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Speranza e memoria

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SPERANZA E MEMORIA DELLA MIA GENERAZIONE

 

La tradizione ci ha abituati a leggere la storia come espressione di potenza, come un complesso di strategie messe in atto per realizzare interessi, per dominare realtà, come azione pilotata dalla forza.

Giovanni di Rosa, nel suo libro “Speranza e memoria della mia generazione”, edizione Argo Ragusa,  ci  presentata la storia come prodotto della speranza che anima gli individui nella progettazione del proprio futuro.

L’argomentazione è convincente, poiché la storia contrariamente a quanto si crede, non la determinano solamente i potenti, essi magari la progettano, ma a farla sono tutti gli individui, tramite l’adesione alle idee, adesione determinata dalla speranza che li anima, tramite l’energia che li sostiene, o la disperazione che li trascina.

L’intuizione di coniugare la storia al desiderio umano, a quella forma di energia propulsiva che caratterizza l’essere umano consapevole di esistere, cioè alla speranza dell’oltre, è originale e ne fa una lettura stimolante. 

Sta in questa chiave la novità e il valore dell’elaborazione, perché in una società come l’attuale, basata solamente sull’immagine che rimanda alla memoria a breve termine, Di Rosa, ci prospetta l’altra memoria, quella remota, quella che si allaccia al tempo passato, per guardare con consapevolezza al tempo presente e a quello futuro.

Il libro è godibilissimo nonostante affronti una problematica seria, nonostante ha fini pedagogici, nonostante si cimenti sulla storiografia.

E’ una lettura che farebbe un gran bene ai giovani per guardare con spirito critico al loro presente e al futuro, ma è un’utile lettura anche per coloro che giovani non sono, perché la riflessione distaccata sui fatti che ci hanno condotto all’oggi è illuminante.

Il libro ha una veste grafica molto attraente, in copertina riporta un dipinto del Maestro Guccione dal titolo emblematico “Inno alla Luna”, questo certo è un dettaglio,  ma poiché anche l’occhio vuole la sua parte, già dalla copertina allude all’interiore, insomma fa sperare.

Speranza ed azione come coppia in comunione,  una cerniera che accosta con naturalezza i due lembi dell’agire umano consapevole. Comunione amorosa tra azione concreta  e propulsione dell’anima, tra spinta del sentire e scelta della ragione, tra coraggio audace e riflessione ponderata, tra lettura del passato e precognizione del futuro.                                                               

                                                                                         Carmela Giannì

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Giugno 2007 12:17 )  

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