DEApress

Friday
Apr 24th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

RIAPERTURA PALAZZO DELLE PAPESSE A SIENA

E-mail Stampa PDF

riceviamo e pubblichiamo

Opera Laboratori riapre a Siena Palazzo delle Papesse e presenta la mostra:

“Julio Le Parc. The discovery of perception”.

Dal 13 settembre al 16 marzo la prima e più importante personale mai effettuata in Italia dedicata al grande artista argentino. Opera Laboratori, dopo aver siglato l’accordo di acquisto con Banca d’Italia, produce il primo evento espositivo con più di 80 opere realizzate da Le Parc in oltre 60 anni di attività.

Dopo l’accordo siglato con Banca d’Italia nello scorso mese di giugno, Opera Laboratori riapre al pubblico Palazzo delle Papesse con una grande esposizione. La rinascita della storica residenza prende vita attraverso un ambizioso progetto che si pone l’obiettivo di riposizionare l’iconico edificio al centro delle istituzioni culturali italiane.

Siena accoglie dal 13 settembre 2024 al 16 marzo 2025 “Julio Le Parc. The discovery of perceptionla più importante personale del grande artista argentino mai realizzata in Italia, dopo la sua partecipazione alla 33a Biennale di Venezia nel 1966, quando ricevette il prestigioso Gran Premio internazionale alla pittura.

Curata da Marcella Beccaria in dialogo con Julio Le Parc e il Direttore artistico del suo studio Yamil Le Parc, la mostra è prodotta da Opera Laboratori con il supporto di Galleria Continua. Il catalogo e il merchandising sono realizzati dalla Casa editrice Sillabe.

Con questa prima mostra – spiega Beppe Costapresidente e amministratore delegato di Opera Laboratori – vogliamo tracciare un percorso di rinascita culturale che porterà nel cuore di Siena mostre d’arte internazionali ed eventi in un edificio del XV secolo che per tanti anni è stato un importante centro di arte contemporanea. L’obiettivo è costruire un ponte tra la storia e il futuro, guardando con fiducia alle nuove generazioni e portando prosperità ai territori e alle loro comunità. Dedichiamo la mostra a Daniele Petrucci, che ha sempre creduto nella forza innata di questo scrigno di rara bellezza e che continuerà a guidarci nei nostri sogni da un luogo ancora più alto dell’altana di Palazzo delle Papesse”.

Cariche di storia e della memoria di ospiti illustri, tra cui Papa Pio II e Galileo Galilei, le antiche sale di Palazzo delle Papesse, insieme al cortile, il caveau, la terrazza e l’altana sui tetti di Siena, forniscono il contesto ideale per il lavoro di Le Parc e la sua incessante attitudine alla sperimentazione che, nelle stesse parole dell’artista, significa “ricerche, scoperte, rischicontraddizioni, incontri, ritrovamenti, attesa, sorpresa, retrocessioni, avanzamenti, prospettiva”.

Un connubio perfetto tra passato e presente, basato su un dialogo tra i colori, le luci e i movimenti delle opere di Julio Le Parc e gli splendidi affreschi dei soffitti di Palazzo delle Papesse. Le Parc lavora sull’idea di distacco tra l’artista e l’opera. Predilige l’utilizzo di forme geometriche esistenti in modo da attivare visivamente la superficie dell’opera e coinvolgere gli osservatori. “La prima necessità – scrive – (è) accrescere la distanza tra l’artista e l’opera, rimuovendo non solo ogni traccia di fabbricazione manuale (‘il tocco pittorico dell’artista’) ma anche tracce di composizione soggettiva”. Con opere che per la maggior parte provengono direttamente dal suo studio a Cachan in Francia e appartengono al suo archivio, l’artista argentino offre ai visitatori un incontro diretto con il suo universo creativo dal 1958 ad oggi. Evitando una rigida cronologia, la mostra è organizzata in base alle serie tematiche che scandiscono il lavoro dell’artista e inizia accogliendo i visitatori con Sphere verte (2016). Posto all’ingresso di Palazzo delle Papesse, questo lavoro recente è un grande corpo sospeso. La sua geometria instabile, formata da una moltitudine di tessere di plexiglass verde che riflettono la luce, modifica lo spazio circostante.

