Da venerdì 24 a domenica 26 maggio 2013 si svolgerà la IV edizione di “Pistoia - Dialoghi sull’uomo”, festival di antropologia ideato e diretto da Giulia Cogoli e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia.
Quest’anno il filo conduttore della manifestazione è " L'oltre e l'altro. Il viaggio e l'incontro”.
L'altro i greci lo chiamavano “barbaros”, ovvero il “balbuziente”, colui che è diverso nel senso dispreggiativo del termine perchè non parla il greco. Eppure non possiamo prescindere da ciò che è diverso da noi: no man is an island, scrive John Donne. L'umanità può ampliarsi solo se è disposta a mescolarsi, a toccarsi, a fluidificarsi nella corrente della ricchezza, dell'abbondanza: “Un uomo? Perchè non più uomini? Perchè non mille? Perchè non molti?” (Michelet).
Siamo figli dell'Ulisse che solo affrontando le varie peripezie che gli procura il contatto col diverso può tornare a casa; il suo nostos, il suo viaggio del ritorno non scansa i pericoli, ciò che fa paura perchè non conosciuto. L'unico modo per superare il diverso è passarci attraverso, conoscerlo, dialogarci e scoprirci profondamente simili.
La storia, ovvero i popoli, sono la risultante di due tendenze contrastanti: l'una tende a omologare, l'altra a distinguere. Il punto è mantenere entrambe le direzioni vettoriali, tenendo però ben presente che anche la definizione di ciò che siamo è rispetto a qualcos'altro da noi.
Il viaggio, l'oltre, è sempre motivo di arricchimento, lo sapeva bene Erodoto nella descrizione della diversità delle genti del sud est europeo a lui contemporanee. Parlando di questo grande storico, non possiamo fare a meno di considerare un aspetto antropogeografico importante: la frontiera.
Erodoto era uomo di frontiera, non arroccato negli orgogliosi campanilismi vari, ma pronto a “orao”, a vedere e ad aver visto per scriverne e parlarne.
Se la nostra storia guarda l'altro a distanza, o si limita ad aggredirlo, non ci saranno pagine di grandi civiltà ma solo di inesauribile barbarie.
Per tre giorni il centro storico della città toscana ospiterà una ventina di incontri, con intellettuali italiani e stranieri che approfondiranno il tema del viaggio.
L’argomento, che racchiude una forte valenza antropologica, è di grande attualità in un’epoca in cui i flussi di idee e di persone sono sempre più rapidi e frequenti.
Tra gli ospiti dell'evento: gli antropologi Marco Aime, Arjun Appadurai e Adriano Favole; l’attore Giuseppe Battiston; il giornalista enogastronomico Allan Bay; lo psicoterapeuta Andrea Bocconi; lo studioso di letteratura di viaggio Attilio Brilli; la classicista Eva Cantarella; i cantautori Vinicio Capossela e Francesco Guccini; la saggista Gabriella Caramore; gli scrittori Erri De Luca, Claudio Magris, Gabriele Romagnoli, Paolo Rumiz e Colin Thubron; il presidente di Touring Club Franco Iseppi; l'esploratore e documentarista Folco Quilici; gli storici Francesco Surdich e Andrea Visentin; il fondatore di Lonely Planet Tony Wheeler; i musicisti dell’Alfredo Lacosegliaz Patchwork Ensemble.
Perchè ciò che ci differenzia dalle bestie è la parola, il logos.
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