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Redazionale: l'imbrattamento del Senato

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La protesta degli attivisti di Ultima Generazione, che lo scorso 2 gennaio hanno imbrattato la facciata del palazzo del Senato con una vernice rosa "lavabile", ha portato a una levata di scudi da parte di tutte le istituzioni, che hanno condannato il gesto come non consono a una protesta civile e "meritevole di una punizione esemplare". Le voci, in questo senso, sono state molteplici: dopo un primo intervento di Larussa, anche Meloni e Salvini hanno condannato il gesto, mentre a sinistra si è assistito a denunce più tiepide, rivolte soprattutto a cercare di comprendere il significato che si è tentato di trasmettere tramite tale protesta. La sinistra parlamentare, infatti, fa propria da anni la battaglia ecologista, e di fronte a proteste del genere non può che cadere nell'impasse di dover, da un lato, difendere le istituzioni, mentre, dall'altro, riconosce a ragazzi come questi un bacino di voti perduti, che non può essere attaccato direttamente in questo momento di crisi identitaria ed elettorale. 

Questa ambiguità, però, è proprio uno dei motivi per cui gruppi come Ultima Generazione nascono e mettono in atto propositi ribelli. Questo gruppo in particolare è conosciuto per i blocchi stradali e per azioni nei musei, che hanno suscitato tanto scalpore negli ultimi mesi.
Si tratta di azioni dimostrative, volutamente clamorose, volte a portare all'attenzione dell'opinione pubblica il problema dell'inquinamento e del cambiamento climatico, rispondendo all'inerzia di una politica che mostra spesso disinteressata ai temi di difesa ambientale, ed ha anzi prende decisioni decisamente contrarie allo scopo: ad esempio, in Italia (paese che rimane il sesto acquirente mondiale di combustibili fossili), si preve la riapertura di centrali a carbone e nuove si propongono trivellazioni "per rispondere alla crisi energetica in corso". 

Si tratta di gruppi formati da giovani arrabbiati, che vedono (probabilmente a ragione) una situazione compromessa irrimediabilmente, assieme a l'inattività totale di una classe politica anziana che non considera i loro problemi e che, di fatto, li priva di un futuro. Farsi vedere, anche in modo spettacolare anche attirando tutte le critiche del caso, serve proprio a mostrare questo conflitto interno ad una società che sembra andare dritta verso il collasso. In questo senso, il nome del gruppo è eloquente.

Dall'altra parte, molte parti politiche che si sono lanciate nella critica possono, per lo meno, essere accusate di ipocrisia. Citiamo come esempio principe proprio Larussa, che oggi si pone a paladino delle istituzioni repubblicane, ma fino ad ieri era famoso per tenere i busti di Mussolini in casa e per dichiarare che, alla fin fine, siamo tutti eredi del duce, come giustamente ha ricordato, tra gli altri, Bonaccini.
Quello che temiamo è che, dietro questa levata di scudi, ci sia un tentativo di reprimere e limitare ogni forma di protesta che esca fuori dal binario consentito, che cerchi di lanciare un messaggio anche in maniera clamorosa. Lo temiamo non tanto perché questo potrebbe portare ad un'ulteriore repressione e all'emanazione di leggi sempre più oppressive (anche se pure questo aspetto deve essere considerato), ma perché, in una situazione del genere, in cui la crisi si fa di mese in mese più acuta e sentita dalla popolazione, comprimere queste proteste rischia di portare a una loro esplosione ed a una polarizzazione ulteriore del dibattito pubblco, già nettamente diviso tra i vari attori sociali, come del resto dimostrano le reazioni a questo genere di eventi: gli ambienti della sinistra extraparlamentare, ad esempio, si sono già per la maggior parte schierati con Ultima Generazione, e auspicano nuove attività, nuove proteste, nuovi eventi. 
Probabilmente è proprio questa la strada da seguire, ma occorre domandarci dove ciò potrà portare, e soprattutto come queste proteste possano poi entrare in Parlamento, diventare politica attiva, capace di legiferare e cambiare veramente la situazione: "Fino ad allora, saremo costretti ad imbrattare qualche muro, prendendosi pure le ingiurie della destra". 

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Gennaio 2023 19:29 )  

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