Precursore dell’arte cinetica e dell’Op Art, dagli esordi Le Parc lavora con la luce ed il movimento. Nel 1959, nel fertile clima dei primi anni a Parigi, Le Parc posiziona luci elettriche in piccole scatole e utilizza prismi o lastre in plexiglas per combinare fasci luminosi colorati. “Gli esperimenti di luce e movimento – scrive l’artista nel 1971 – facevano parte del mio desiderio di allontanarmi dalla nozione di un’opera fissa, stabile e definitiva”. In mostra sono presenti opere iconiche di questo periodo, tra cui importanti esemplari storici come Continuel lumière mobile (1963-2013), Continuel lumière boite n. 3 (1959-1965) e Continuel lumière avec quatre formes en contorsion (1966-2012). Ciascuna di queste opere indaga in modi differenti la relazione tra luce e movimento e induce una varietà di possibili reazioni in chi le incontra. Una ricerca incessante che porta l’artista a sperimentare nei suoi lavori la quarta dimensione, generando installazioni capaci di produrre indimenticabili esperienze immersive.

L’attitudine alla sperimentazione porta Le Parc a definire uno spettro di 14 colori quale base per la sua ricerca pittorica. L’artista argentino li utilizza puri, come fossero un pezzo di arcobaleno che si muove formando geometrie sempre nuove. Le infinite variazioni cromatiche e di forme dei dipinti di Le Parc invadono le sale del quattrocentesco palazzo, come in Ondes 139 série 47 n. 8, (1974), oppure Ondes Alternées à partir d’un thème de 1972 (1972-2018), dove le opere impongono in senso positivo la propria forza nello spazio della mostra. I colori acrilici dell’artista sembrano in movimento, moltiplicandosi e travalicando i confini della tela. “Guardarle – precisa la curatrice Marcella Beccaria – significa accedere ad un universo gioioso nel quale è protagonista l’esperienza percettiva”. A Palazzo delle Papesse, i cerchi concentrici di Série 14 – 14 Permuté (1970-2020) e quelli tremolanti in Série 15 n. 8 (1971-2012) catturano lo sguardo, invitando chi li incontra a sperimentare diversi gradi di distanza, provando per esempio ad avvicinarsi per poi allontanarsi.

Dagli anni Settanta, Le Parc declina i suoi 14 colori anche in una serie di sculture, gli Ensemble volume-couleur, di cui una selezione datata 1971-1975 è presente in mostra. Si tratta di opere in legno dipinto nelle quali l’elemento solido si erge su un’asticella in metallo montata su una base. Malgrado le piccole dimensioni, l’insieme di queste opere può evocare un gruppo di modelli architettonici, quasi si trattasse di progetti che potrebbero anche essere sviluppati su scala monumentale, come sculture per piazze di città del futuro che anticipano il lavoro sulle opere pubbliche degli anni Ottanta. La mostra include anche opere appartenenti alla recente serie Alchimie. Dipinte su tele di grandi dimensioni, queste opere raccontano la costante capacità di Le Parc di estendere la propria ricerca esplorando nuove possibilità.

Se questa mostra di Le Parc al Palazzo delle Papesse è la più grande mai realizzata dall’artista in Italia – conclude la curatrice Marcella Beccaria – va anche ricordato che un importante precedente è dato dalla sua partecipazione alla XXXIII Biennale d’Arte di Venezia del 1966. Le Parc è chiamato a rappresentare l’Argentina e la sua presentazione, che include un nutrito numero di opere, riscuote un grande successo di pubblico. Fotografie del periodo ritraggono visitatori e visitatrici che interagiscono con le opere e per esempio salgono su sculture dotate di molle, o indossano ampi occhiali che al posto delle lenti hanno sequenze di lamelle orizzontali”.

L’Italia – commenta Yamil Le ParcDirettore dello studio dell’artista sudamericano – ha sempre avuto una considerevole presenza in Argentina, dove oggi e la più grande comunità straniera. Era tempo che Le Parc tornasse in Italia per poter continuare a influenzare e ispirare il pubblico odierno con la sua capacità di mettere in discussione e trasformare la nostra comprensione dell’arte contemporanea. Spero che questa mostra lasci un segno profondo, non solo nei cittadini toscani ma anche nelle migliaia di turisti che ogni anno visitano Siena alla ricerca di storia e bellezza”.

