Anche il potere economico baluastro del capitalismo più eccelso, espressione di glaciali regole finanziarie le quali portano a rigidi e inumani crolli di interi paesi ovvero la principale manifestazione di cannibalismo di denaro, ha tradito la propria sicurezza scoprendosi anche odiosa espressione di violenza sessuale nella sua più brutale esternazione.
Dominique Strauss Kahn uomo brillante e allo stesso tempo dilettante – così lo descrive Sophie Landrin giornalista di Le Monde in un articolo riportato da Internazionale di questa settimana – una persona ambiziosa e insicura.
Alcuni membri del partito socialista francese, al quale Strauss appartiene, temevano che il partito volesse affidare un candidato “troppo vulnerabile”. Nel 2008 la carriera di Kahn rischiò per una relazione extraconiugale con una funzionaria del Fondo monetario.
Tutti, nel partito socialista, sapevano del desiderio irreferenabile di conquiste femminili del direttore; “Il partito ha sbagliato a fidarsi di un candidato di cui conosceva le debolezze”. Gli oppositori si aspettavano che prima o poi il direttore del Fondo monetario sarebbe inceppato in qualche scandalo sessuale.
“Inceppare in qualche scandalo sessuale” però non vuol dire consumare una violenza sessuale; questo vuol dire essere una ignobile persona e sentirsi onnipotente del prorio ruolo.
L'America ha avuto simpatie per come ha trattato il potente: ammanettato e sbattuto in cella negando la cauzione sapendo che avrebbe potuto pagare qualsiasi cifra; ma poi ha fissato una cifra e, seppur altissima, Strauss ha pagato e adesso è libero. Certo, agli arresti domiciliari, sorvegliatissimo e con il bracciale rilevatore ma pur sempre fuori dal carcere.
Il potere vuole comunque assecondare i suoi esponenti fregandosene delle vittime che lascia dietro di sé.
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