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L'era delle auto elettriche è finalmente iniziata

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Era il 29 aprile 1899 quando per la prima volta nella storia un'automobile riuscì a superare la velocità di 100 km orari. Questa vettura apparteneva al belga Camille Jenatzy, si chiamava La Jamais Contente ed era un'auto elettrica. 

Da quel giorno le auto elettriche hanno imboccato una strada diversa da quella che si poteva ipotizzare. Nonostante fossero più veloci e semplici delle auto a combustione interna, hanno dovuto cedere il passo e sono quasi scomparse dal panorama mondiale afflitte da due gravi problemi che dopo oltre un secolo sono ancora irrisolti: poca autonomia delle batterie e tempi di ricarica lunghi. 

Le auto a combustibili fossili avevano i loro problemi come il rumore assordante del motore e la difficoltà di avviamento ma in breve furono eliminati o attenuati con varie migliorie tecniche e con l'avvento del nuovo sistema di produzione di Henry Ford, presero il sopravvento agli inizi del 900. Per decenni la società umana si è sviluppata con una certa idea di auto, e di conseguenza sono nate infrastrutture, sistemi di rifornimento, mercati di distribuzione e industrie dell'indotto plasmati per essere al servizio dei veicoli a carburante fossile.

Adesso, a 118 anni dal record della Jamais Contente, lo sviluppo tecnologico e l'intraprendenza di singoli visionari che in passato determinarono l'inaspettata supremazia delle auto a motore termico, sono di nuovo all'opera per cambiare il corso della storia e porre termine all'era del petrolio.

Gli indizi che qualcosa sta cambiando nel panorama automobilistico sono apparsi svariati anni fa. Notizie riguardanti il lancio di un nuovo modello di auto elettrica hanno punteggiato in modo rarefatto tutto il secolo di dominio dei combustibili fossili, come un brusio di sottofondo. Molte case produttrici, più o meno convintamente, hanno infatti provato ad immettere sul mercato dei veicoli a trazione elettrica, senza però alcun successo a causa degli atavici problemi dell'autonomia e della ricarica. 

Con l'avvento del XI secolo questi tentativi di forzare il monopolio fossile si sono fatti sempre più intensi di pari passo con l'avanzare della tecnologia che ha reso utilizzabile come accumulatore per l'energia elettrica la batteria a ioni di litio. Ma nonostante alcuni prodotti interessanti, il più significativo dei quali è probabilmente la Nissan Leaf, nessuna casa automobilistica si è dimostrata intenzionata ad uccidere velocemente il proprio business fondato sui combustibili fossili. 

Spesso l'innovazione tecnologica non basta a produrre un cambiamento di paradigma se non entrata in gioco anche l'intraprendenza del singolo così come fu con Henry Ford un secolo fa. Ma forse la storia sta per ripetersi. Nel 2003, Elon Musk, dopo aver incassato 180 milioni di dollari dalla vendita di PayPal ad Ebay decise di investirne 70 in una nuova azienda automobilistica che avrebbe prodotto esclusivamente auto elettriche, la Tesla Motors. La prima Tesla commercializzata è stata la Roadster nel 2008, una due posti sportiva dalle prestazioni notevoli, esattamente come il prezzo di listino. I primi critici hanno bollato il prodotto come uno sfizio per ricchi californiani annoiati. Bastava leggere il masterplan della Tesla per capire che questo era solo il primo passo di una serie di passaggi che prevedevano la produzione di una vettura sempre più economica per un pubblico via via più vasto utilizzando la rendita dalle vendite dell'auto precedente. L'unico modo per entrare nel mercato delle auto partendo da zero, impresa enormemente difficile, era questo ed è così che siamo arrivato a fine luglio 2017 quando la Tesla ha raggiunto il terzo passaggio del suo masterplan e ha iniziato a consegnare le prime Model 3, auto elettriche di ottima fattura, con 345 chilometri di autonomia a partire da “soli” 35 mila dollari.

Per vari analisti questo momento può essere una svolta per le auto elettriche dove la storia si ripete con la Model 3 di Musk nelle vesti della Model T di Ford. 

Seguendo l'esempio della Tesla negli ultimissimi anni anche le altre case automobilistiche hanno iniziato a investire in modo più convinto sull'elettrico, in parte per moda ma ultimamente anche per la crescente percezione che la marea stia veramente cambiando.

Scalpore ha suscitato la scelta di Volvo che ha annunciato di cessare la produzione di auto a combustibile esclusivamente termico dal 2019. E mentre si aspetta una nuova versione della Nissan Leaf dagli Stati Uniti arrivano ottimi segnali dalla Chevy Bolt, un piccola elettrica che si sta facendo largo nel mercato americano. Oltre alle vecchie case automobilistiche, ormai tutte dotate di un progetto di elettrificazione della flotta, sono nate nuove aziende statunitensi come Faraday Future e Lucid Motors, ma è l'industria cinese quella che potrebbe avere il più grande sviluppo riscattandosi dalla nomea di produttrice di beni di bassa qualità. 

Sempre dalla Cina arriva la notizia della costruzione di immense fabbriche, per la produzione di batterie a ioni di litio, che rivaleggeranno con la Gigafactory del solito Musk e con la mega fabbrica che Daimler dovrebbe costruire in Sassonia. L'obbiettivo di questi grandi impianti è quello di abbattere il costo delle batterie ad un livello tale da rendere la auto elettriche più economiche di quelle a motore termico.

Allo stesso tempo, anche se con maggiore difficoltà, si sta iniziando ad affrontare il secondo problema che affligge le auto elettriche: la ricarica. Varie aziende automobilistiche, spesso in collaborazione con aziende di distribuzione energetica, stanno costruendo stazioni e colonne di ricarica. Questo sarà il passaggio più delicato per il mondo dell'auto elettrica visto che dovrà andare a cambiare le abitudini e il modo di intendere i viaggi in automobile delle persone oltre che a sconvolgere totalmente un'infrastruttura ben rodata come quella dei distributori di carburante.

Nonostante queste sfide tecnologiche la convinzione che a breve l'auto elettrica raggiungerà la maturità si è diffusa anche tra i vari governi dei paesi industrializzati. Sia Francia che Regno Unito hanno annunciato l'intenzione di vietare la vendita delle auto non elettriche dal 2040. In Norvegia dove già oltre il 40% della auto vendute sono elettriche sicuramente questa sarà una misura superflua ma se gli auspici di questi anni si trasformeranno in realtà nel 2040, in ogni parte del mondo, le auto a combustibile fossile saranno solo un ricordo sbiadito, come la gloriosa Jamais Contente.

 

Cosimo Biliotti

13/08/2017

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 09 Settembre 2017 16:59 )  

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