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Marchionne decide, il Pd approva

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“Se fossi un lavoratore Fiat voterei sì al referendum”.

Queste sono state le parole di Piero Fassino riportate dal quotidiano” Il Corriere della Sera” del 29 dicembre.

Parole sconsiderate le quali vogliono togliere dignità e rispetto alla ormai inesistente classe operaia che un ex rappresentante di quella categoria, ha voluto umiliare le persone che lavorano in condizioni di estrema precarietà, privandole di tutte le sicurezze che il lavoro deve e può portare all'interno delle famiglie, le quali da moltissimo tempo hanno perso il potere d'acquisto grazie anche al tradimento di una parte politica che non si riconosce più nell'ideologia di eguaglianza e di pari diritti per tutti.

Troppo spesso si è avvertito, dalle varie classi politiche, l'allontanarsi dalle proprie ideologie.

La tesi del “declino delle ideologie” - spiegata nel Dizionario di Politica, edizioni Utet – è facilmente contrastabile -come è spiegato nel dizionario stesso - con la necessità del bisogno che gli uomini hanno – ed hanno sempre avuto - di una visione delle loro potenzialità che permetta loro di unire la passione all''intelligenza: in questo contribuisce l'ideologia che altro non è che un insieme di principi. Principi dei quali una società ha bisogno di riconoscersi soprattutto in quei valori fondamentali che la politica ha il dovere di sostenere e difendere.

Quegli stessi valori che l'accordo di Marchionne prevede di cancellare con l'ulteriore grave riduzione di garanzie.

A sostenere l'illegittimità dell'azione del manager della Fiat è solo la Fiom; anche gli altri sindacati si sono di fatto autoesclusi dal mantenersi garantisti nel sostenere forme contrattuali civili e dignitose.

Nel quotidiano “Il Fatto” del 30 dicembre viene spiegato come tutto questo sia un pericoloso tentativo di di portare a contrattazione un accordo che esula dal rispetto della legge. Esso contrasta sia con quanto è scritto nella Costituzione Italiana all'articolo 39, sia anche con l'articolo 2112 del codice civile riguardo il “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda”. Così è titolato l'articolo del nostro codice .

Sempre “Il Fatto” titola: “D'Alema dà la linea: il Pd sceglie Marchionne”.

Che Sergio Marchionne sia autore di un contratto capestro per i lavoratori, poco sorprende; che la dirigenza del Pd sostenga questo personaggio e le sue mire, intristisce, sgomenta e conferma il “vuoto politico” di una rappresentanza ormai inesistente.

La crisi economica di questi tempi non giustifica la presa di posizione del Pd.

In momenti difficili di una Nazione, in momenti di grave crisi economica, gli sforzi delle Istituzioni competenti dovrebbero essere a sostegno della cooperazione e non,viceversa, a tutela del grande capitale che da sempre ha soffocato, e continua a farlo, le forze minoritarie.

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Gennaio 2011 19:28 )  

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