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Frigiolandia - Vincenzo Sparagna

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 download_copy_copy_copy_copy_copy_copy_copy_copy.jpgFrigolandia: l’oasi artistica di Vincenzo Sparagna

Sulla nota piattaforma di petizioni Change.org ce n’è una che porta questo nome: “Salviamo la Repubblica dell’Arte di Frigolandia dall’assurda minaccia di sgombero”. La minaccia di sgombero in questione risale all’11 marzo 2020, quando, in piena emergenza pandemica, la giunta del Consiglio Comunale di Giano dell’Umbria ha richiesto la dissoluzione della “Repubblica” in questione: tra le colline umbre infatti, nel cuore della nostra penisola, si trova un posto che è un bacino di cultura dal valore inestimabile: sede delle riviste Frigidaire e Il Nuovo Male, Laboratorio di Graficae Museo dell’Arte Maivista (MAM)dedicato al fumetto e all’illustrazione,Frigolandia ci porta immediatamente indietro nel tempo, in quei mitici anni Settanta e Ottanta che tanto hanno significato per la cultura italiana.Il suo creatore è Vincenzo Sparagna, editore, giornalista, scrittore e disegnatore, un’eclettica personalità nello scenario nazionale della letteratura a fumetti. Il progetto nasce in fase embrionale già nel 1988, con il contributo di Andrea Pazienza, che non ne vedrà mai la luce a causa della sua morte estremamente prematura in quello stesso anno: man mano il luogo, ex colonia affittata dal comune umbro, prende la forma di un "museo-laboratorio, un'Accademia delle Invenzioni, una città immaginaria della Arte Maivista, un monastero eurotibetano".
Frigolandia conserva opere dei maggiori autori italiani del settore, come Tamburini, Scòzzari, Vincino, Liberatore, Igort, Echaurren, gli stessi Sparagna e Pazienza e tanti altri, ed “è stata visitata negli anni da migliaia di famiglie, giovani, studiosi e ricercatori di ogni parte d’Italia e del mondo, moltiplicando così anche l’afflusso turistico sul territorio umbro. La minaccia di sgombero è tanto più assurda in quanto Frigolandia non ha mai ricevuto contributi pubblici, paga regolarmente il canone previsto dal contratto di concessione firmato nel 2005, ed è in piena attività con la pubblicazione di riviste e libri, la realizzazione di seminari di studio, l’organizzazione di mostre di successo ed eventi culturali in molte città italiane”: così si legge sulla pagina della petizione, espressione dell’amarezza e della delusione con cui si assiste, ancora una volta, allo scarso interesse delle istituzioni nei confronti della cultura artistica del nostro Paese, soprattutto quando si tratta di episodi “di nicchia” che continuano a non ricevere il riconoscimento ad essi dovuto.
Vincenzo Sparagna presenta la sua “micronazione” con la stampa di ancora cinque numeri di Frigidaire a circolazione limitata (5000 copie): quest’ultima, infatti, è creatura sua e del gruppo dei Cannibali (Stefano Tamburini, Filippo Scòzzari, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore), e il suo primo numero uscirà il 28 ottobre 1980, sotto la sua direzione. Testata satirica e non solo, Frigidaire si inserisce nella corrente di riviste che si servivano di uno stile editoriale innovativo, fatto di fumetti, racconti, illustrazioni e reportage, per raccontare la realtà in cui i suoi autori erano immersi, secondo il loro punto di vista.
Ma il contributo di Sparagna all’editoria non si esaurisce qui: nel 1985, in parallelo con Frigidaire, fonda Frìzzer, e insieme con Pazienza, inventa il Maivismo, una teoria/movimento artistico, nata intorno ai suoi disegni commentati da Pazienza, che riassume in chiave ironica e beffarda lo stupore e la novità della estetica frigideriana. Nello stesso anno, con Tamburini, crea la rivista Tempi Supplementari: si definiscono “un branco di giovani lupi del fumetto a caccia di gloria” ed è qui che debutta una seconda generazione di autori italiani. Ancora nel 1985 fonda il trimestrale di subletteraturaVomito, di cui è anche direttore e che ospita giovani autori, con racconti e poesie illustrate da lui stesso. Questa fase di produttività quasi frenetica subisce un forte rallentamento dopo la decisione della Commissione Editoria di privare Frigidaire di diverse centinaia di milioni; ai debiti e alle difficoltà finanziarie si aggiungeranno la morte per overdose di Stefano Tamburini nel 1986 e di Andrea Pazienza nel 1988.
La carriera di Sparagna prosegue però, nel 1990, con la creazione del Lunedì della Repubblica, primo giornale vero/falso, che dura per 24 numeri, acquistata alla fine del 1991, dopo la chiusura, dal gruppo L'espresso-Repubblica, che decide di far uscire la Repubblica anche di lunedì. Nel 1995 dà vita, con Filippo Scòzzari a Il Nuovo Male, dallo spiccato carattere satirico.
Frigolandia vede la luce nel 2005, quando vende la casa di Roma, ricoperta di ipoteche, e si trasferisce in Umbria. Lì Sparagna continua a dirigere Frigidaire, che torna nelle edicole nell'aprile del 2009, dapprima come inserto del quotidiano Liberazione, poi, dal 2010, in forma totalmente autonoma. Nell'ottobre 2011 rilancia Il Nuovo Male, mensile di satira e idee, dove riprende a firmare come Tersite (pseudonimo che usava su Il Male) gli editoriali e inventa un nuovo tipo di giornali falsi, che si fanno beffe di giornali veri e inesistenti: il carattere irriverente degli anni Settanta è rimasto lo stesso.

“La scomparsa di Frigolandia distruggerebbe una delle più originali esperienze artistiche e giornalistiche europee” si legge ancora su Change.org: comporterebbe, oltre che la distruzione di un luogo dove si respira ancora la libertà di un certo tipo particolare di produzione artistica, la dispersione della biblioteca e dell’archivio storico:“un danno irreparabile e un vero crimine culturale”.

Il contributo di Vincenzo Sparagna è stato dunque immenso: oltre ad aver contribuito, con le sue opere, alla produzione artistica italiana del suo tempo, ha avuto la lungimiranza di farsi promotore delle istanze e degli ideali degli artisti che frequentava con la creazione delle sue riviste, e conservatore, a distanza di cinquant’anni, di una pagina della nostra storia culturale che oggi rischia di cadere nell’oblio.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Maggio 2022 11:07 )  

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