DEApress

Wednesday
Oct 28th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Redazionale: su neutralità e politica degli eventi sportivi

E-mail Stampa PDF

I grandi eventi sportivi sono da sempre convogliatori di istanze politiche e sociali. Già ai tempi dell'imperatore Costantiniano, che regnò l'impero bizantino fino al 565 d.C., lo sport più popolare, ovvero la corsa delle bighe, era una vera e propria occasione di incontro e scontro politico in seno alla città di Costantinopoli, da cui potevano sorgere anche rivolte e rivendicazioni popolari. Allo stesso modo, nel corso del '900 molti regimi, democratici e autoritari, hanno sfruttato le competizioni sportive per accreditarsi e mostrarsi forti agli occhi del mondo: basti pensare alle Olimpiadi nella Germania nazista del 1936 o ai Mondiali nell'Italia fascista del 1934.
Insomma, nonostante la pretesa neutralità, in questi eventi si cela sempre un sottobosco di motivazioni e di scontri politici, e del resto non potrebbe essere altrimenti: il fatto di radunare così tante persone da così tanti posti diversi pone necessariamente problemi di tale natura, soprattutto considerando che, dietro la retorica della fratellanza da raggiungere per mezzo dello sport, vige sempre una logica da competizione: ogni nazione, ogni tifoso spera che la propria squadra vinca il torneo, si imponga sulle altre. 

Il mondiale in Qatar non fa eccezione a questa regola generale, per quanto i dirigenti governativi e quelli della Fifa sperino il contrario. Ieri, ad esempio, la situazione che si sta dipanando in Iran è entrata improvvisamente nel campo da gioco, quando i giocatori di quella nazionale si sono rifiutati di cantare l'inno, accedendo un vero e proprio scontro con la propria tifoseria. Al contempo, emergono ancora più dettagli sui problemi discussi nello scorso redazionale ("il costo del mondiale") e, soprattutto, si fanno largo assurde dichiarazione volte a distrarre l'opinione pubblica dal contesto politico per farla concentrare sul gioco in s'é.
Possiamo leggere in questo senso le assurde dichiarazioni di Gianni Infantino (presidente FIFA), che ha sostenuto che, prima di dare "lezioni morali a senso unico", l'Europa dovrebbe "chiedere scusa per i prossimi 3 mila anni degli scorsi 3 mila anni". Riferimento al colonialismo che, in questo caso, è del tutto fuori luogo: la questione che si sta delineando non è quella dello sfruttamento storico dell'Occidente sul Medio Oriente (cosa naturalmente riprovevole e innegabile), ma lo sfruttamento e la discriminazione che attualmente vigono in Qatar, condotti da una minima parte della popolazione sulle grandi masse, su cui la FIFA chiude colpevolmente un occhio in nome di un guadagno spropositato. Assurdo anche il paragone che Infantino fa tra la propria esperienza di migrante (il presidente è figlio di emigrati italiani in Svizzera) con quella delle persone appartenenti alla comubità LGBT in Qatar, ponendo sullo stesso piano due tipi di discriminazione che, come è facile immaginare, hanno entità e gravità radicalmente diverse. 
Un discorso pubblicitario, insomma, volto a distrarre l'opinione pubblica con falsi slogan di solidarietà universale, nella speranza, o peggio nella coscienza che tutte le polemiche svaniscano al fischio d'inizio (come è già successo in Brasile e in Russia), mentre al contempo si impedisce a squadre come il Belgio di indossare una semplice fascia che dimostri il loro supporto nei confronti della comunità LGBT.

Consapevoli che, per via della situazione particolare in cui si svolge, questo sarà un mondiale costellato di polemiche e iniziative di tipo politico, non vogliamo qui descrivere punto per punto ciò che è successo in questi giorni, riservandoci di trattarne più avanti in maniera complessiva. Piuttosto, qui vorremmo porre la base del ragionamento, ovvero: un evento di tale portata non è mai un evento socialmente e politicamente neutrale. Semplicemente non lo può essere, per via delle risorse economiche ed umane che muove, per via del fatto che si pone come una vetrina per la nazione ospitante e i paesi ospitati e perché comporta l'incontro di comunità differenti, siano essi amichevoli o in aperto conflitto.
E citare il discorso di Infantino ci serve a porre una seconda base, ovvero a illuminare l'aspetto retorico e falso delle dichiarazioni dei dirigenti FIFA, che si nascondono dietro la solidarietà e la fratellanza umana come dietro un dito, mentre con l'altra mano muovono capitali mastodontici, finanziano sfruttatori e impediscono azioni che potrebbero anche solo infastidirli. 

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Gennaio 2024 10:55 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Sara Bonafè . 27 Ottobre 2026
  Comunicato stampa Festival Mediamix Mostra in Sala libero Beghi, Villa Arrivsabene – Piazza Alberti 1/ADal 18 al 23 novembre Apertura rassegna il 18 novembre e presentazione artisti progetto Fanzine “Arte e dialogo” il 21 novembre per festeggi...
Silvio Terenzi . 27 Ottobre 2026
Stefano Ghisleri“La cantata del caffè” Una tazza di caffè contro un intero mondo. In “La cantata del caffè”, Stefano Ghisleri mi trasporta nella Lubecca del primo Settecento, dentro una società in cui musica, amore e desiderio di libertà devono ...
Antonio Desideri . 25 Ottobre 2026
Una luce morbida, che non taglia, che non proietta ombre e non disegna profili: è così che il regista Alberto Gemmi decide di presentarci il cimitero militare germanico del Passo della Futa; sotto una luce, cioè, che non ha lo scopo di distinguere, m...
Silvana Grippi . 25 Ottobre 2026
"La situazione è drammatica: oltre 43.400 bambini soffrono per la carestia e rischiano di morire perché gravemente malnutriti, stremati dalla fame e da condizioni di vita disumana. L'UNICEF è presente laddove il bisogno è più incessante e fanno il po...
Sara Bonafè . 23 Ottobre 2026
  Gli studenti di Firenze hanno deciso di occupare le scuole in segno di protesta di fronte ad un governo che da precedenza alla guerra a discapito dell’istruzione.Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea del 2023 l’Italia è stata terzu...
Fabrizio Cucchi . 22 Ottobre 2026
                                                                      &n...
simone fierucci . 20 Ottobre 2026
  Disoccupazione, inflazione, black out energetici e repressione scatenano la reazione di un variegato fronte di opposizione Redazione Pagine Esteri 20/10/2026   – Sabato decine di migliaia di persone hanno protestato contro il pre...
Silvana Grippi . 19 Ottobre 2026
  CENTRO D.E.A In preparazione laboratori: scatole d'artista - libri d'autore - grafica - segnalibri - effetti speciali -auto-aiuto per il rafforsamento della personalità Lunedì e Mercoledì Orari da definire info: redazione@deapress.com &n...
DEAPRESS . 17 Ottobre 2026
Alcuni Autori presenti al Festival Mediamix XXI   1. Arte Daniele Di Bartolo Dittico #21: Difesa e Metamorfosi.. La meccanica del rifugio.. #21 è la firma e l’identità artistica di un autore autodidatta nato a Nicosia, in Sicilia, r...

Galleria DEA su YouTube