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#magliettarossa con Libera e Don Luigi Ciotti

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Libera.jpgUn laccio emostatico per l’emorragia di umanità denunciata da don Libero Ciotti, che ha lanciato l’iniziativa #magliettarossa, questo erano ieri le migliaia di aderenti che per tutto il giorno hanno inondato i social di selfie tenendo, per tutto il giorno, l’hashtag primo nelle tendenze su Twitter.

La maglietta rossa come quelle indossate dai bambini riportati cadaveri in spiaggia in Libia, come Aylan, il colore accuratamente scelto per dare più visibilità in acqua ai soccorritori in caso di naufragio.

Ci pensate? Mentre imbarco mio figlio con la speranza di allontanarlo da fame, guerra, persecuzioni, io calcolo pure il rischio che non sopravviva. Basterebbe questo sentimento ragionato (sentite l’ossimoro?) a percepire che la negazione di diritti universali come libertà e autodeterminazione ha qualcosa di profondamente incomprensibile.

Don Ciotti ha definito le migrazioni “deportazioni indotte, quindi noi siamo chiamati a interrogarci sulle nostre responsabilità”.

All’iniziativa hanno aderito immediatamente Legambiente, Arci, e Anpi seguiti da FNSI, Emergency, Acli, Cgil, Cisl e Uil, Pd cittadini, Msf e Amnesty, Croce Rossa Italiana, Caritas, Uisp e Fiom, Articolo 21 e Libertà e Giustizia, Goletta Verde, le organizzazioni europee per il soccorso nel Mediterraneo, e personaggi come Roberto Saviano, Gad Lerner, Cecilia Strada, l'ex ministra Fedeli, Pietro Grasso, Laura Boldrini, Enrico Letta, Rosy Bindi, Pietro Bartolo, Giusi Nicolini, Sandro Ruotolo, Lucia Goracci, Carlo Lucarelli, Fiorella Mannoia, Alessandro Gassman… l’elenco, per fortuna, sarebbe infinito.

Le reazioni non si sono fatte attendere: a Matteo Salvini, ministro dell’Interno, non è piaciuta l’idea di una testimonianza civile contro le politiche del governo e ha ironizzato sulla giornata con “… che peccato, non ho trovato una maglietta rossa nell’armadio” in un post scriptum in un suo tweet. Immediata la risposta dalla piazza di don Luigi Ciotti: “Gliela porto molto volentieri una maglietta, un piccolo gesto fatto con rispetto” chiedendo un incontro di riflessioni; Nicola Fratoianni ha definito il ministro “indegno di svolgere il ruolo istituzionale che riveste” e che “chi ironizza sulla morte e sulla disperazione di migliaia di persone è solo un poveraccio”.

Reazione anche da parte di Alessandro Morelli, deputato della Lega e Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, che ha definito l’adesione dei giornalisti di RaiNews24 “iniziativa vergognosa e deontologicamente imbarazzante, così facendo il servizio pubblico smette di essere pluralista e diventa partigiano”.

Malgrado le polemiche la partecipazione è stata un successo in tutta Italia, magliette rosse anche al al Gay Pride di Bologna, al concerto dei Modena City Ramblers e alla finale dei Mondiali antirazzisti della Uisp a Castelfranco Emilia e, al tramonto, si sono tinti di rosso il colonnato di Piazza del Plebiscito ed il Maschio Angioino a Napoli.

Teniamo stretto il laccio, per salvarci dall'emorragia.

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