.
Ibiza rappresenta il divertimento sfrenato e la movida notturna delle discoteche e delle feste sulla spiaggia; offre anche un lato selvaggio con i suoi sentieri, le calette solitarie e la natura rigogliosa.
Formentera, la più piccola, appena 19 km di lunghezza, è, di fatto, una colonia italiana, poiché oltre il 70% dei ristoranti appartiene a italiani. È un vero gioiello, preservata dallo scempio urbanistico, ricca di piste ciclabili e di una spiaggia considerata una delle più belle delle Baleari.

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