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Facciamo chiarezza sul referendum del 12 e 13 giugno

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Facciamo chiarezza sul referendum del 12 e 13 giugno

Il 12 e 13 giugno gli italiani sono invitati a andare a votare, ancora una volta a distanza di poche settimane (per volere del Governo), per il referendum abrogativo. I quesiti sono ancora quattro per il momento. Infatti molti si sono fatti trarre in inganno dalle voci che circolano sull’eliminazione del quesito sul nucleare. La furba manovra del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è questa: nel mese di marzo a seguito del disastro nucleare di Fukushima in Giappone, il Governo ha emanato il decreto legge n.34/2011, il cui art. 5 ("Sospensione dell'efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 31 del 2010 ") include una moratoria di un anno sull'avvio del programma nucleare. In attesa della conversione in legge del decreto da parte del Parlamento, il Governo Berlusconi ha deciso di modificare ulteriormente la normativa vigente sul nucleare attraverso l’eventuale previsione di una riapertura della questione sull’uso del nucleare in Italia. Infatti, secondo il decreto Omnibus, qualora l’Agenzia per la sicurezza nucleare e l’unione Europea approvassero nuovi progetti, si tornerebbe all’energia nucleare. Se la moratoria fosse convertita in legge prima dello svolgimento del referendum, poiché porterebbe all’abrogazione della legge attuale, le operazioni relative di voto in merito non dovrebbero avere più corso.
Tuttavia l’emendamento previsto dal decreto Omnibus non corrisponde all’abrogazione delle norme oggetto del referendum, per cui dovrà essere la Corte di Cassazione a decidere se l’emendamento che ferma la realizzazione di nuove centrali nucleari (ma solo per il momento), sia sufficiente a soddisfare le richieste dei promotori del referendum. Ma la sentenza sarà emanata solo pochi giorni prima della chiamata alle urne, mandando in confusione così gli elettori che sarebbero quasi sicuramente contrari al nucleare.
Dunque questa manovra consente al Governo da un lato di non far raggiungere il quorum al referendum che tocca altri quesiti scottanti, come quello sull’acqua e il legittimo impedimento, dall’altro di rimandare solamente la questione nucleare che per Berlusconi rappresenta un affare al quale non si può rinunciare.
Intanto Di Pietro e l’Italia dei Valori, fieri sostenitori delle tematiche referendarie, hanno presentato un esposto all’Agcom per omissione di servizio pubblico per l’informazione sui referendum da parte della Rai. L’accusa è che la tv pubblica avrebbe confinato gli spazi informativi autogestiti in orari in cui gli ascolti sono bassi, e di non aver provveduto affinché i contenitori di approfondimento giornalistico dessero spazio a dibattiti sui quesiti referendari.
Pertanto l'Idv ha chiesto al Garante di valutare se nel comportamento della Rai vi sia la precisa volontà di non mandare in onda in orari di punta ogni forma di comunicazione riguardante la consultazione del 12 e 13 giugno e di punire con sanzioni adeguate le violazioni accertate garantendo così ai cittadini il diritto a essere pienamente informati sui quesiti referendari e a votare in piena consapevolezza.
In ogni caso occorre ricordare agli italiani che al di là del nucleare, non possiamo permettere la privatizzazione dell’acqua e neanche che la giustizia non sia uguale per tutti, consentendo l’immunità per le autorità politiche.
Per cui andiamo a votare!

 (Fonte :Wikipedia, Adginforma)

 Roberta De Luca/DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Maggio 2011 19:43 )  

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