Questo fine settimana sono stato in Val di Susa al festival dell'Alta Felicità. Era dall'edizione dell'anno scorso che ne sentivo parlare. La curiosità era tanta e il programma prometteva bene. Così venerdì, appena uscito dal lavoro, sono saltato in macchina con gli amici e siamo partiti.
L'esperienza ha abbondantemente superato le aspettative sia per il numero di partecipanti che per il livello di iniziative e concerti.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso quando sono arrivato venerdì sera: bandiere dei movimenti (no tav, no tap, no muos), banchini informativi e il campeggio che si estendeva a perdita d'occhio tra gli alberi. Persone di tutte le età e di tutte le parti d'Italia (ma anche dall'estero) erano arrivate nei pressi della cittadina di Venaus. Anche al concerto la gente era così tanta che ci abbiamo messo un po' di tempo a trovare un angolino. Sul palco intanto si alternavano grandi artisti (Bandabardò, Eugenio Bennato, Mama Marjas).
Sparsi in giro per il festival si potevano leggere dei grossi cartelli sulle criticità del progetto TAV . Ad esempio ho scoperto che a fronte di 12 km di tunnel in Italia e 45 km in Francia, l'Italia sosterrà 2 terzi dei costi pur di realizzarlo. Oltre a questi in realtà c'erano mille modi per informarsi: iniziative culturali, mostre fotografiche e banchini pieni di libri: un signore ci ha detto orgogliosamente "Gli affaristi favorevoli al TAV hanno scritto un libro per spiegare che questa opera serve. Noi abbiamo già pubblicato più 80 libri per dimostrare il contrario con i dati alla mano". Inoltre ogni mattina venivano organizzate gite al cantiere dagli abitanti della Valle. Così abbiamo scelto di andare a vedere con i nostri occhi il luogo dove finiscono molti dei soldi che ogni anno mancano per le borse di studio all'università, per comprare macchinari negli ospedali, per costruire case popolari, per ristrutturare le scuole, per risostruire le città dopo i terremoti. Ricordiamoci infatti che anche se l'area geografica interessata è una piccola valle tra la montagne, il costo complessivo stimato dell'opera fa venire la pelle d'oca: 26,6 Miliardi di Euro!!! Per fare un paragone le 85 università italiane (statali e private) ricevono meno di sette miliardi di euro l'anno.
Durante la passeggiata al cantiere ci sono state alcune tappe dove membri del movimento No Tav locale ci spiegavano (e ci hanno fatto vedere) il territorio. Tecnici e persone molto preparate che offrivano il proprio contributo volontario, le cui spiegazioni spaziavano da flora e fauna locali alla produzione di vini e altri prodotti, per arrivare a questioni legali e tecniche legate al progetto Tav. Fa un certo effetto mangiare un panino davanti a telecamere che ti filmano e militari schierati dall'altro lato di una recinzione di più di due metri, con tanto di filo spinato israeliano sopra. Una difesa del cantiere che costa quasi 100 milioni di Euro al giorno!
Oltre che un'occasione per informarsi, il festival è stata anche un'occasione di confronto fra realtà che in tutto il paese e anche all'estero si battono contro le grandi opere inutili è più in generale contro il sistema economico che genera questi mostri. Personalmente mi ero recato in valle con degli amici che partecipano al presidio di Firenze contro inceneritore e aeroporto e al campeggio ho avuto occasione di chiacchierare con No Tap e con una comitiva che veniva da euskal herria, il paese basco in lotta da decenni per l'indipendenza, il femminismo e il socialismo.
Neanche la pioggia ha scoraggiato la partecipazione al festival. Fino alla nostra partenza c'è stato un costante flusso di gente. Domenica sera, sulla navetta per tornare a casa, si è affacciata la guida che ci aveva accompaganti al cantiere la mattina: un signore sui cinquant'anni che si batte contro il Tav da quando era un ragazzo. "Quando in televisione sentirete parlare di pericolosi terroristi che si oppongono alla Tav, che fanno sabotaggi, blocchi stradali, manifestazioni. Beh, quelli siamo noi!" ci ha detto sorridendo.
Durante il viaggio di ritorno ho ripensato per tutto il tempo a che faccia tosta abbiano quelli che sono andati al governo negli ultimi anni per continuare a sostenere un'opera del genere (ve l'ho detto che i km di tunnel realizzati in tutti questi anni sono ZERO e che si risparmieranno solo 40 minuti tra Lione e Torino?). Con l'alternarsi dei partiti al governo l'appoggio a questa opera non è mai venuto meno e anzi, è andato ad aumentare, dichiarandola di "interesse strategico" (interesse di chi?).
E' evidente che se si vuole fermare il Tav non si può più restar fermi a guardare: bisogna organizzarsi, partecipare, andare alle manifestazioni in Val di Susa ma anche alle iniziative nella nostra città! Non dimentichiamo che sotto Firenze stanno scavando un tunnel Tav! Sempre a Firenze oltre al Tav ci sono in progetto l'ampliamento dell'aeroporto e la costruzione di un inceneritore. Chissà se magari, fermando tutte queste grandi opere inutili e dannose, non saltino fuori i soldi per le borse di studio all'università, per i macchinari negli ospedali, per gli alloggi popolari e per tutte le altre cose che alle persone servono realmente..






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