Ogni giorno migliaia di uomini e donne arruolati nell'esrcito "nullatententi" muoiono per un sogno:...vivere e lavorare in un paese più ricco del loro, non importa quale sarà. Queste le aspettative di ogni immigrato che con tanto dolore lascia la propria terra e i familiari per raggiungere un luogo dove può avere qualche spicciolo per mandare avanti interi villaggi poveri e abbandonati. Visitando il nord Africa, e poi ancora più giù, Senegal, Mauritania, Mali, Sudan, mi sono resa conto di come geograficamente ed economicamente questi siano i più svantaggiati.
Viaggiando hai tempo per riflettere, per conoscere e per incontrare. Ho parlato con molti giovani - e vi assicuro che si percepisce il desiderio di migliorare la loro vita e sono disposti anche a morire per questo. Ho visto di persona, quando ci fermavano ai posti di blocco - da un villaggio all'altro - mi è rimasto nella memoria quanto era lungo il tempo che tenevano, questi giovani, in una stanza segregata per spillargli i pochi soldi nascosti.
Quanta sofferenza nei loro occhi che mi è rimasta nel cuore, come il ricordo dei loro lunghi silenzi con lo sguardo rivolto al finestrino, guardando regioni a loro sconosciute. Quanta tristezza e rabbia ho percepito, i loro racconti erano belli e semplici. Ho raccolto varie testimonianze tra cui quella di un prete francese che vive in Mauritania che tutte le mattine va sulla spiaggia per dare "l'estrema unzione" a cadaveri sconosciuti (i loro documenti e soldi vengono prelevati da altri disgraziati che continuano la corsa ad ostacoli.
E noi cosa facciamo? Ammazziamo i loro sogni, anzi li condanniamo appena vengono sul nostro territorio e "loro" - a volte - non sanno leggere e scrivere e tanto meno conoscono le leggi del nostro paese come tutte le leggi scritte e non tramandate. Per questi esseri umani ricodiamoci che - avolte si tratta dell'ultima sponda o la prima del lungo viaggio per la sopravvivenza.
Quanto senso di potere può dare ai nostri governanti attuali questa esclusione a priori di povera gente, colpevole di "fuga"... E poi i politici - in oratoria o in esaltazione linguistica - si dicono sgomenti. Ma sgomenti di cosa?
Queste morti sono volute e quindi nessuna pietà per un governo che nega l'attracco nelle proprie sponde a uomini, donne e bambini. Davanti alla natura siamo tutti colpevoli di egoismo, egocentrismo e falsa moralità.
silvana grippi
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