Il restauro del Battistero di San Giovanni a Firenze è ormai in dirittura d'arrivo: sono iniziati, infatti, i lavori di smontaggio dei ponteggi su tutte le facciate esterne del monumento e della lanterna. I lavori termineranno entro il prossimo 25 ottobre. Così fiorentini e turisti potranno tornare a goderne la vista in tutto il suo splendore.
Il restauro - iniziato a febbraio 2014 e diretto dall’Opera di Santa Maria del Fiore in accordo con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio - ha interessato tutto il rivestimento marmoreo delle otto facciate esterne, delle falde di copertura e della lanterna del Battistero. Si è trattato di un intervento conservativo teso a eliminare gli strati d’incrostazioni e i depositi di sostanze inquinanti, oltre a consolidare e ridefinire gli elementi marmorei che nel tempo si sono degradati. Si tratta di una delle tappe del programma di interventi messi in campo dall’Opera di Santa Maria del Fiore, insieme all’apertura del nuovo Museo dell’Opera del Duomo il prossimo 29 ottobre, in vista del V Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana che a novembre vedrà la visita di Papa Francesco.
A distanza di settant'anni dall'ultimo intervento, le operazioni di restauro sono state particolarmente comlesse con un costo complessivo di circa 2 milioni di euro, finanziati in parte dall’Opera e in parte grazie alla campagna di crowdfunding intrapresa dall’Opera stessa a cui hanno risposto migliaia di cittadini per iniziativa di Unicoop Firenze, Maison Pucci e singoli donatori. A supporto dell’intervento sono statieffettuati rilievi laser, studi iconografici e storici e campagne diagnostiche eseguite dall’Università degli Studi di Firenze e dall'ICVBC – CNR. Anche il restauro della lanterna è stato molto impegnativo, con lavori di consolidamento della struttura e con la rimozione dell’alterazione della doratura della palla e della croce.
«Il restauro è anche il momento scientifico del ‘riconoscimento’ dell’opera d’arte - ha affermato il vicepresidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Francesco Gurrieri - e può considerarsi finito, non allo smontaggio dei ponteggi, ma con la pubblicazione delle ricerche e degli accertamenti scientifici fatti per l’occasione. Così abbiamo ora uno spettro vasto delle tipologie di degrado, delle alterazioni, della natura petrografica dei marmi, e, soprattutto, la digitalizzazione di ciascuna bozza costitutiva del paramento lapideo. Ciò consentirà, in avvenire, di monitorarne il comportamento e di fare finalmente una ‘manutenzione programmata’ del monumento».
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