Recensione di Silvana Grippi
MA CHI HA DETTO CHE NON C’È – 1977 L’ANNO DEL BIG BANG
Gianfranco Manfredi
Edizione Agenzia X – 2017 - € 20,00

“Ma chi ha detto che non c’è” preso dal titolo della canzone più importante del 77’ italiano ci riporta ad un
insieme di emozioni dove i ricordi accompagnano il pensiero preponderante della nostra giovinezza, dove
regnava “Un disordine totale, tutto e il contrario di tutto, il caos primigenio, un caos incredibilmente
creativo nel quale ogni singola particella era legata all’altra e rimandava all’altra”
Gianfranco Manfredi, definito “Poliedrico e caleidoscopico come un albero dai cento fiori diversi”, in
questo suo ultimo libro ha descritto un periodo storico importante dove sono emersi nuovi linguaggi sociali
che dal 1977 hanno cambiato il corso della storia politica, non solo dell’Italia.
Ha scritto un libro indimenticabile sulla storia del big bang di quaranta anni fa con sentimenti, messaggi
che il cantautore ha preso dall’espressione dei mass media e che ci ha proposto attraverso quest’opera:
Un racconto avvolgente con affreschi letterari che traggono ispirazione con una prospettiva storica - senza
limitare lo sguardo al cliché o alle ideologie - senza perdere l’ironia o la tenerezza che caratterizzano le sue
opere. Un manifesto esistenziale e poetico su quel periodo carico di significati.
Possiamo definire Gianfranco Manfredi un autore che ha fatto la rivoluzione a modo suo, raccontandolo
oggi alle nuove generazioni con semplicità.

“Uno zibaldone di riflessioni e concetti che esplora le bellezze e gli angoli più oscuri di un anno controverso,
un confronto serrato con le vicende avvenute. Percorsi inediti alla ricerca di ciò che si presume non ci sia,
ma che in realtà sta nel fondo dei tuoi occhi, sulla punta delle labbra… anche dentro la nube tossica di
Severso o nel funerale di Mao, nell’esplosione del punk o nella testa del reverendo Jim Jones, nelle
contraddizioni tra la guerriglia urbana, l’area creativa del movimento e la galassia della musica alt(r)a Sta
nella provocazione, nel lavoro della talpa, nel femminismo e in Porci con le Ali, nella nascita dell’impero del
porno e nella febbre del sabato sera. Sta nella battaglia antinucleare e nel blackut di New York, nelle radio
libere, in Sandokan, in Ken Parker di Berardi – Milazzo o nel Pentothal di Andrea Pazienza. Sta in tanti di
questi odori, forme e colori diversi riuniti in una radice comune da una stesura autoriale”.
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