Tra i vari “temi dimenticati” dalla coscienza civile del cittadino medio, un posto di rilievo spetta al carcere. E' opinione di chi scrive che che il dettato costituzionale secondo cui il carcere dovrebbe rieducare sia servito -probabilmente contro le intenzioni dei “padri costituenti”- solo a mettere in luce come il concetto di “educazione” possa facilmente essere declinato in chiave repressiva, e che per di più sia difficile ipotizzare un sostanziale miglioramento della condizione generale delle carceri senza un cambiamento completo della società, visti i rapporti di influenza reciproca tra istituzione carceraria e “società di fuori”(1). Si dovrebbe inoltre riflettere sulla storicità (e quindi sulla relatività) del concetto di “delitto” e sulla difficoltà di una “giustizia” istituzionale che non sia funzionale ad assolvere sé stessa. Inoltre la profonda arretratezza culturale (2) di molti tra i “servitori dello stato”, nonché la storica arretratezza delle istituzioni nostrane non facilitano certo una facile soluzione….
Detto ciò, è comunque interessante e meritevole d'attenzione l'iniziativa dell'associazione Pantagruel, da anni attiva nel campo, che Lunedì prossimo alle 17 presenta “La mia idea di carcere” con Lucia Castellano, già direttrice del carcere di Bollate (Milano) presso la Chiesa Cristiana Evangelica Battista in Borgo Ognissanti 4. Questa iniziativa sarà seguita Giovedì 28 Gennaio, sempre alle 17, dalla presentazione del libro “Abolire il carcere” del sen. Luigi Manconi presso la Biblioteca delle Oblate.
Fabrizio Cucchi, DEApress
Per info: http://www.asspantagruel.org/
(1) Si veda ad es. il classico lavoro di M. Foucault, Sorvegliare e punire, Enaudi 1976
(2) Si veda ad es. http://www.deapress.com/culture/caffe-letterario/18719-inquietanti-iniziative-a-trento.html
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