L'avvento del nuovo millennio e la nascita del primo decennio erano dichiarati come l'inizio di una nuova era. La tolleranza era più volte sollecitata dagli oratori delle varie Istituzioni.
Una tolleranza che voleva vedere sorgere l'eguaglianza, la cooperazione, la comprensione tra i popoli e la disponibilità dei governanti, e della politica in senso più ampio, ad un sano ed onesto contributo al bene delle Nazioni. Siamo invece ancorati, ancora oggi, ad una Storia che si ripete, che vorrebbe insegnare ma si è ritrovata priva di studenti volenterosi quindi agli studiosi restano incomprensibili le sue lezioni.
Anche la Terra ci comunica il suo disagio, la sua sofferenza sempre più grandi con il passar del tempo rimanendo anch'Essa inascoltata.
L'umanità continua impavidamente ad essere protagonista e testimone di un continuo ed assurdo genocidio del Mondo; sia in termini umani – guerre, terrorismi, torture – sia in termini ambientali – dove incomprensibilmente si continua a togliere ossigeno al pianeta, ad immettere sostanze altamente nocive – insistendo a non considerare, per ovvi motivi speculativi, le energie alternative, le altre possibili soluzioni – che gran parte del mondo scientifico continua a ricordare – per dare respiro e nuova energia al Pianeta Terra che ormai sta esaurendo la sua salute ad esclusiva opera e responsabilità dei suoi abitanti.
Siamo nuovamente in fase di auguri e auspici per una vita migliore. Speranze e proponimenti che si ripetono stancamente e stancamente continuano ad essere inascoltati.
Siamo all'inizio del II° decennio del XXIII° secolo, ma dopo duemilatrecento anni ancora siamo agli albori di una nuova civilizzazione e di una moderna democrazia.
Civilizzazione e democrazia che dovrebbero essere già consolidate da tempo!
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