Il 2 Ottobre, nel giorno della ricorrenza della nascita del Mahtma Gandhi, viene celebrata la "Giornata Mondiale della Non-violenza". L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha infatti approvato la risoluzione proposta dal governo indiano che si dice ‘orgoglioso di un così alto tributo a Gandhi’.
Il Mahatma, dal sanscrito "grande anima", non è stato solo un uomo politico indiano ma un punto di riferimento per l'umanità intera grazie al suo operato per il riconoscimento dei diritti umani primari: libertà ed indipendenza. Padre fondatore del moderno stato dell'India fu un fervente sostenitore della satyagraha ("fermezza nella verità", ma conosciuta principalmente nella sua forma attiva di protesta non-violenta) come mezzo di rivoluzione. Questo principio della "vera forza" di Gandhi ha ispirato generazioni di attivisti democratici contro il razzismo, inclusi Martin Luther King e Nelson Mandela. Il satyagraha per Gandhi era una forma attiva e radicale di lotta rivoluzionaria; il compito del 'satyagrahi', militante della non-violenza, è quello di combattere la himsa – la violenza, il male, l’ingiustizia – nella vita sociale e politica per dimostrare la superiorità morale del ribelle, il suo essere dalla parte della verità. La prova di questa superiorità morale sta nella sua disposizione a soffrire e ad affrontare la morte in nome della Verità. Gandhi ha scritto: «La sofferenza è la legge dell’umanità, così come la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è enormemente più potente della legge della giungla, ed è in grado di convertire l’avversario ed aprire le sue orecchie alla voce della ragione. … Quando volete ottenere qualcosa di veramente importante non dovete solo soddisfare la ragione, ma toccare i cuori. L’appello della ragione è rivolto al cervello, ma il cuore si raggiunge solo attraverso la sofferenza. Essa dischiude la comprensione interiore dell’uomo. La sofferenza, e non la spada, è il simbolo della specie umana».
Oggigiorno assistiamo inermi alle dichiarazioni dei governi europei che intendono promuovere la pace ma poi per il 'benessere dei popoli' partecipano alle guerre degli Stati Uniti e non si oppongono alla corsa agli armamenti nucleari. Stiamo assistendo al rafforzamento sempre più insensato di concetti come diversità, fanatismo e razzismo dimenticandoci di dialogare e cooperare con le diverse culture perchè è più facile odiare, privilegiare gli affari di pochi e lasciare la maggioranza degli essere umani in completa povertà. Ma esiste un movimento sociale nascente, che sta iniziando a prendere coscienza di se stesso e rifiuta con tenacia la violenza. La nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità in questo quadro di crisi. E per fare questo è necessario un profondo cambiamento personale che parte dal singolo. E' necessario ricercare mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti, questo è il messaggio che la giornata mondiale della non-violenza vuole trasmettere al mondo intero. Il discorso continuerà al Forum Umanista toscano: "la forza della non violenza", che si terrà a Firenze il 10 e 11 novembre 2007 presso il polo universitario di Novoli. La gente della toscana si incontrerà per lavorare alla costruzione di un'Europa aperta al futuro, diversa, accogliente, nonviolenta e solidale.
per info: www.webmov.org
www.silo.ws
Nicoletta Consumi - DEApress
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