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"Basta morti, case subito!": i rifugiati somali occupano stabile dei Gesuiti

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15977596_672320352969113_7131937933018592902_n.jpgDopo la morte di Alì Muse e le cariche della polizia davanti al portone chiuso della prefettura, i rifugiati dell'ex-Aiazzone non si arrendono ed occupano uno stabile di proprietà dei Gesuiti in via Spaventa a Firenze.

Continua, quindi, la lotta contro il "business dell'accoglienza", per rivendicare diritti e condizioni di vita migliori. "Ci sono volte in cui bisogna dire NO per affermare la propria dignità", scrive il Movimento di Lotta per la Casa sulla propria pagina Facebook, in riferimento al rifiuto, da parte dei rifugiati, del piano di accoglienza temporanea nelle strutture per l'emergenza freddo, predisposto sabato in Prefettura.

"Le istituzioni devono fare i conti con il nostro rifiuto di vivere nella precarietà di un’emergenza permanente - si legge nel comunicato - perché una casa vera e dignitosa è indispensabile per una vita degna, tanto per noi quanto per le tantissime persone e famiglie che sono in difficoltà".

L'occupazione è quindi un chiaro segnale verso le istituzioni: "Basta morti, case subito!" è il messaggio. Perciò gli occupanti chiedono che le istituzioni regolarizzino la situazione attuale requisendo l’immobile in questione o un altro analogo. Vedremo la risposta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si riunirà nuovamente in settimana.

Gli occupanti fanno, poi, appello alla solidarietà: la maggior parte degli effetti personali degli abitanti sono andati distrutti durante l'incendio dell'ex-Aiazzone, per questo chi volesse sostenere la lotta può portare in via Spaventa 4 (zona Parterre, vicino piazza Libertà), tutti i giorni dalle 17 alle 21, beni necessari come letti e materassi, coperte, lenzuola e cuscini, vesititi caldi e giubbotti, scarpe e stufe.
S.M.


Di seguito riportiamo il comunicato diffuso dai rifugiati:
***
Oggi abbiamo occupato uno stabile di proprietà della Curia in disuso da alcuni anni e in vendita con progetto di essere trasformato in appartamenti. Abbiamo fatto questa scelta per sottolineare che, a fronte delle proposte lesive della nostra dignità che le istituzioni ci hanno presentato, soluzioni praticabili e non temporanee possono esistere. Decine di immobili sono inutilizzati in questa città, chiediamo che le istituzioni regolarizzino la nostra permanenza qua o in un luogo analogo, in cui poter abitare stabilmente, senza scadenze e senza il ricatto degli sgomberi e dell’art 5.

Le istituzioni devono fare i conti con il nostro rifiuto di vivere nella precarietà di un’emergenza permanente, perché una casa vera e dignitosa è indispensabile per una vita degna, tanto per noi quanto per le tantissime persone e famiglie che sono in difficoltà.

Lo diciamo da anni, il business dell’accoglienza, che riguardi i rifugiati o le famiglie in emergenza abitativa, deve finire. Il patrimonio e le risorse pubbliche non devono essere utilizzati per arricchire le cooperative e ricattarci, ma per tutelare i diritti delle persone.

Lo avremmo voluto dire anche sabato mentre le istituzioni si riunivano a porte chiuse e si rifiutavano di accettare il fallimento delle stesse politiche che ora ripropongono. Il prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza deve ragionare di soluzioni stabili e dignitose, prendendo in considerazione lo strumento della requisizione di questo o altro stabile in disuso.

Basta morti, casa subito!

I rifugiati
Movimento di lotta per la casa

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