Julio Le Parc. The discovery of perception, organizzata in un libero percorso su due piani che privilegia sale tematiche, raccoglie oltre 80 opere realizzate a Parigi, in Francia, dopo gli esordi a Buenos Aires in Argentina, fino a lavori recenti e nuovi. Oltre 60 anni di attività, dai lavori geometrici in bianco e nero alle opere cinetico-luminose e alle sculture, fino agli iconici dipinti, raccontano l’unicità e la vastità di una ricerca tesa a stimolare la percezione e il coinvolgimento degli spettatori.

Ad arricchire la visita allo storico edificio, al piano terra, ci saranno una libreria con merchandising e prodotti dedicati un bistrot accessibili, così come tutte le altre sale, anche per chi ha difficoltà motorie. A sostenere il progetto culturale del Palazzo sono intervenuti anche: Estra, Terre Cablate, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, iGuzzini, Pedrali e LavazzaPalazzo delle Papesse offrirà attività didattiche, visite inclusive e laboratori attraverso il progetto “Papesse Lab”, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico all’arte e ampliare lo sguardo dello spettatore, qualunque età abbia, indagando nelle pieghe della realtà. Per partecipare a tutti gli eventi e gli appuntamenti espositivi Opera Laboratori ha realizzato una card, la “tessera del curioso”, acquistabile online oppure presso la biglietteria del Palazzo, che consentirà un 10% di sconto sui prodotti in vendita al bookshop, sulle consumazioni in caffetteria e sui laboratori didattici.

Info utili sul sito operalaboratori.vivaticket.it

Share

Ultimo aggiornamento ( Sabato 14 Settembre 2024 11:33 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

DEAPRESS . 21 Aprile 2026
  IL PARCO DI PRATOLINO RIAPRE AL PUBBLICO DAL MESE DI APRILE  2026 Articolo di MASSIMO SELMI       Articolo di MASSIMO SELMI  -  Un'immersione nell'arte open air fra i capolavori botanici di un delizioso par...
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
LA FIRENZE DECO IN MOSTRA A PALAZZO MEDICI-RICCARDI - ARTICOLO DI MASSIMO SELMI  -     Nelle sale espositive di Palazzo Medici Riccardi a Firenze e' in corso fino al  prossimo 25 agosto 2026 la mostra  Firenze Déco. Atm...
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
Il prossimo 22 aprile 2026, nella straordinaria cornice della Certosa (via della Certosa 1 a Firenze), si terràSustainability Day 2026 La Cura della Casa Comune,una intera giornata promossa dalla Fondazione Italiana...
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
L'ARTE DI ANTONIO LIGABUE IN MOSTRA A PISA  BY CRISTINA FONTANELLI                   Agli Arsenali di Pisa prosegue consuccesso l'esposizione artistica dedicata ad Antonio Ligabue. La mos...
Silvana Grippi . 20 Aprile 2026
Dona il tuo 5 per MILLE all’Associazione Socio Culturale D.E.A.  le entrate saranno devolute per i seguenti progetti   Didattica-Espressione-Ambiente Informazione libera e indipendente habitat e culture persone e associazioni i...
DEAPRESS . 20 Aprile 2026
FRA STORIA E ARTE, LEZIONI ACCADEMICHE AL MUSEO DEGLI UFFIZI (INGRESSO LIBERO)  Articolo di Cristina Fontanelli Autore  Cristina Fontanelli  -  Al Museo degli Uffizi di Firenze prosegue il ciclo culturale "Fra Storia e Arte", le...
simone fierucci . 18 Aprile 2026
La notizia della morte di Jürgen Habermas, scomparso all’età di 96 anni lo scorso 14 marzo – il giorno della morte di Karl Marx – ci invita a riflettere in modo attento ed approfondito su una straordinaria eredità filosofica che abbraccia oltre set...
Silvio Terenzi . 17 Aprile 2026
Milomaria"La breve distanza" Ascolta on Spotify Ci piace molto il disco di Milomaria, questo lavoro che titola "La breve distanza" dentro cui appare anche la splendida voce di Leo Gullotta in un cameo recitato. Chi è cos'è questo disco non è ques...
DEAPRESS . 16 Aprile 2026
Siccome siamo in primavera perché non parlare della Primavera del nostro Sandro Botticelli che si trova al museo degli Uffizi della nostra amata Firenze? La Primavera è un dipinto a tempera grassa su tavola di 203X314 cm di dimensione, la si può d...

Galleria DEA su YouTube