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L' INVENTORE DEL TELEFONO (E NON SOLO): ANTONIO MEUCCI

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RICORDO DI ANTONIO MEUCCI, INVENTORE DEL TELEFONO E NON SOLO …  ARTICOLO di CRISTINA FONTANELLI

 

3-_Antonio_Meucci_-_Copia.jpg1._IMMAGINE_LAPIDE__MEUCCI_NATO_A_A_FIRENZE__-_Copia.jpg

ANTONIO MEUCCI FIORENTINO NATO AD APRILE NEL 1808 IN OLTRARNO a Firenze

Nel mese di aprile ricorre l’anniversario di nascita di Antonio Meucci (Firenze, 13 Aprile 1808 - New York, 18 Ottobre 1889), inventore del telefono, autentico homo faber, umanista ed “ingegnere” risorgimentale essenzialmente autodidatta. Egli non fu uno scienziato in senso stretto e le sue cognizioni multidisciplinari (artistiche, tecniche, scientifiche e ingegneristiche) le acquisì infatti durante i suoi giovanili studi svolti all’Accademia fiorentina di Belle Arti di piazza San Marco.

Meucci adottò un modus operandi dilettantistico, perché al suo tempo erano ancora assenti le scuole italiane di specializzazione ingegneristica. E’ importante sapere che soltanto dopo la Rivoluzione del 1789 in Francia furono creati l’Institut National des Arts et des Sciences (1795) e le cosiddette grandi scuole come l’Ecole Polytecnique (1794), mentre in Italia, primo Istituto tecnico superiore per la formazione degli Ingegneri, a modello della scuola parigina, fu istituito a Milano verso il 1862. Prima di allora, maggiore contributo al progresso scientifico accademico fu quindi dato da inventori ed artigiani che in maniera solitaria svolgevano ricerche in territori di frontiera ancora inesplorati. Nel corso della sua vita l’ingegnoso Antonio Meucci fu dedito a sperimentazioni innovative in vari settori e lavorando come imprenditore in America, dove era emigrato come patriota inviso al regime granducale del suo tempo, aprì anche una birreria, una ditta di pianoforti e una fabbrica di candele di paraffina (da lui stesso inventate) dando da lavorare in quest’ultima location a numerosi suoi compatrioti fra cui Giuseppe Garibaldi, notizia storica presso che ignorata dai manuali scolastici.

Il geniale e intraprendente inventore fiorentino non si dedicò unicamente alla realizzazione del telefono vocale ma nel corso della sua avventurosa vita escogitò numerose tecniche di produzione di oli per pitture, oltre ad innovative formule per creare succose bevande frizzanti a base di frutta e vitamine, brodi e condimenti per gustosi piatti di riso e pasta. Non solo, durante un suo soggiorno a Cuba (1835-1850) dove si era inizialmente rifugiato come patriota perseguitato, Antonio Meucci si occupò anche d’ingegneria e meccanica teatrale. Inoltre, eseguì attività sulla depurazione delle acque, realizzando poi innumerevoli pioneristici esperimenti di confine, fra scienza e medicina: dall’imbalsamazione dei defunti, all’elettroterapia per la cura dei malati di artrosi e reumatismi scaricando ai suoi pazienti onde elettriche per lenire dolori e sofferenze, attività per le quali raggiunse una certa notorietà e meritato successo.

Quindi, per dovere di cronaca, lo ricordiamo qua non solo come inventore del telefono (definito inizialmente da lui stesso Telettrofono) poiché di fatto l’eclettico Antonio Meucci ha dedicato la sua intera esistenza alla scienza e all’innovazione. Purtroppo, il riconoscimento dell’invenzione del telefono, da lui realizzata nella seconda metà dell’Ottocento dal fiorentino gli fu attribuita con clamoroso ritardo e giunse postuma dopo una tormentatissima vicenda giudiziaria: soltanto il 2 giugno 2002 il Congresso Usa riconobbe finalmente all’eclettico inventore italiano la realizzazione del telefono che fino ad allora era stata invece attribuita all’americano d’origine scozzese Alexander G. Bell. Deluso dai suoi contemporanei, A. Meucci aveva anche scritto una lettera, inoltrata nel 1880, al periodico l’Eco d’Italia dove, proclamandosi primo inventore di questo istrumento, denunciava “riguardo a come si usurpino le invenzioni o fatiche degli italiani in questa parte d’America”.

All’età di ottantuno anni A. Meucci moriva povero e dimentico in America, amareggiato per l’usurpazione della sua invenzione. Mente geniale ed eroico personaggio del risorgimento, ancora troppo spesso obliato dalle istituzioni, Antonio Meucci ha tuttavia saputo mescolare insieme capacità inventiva, artigianale e creatività avvalorando come pochi altri quanto sostenuto da Paul Valery: “è spesso dall’intersezione di diversi campi del sapere che nascono interessanti novità”, immagine della scienza analogamente ribadita anche dallo Storico delle Idee Paolo Rossi Monti, perchè quando nella Storia emergono novità, ciò accade perché si verificano mescolanze straordinarie.

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Aprile 2021 15:45 )  

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