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Una giornata “particolare”

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In questo giorno di festa per tutte le donne, la Redazione di DEApress vi invita anche alla riflessione.

Perché la “festa” non sia solo occasione di svago e distrazione, ma anche e soprattutto uno stimolo che attiva il ricordo. Il ricordo cui accenno – infausto, e per nulla “festoso” – è stato da noi già messo in evidenza (cfr. "La giornata delle donne" non la "Festa della donna"!) E questo ricordo dovrebbe segnare nel profondo non solo la coscienza dell’"essere donne", ma soprattutto la nostra condizione di "umanità". Perché quello che noi chiamiamo "disumano", ponendolo quasi a una preoccupata distanza a noi, è invece spesso radicato nelle strutture profonde di ciò che ci rende tutti, paradossalmente, "persone civilizzate". Sto parlando delle logiche dell’economia e del potere, degli interessi che portano a definire le più rigide e irriguardose disparità sociali, per cui l’essere umano non è più "uomo","donna" o "vivente", ma semplice merce di scambio in una catena distruttiva che troppo spesso è passata sotto il nome di "civilizzazione".

E se, oggi, ci riteniamo "usciti" da questo circolo vizioso, forse commettiamo un errore ancor più grave di chi chiuse gli occhi di fronte all’orrore dell’8 marzo 1908, in nome di "interessi" o "logiche" superiori (come quella – che ancor oggi sentiamo – del: "se la sono cercata"). Perché se la nostra società moderna sembra guarita – o in corso di guarigione – da questa intima deformazione, essa è anche causa diretta, nella propria ottusità, chiusura e accecamento, di orrori ancor più gravi, che troppo spesso passano inosservati nel mondo che ci circonda.

Per questo motivo, la mostra ospitata in questi giorni presso la Galleria D.E.A., "Donne velate e svelate: tra oriente e occidente" (e che oggi s’inaugura), vuole presentare non solo le donne "emancipate", ma anche e soprattutto quelle che ancora soffrono l’assurdità della loro "condizione". Allo stesso modo, il mese di Aprile sarà poi dedicato a raccontare attraverso le immagini l’Africa del Nord. Per fornire un’occasione d’incontro e riflessione: come questo giorno, nella memoria condivisa della comunità globale, dovrà sempre continuare ad essere.

per DEApress – Simone Rebora

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 09 Marzo 2011 10:15 )  

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