DEApress

Tuesday
Oct 27th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

"Salviamo Firenze"?

E-mail Stampa PDF

La città di Firenze è ancora un’originale oppure si è tramutata definitivamente - ahi, la ‘maledizione’ della riproducibilità tecnica - in una copia? In una semplice icona pop? Nella più strabiliante macchina da sogni che si sia mai vista all’opera?
Sembra essere questo il senso ultimo di un libro mandato da poco in libreria da Bompiani, a firma di Luca Doninelli.
E “Salviamo Firenze” più che un titolo, quale effettivamente è, sembra essere un grido di dolore. O forse un pacato lamento, magari un desiderio inespresso. Perché a poco a poco durante la lettura, e a ben guardare, Firenze trascolora, svanisce lentamente. Si scompone in tanti segni sciolti, liberati uno dall'altro e mandati in giro per il mondo spuri, solitari, senza meta.
Cavalcando citazioni da ogni dove, chiamando a raccolta cenni biografico-storici, personaggi inevitabili e futuri possibili, il libro traccia percorsi lunghi e tortuosi tra tante differenti mitologie, tra tante teologie possibili, tra storia e letteratura. Tra le pagine di una bibbia istoriata quel è la storia stessa di questa città.

Così, oltre le provocatorie domande di cui, necessariamente, si fa forza un pamphlet, con l’avanzare delle pagine ecco arrivare alcune altrettanto forti risposte. Talmente forti, così impossibili da sembrare il prodotto di scarico di quella stessa macchina dei sogni di cui si diceva all’inizio. In effetti Doninelli parte da ser Filippo, genio della Cupola e progenitore di quel Rinascimento che cambierà il verso di girare della storia, di quella dell’arte e di quella materiale. Eppure, da quell’inizio, come tutta Firenze, l’autore sembra non riuscire a staccarsi, a decollare. Giriamo con lui intorno ad un vuoto persino quando si rievocano tratti storici novecenteschi che dovrebbero essere vicini, visibili a occhio nudo, e invece compaiono distanti, quasi fuori fuoco.

Perché Doninelli si concentra sulla Firenze-giocattolo, quella che ha una sua ragion d’essere nello sfruttamento turistico e commerciale, dimenticando tutto quel che c’è fuori, attorno, di canto.

Un po’ alla volta, ecco venir fuori un’idea di vetrina, di simbolo, una sorta di rappresentazione mediatica di un nonluogo. Firenze, in quest’ottica, resterà sempre dentro la sua boule de neige.
Nel vortice di tanta forza centrifuga, però, Doninelli riesce a ricucire con un unico filo tutte le cartoline, le magliette, le penne ricordo, i magneti da frigo e quelli da cruscotto, le paccottiglie e le accozzaglie che una città così fotogenica produce di sé e l’icona pop - quella postmoderna che si fa con una bomboletta spray e un tocco da manovale dell’arte - si ricompone magicamente davanti agli occhi del lettore, magari di un lettore avvisato. Più precisamente ancora, di un fiorentino, non di un turista, perché il libro in fondo si rivolge proprio a noi. Agli abitanti di Firenze. Per gli altri, tutti gli altri, è semplicemente un altro libro. Un’altra storia.

Allora, eccolo tentare il percorso turistico per fiorentini facendoci ripercorrere luoghi che riconosciamo immediatamente davanti agli occhi: facile, sono (già) i nostri. Eccolo tentare la via dell’orgoglio, quella dell’amor proprio, di un campanilismo senza nemici. Vale solo quel di Giotto; gli altri campanili, non ce ne vogliano, non possono competere.

Insomma, lungo le pagine si compie un lento procedimento di ricapitalizzazione: Firenze si gonfia di un novello valore aggiunto, di una ricchezza tutta da spendere. All’improvviso, e passando anche attraverso tante chiamate di fede (Firenze città quasi mistica, vien da dire ad un certo punto), questo strano libro si chiarisce meglio, perdendo le piume scure del brutto anatroccolo per fiorire in differenti identità.

Dapprima sembra un programma elettorale che va per la maggiore in queste ultime settimane (!), poi comincia a somigliare al sottotesto di altro libro stilnovista di ben più famosa penna (!) visto che usa medesimi temi ed argomenti e infine, con la postfazione del docente universitario di economia Andrea Simoncini, prende la sua forma definitiva ovvero il manifesto programmatico di ‘Fondazione Florens’.

Finita la lettura, infatti, il libro di Doninelli sembra addirittura un testo su commissione per come sposa la mission di questa fondazione privata che vuole valorizzare l’“identità competitiva dei beni culturali” ovvero, detto in altri termini, stravolgere il concetto di “bene comune” per renderlo invece “bene privato” e profittevole. Firenze (anche) ai privati: vendere-comprare, vendere-comprare avrebbe chiosato Moni Ovadia, da una delle sue esilaranti storielle.

E’ proprio nell’ambito di ‘Florens’, la manifestazione sponsorizzata dalla Fondazione stessa, che si terrà stasera alle ore 18,30 la presentazione del libro, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. A chiudere, una domanda che potrebbe essere doninelliana: perché ‘Florens’, vetrina (pseudo)culturale di una Fondazione privatissima che tenta di sfruttare la valenza culturale di Firenze trasformandola in brand commerciale, entra in Palazzo Vecchio che dell’amministrazione pubblica è forse l’icona (pop) più famosa e diffusa al mondo?

Forse è persino troppo banale intuirlo.

(Antonio Desideri)

Share

Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Novembre 2012 09:39 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Sara Bonafè . 27 Ottobre 2026
  Comunicato stampa Festival Mediamix Mostra in Sala libero Beghi, Villa Arrivsabene – Piazza Alberti 1/ADal 18 al 23 novembre Apertura rassegna il 18 novembre e presentazione artisti progetto Fanzine “Arte e dialogo” il 21 novembre per festeggi...
Silvio Terenzi . 27 Ottobre 2026
Stefano Ghisleri“La cantata del caffè” Una tazza di caffè contro un intero mondo. In “La cantata del caffè”, Stefano Ghisleri mi trasporta nella Lubecca del primo Settecento, dentro una società in cui musica, amore e desiderio di libertà devono ...
Antonio Desideri . 25 Ottobre 2026
Una luce morbida, che non taglia, che non proietta ombre e non disegna profili: è così che il regista Alberto Gemmi decide di presentarci il cimitero militare germanico del Passo della Futa; sotto una luce, cioè, che non ha lo scopo di distinguere, m...
Silvana Grippi . 25 Ottobre 2026
"La situazione è drammatica: oltre 43.400 bambini soffrono per la carestia e rischiano di morire perché gravemente malnutriti, stremati dalla fame e da condizioni di vita disumana. L'UNICEF è presente laddove il bisogno è più incessante e fanno il po...
Sara Bonafè . 23 Ottobre 2026
  Gli studenti di Firenze hanno deciso di occupare le scuole in segno di protesta di fronte ad un governo che da precedenza alla guerra a discapito dell’istruzione.Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea del 2023 l’Italia è stata terzu...
Fabrizio Cucchi . 22 Ottobre 2026
                                                                      &n...
simone fierucci . 20 Ottobre 2026
  Disoccupazione, inflazione, black out energetici e repressione scatenano la reazione di un variegato fronte di opposizione Redazione Pagine Esteri 20/10/2026   – Sabato decine di migliaia di persone hanno protestato contro il pre...
Silvana Grippi . 19 Ottobre 2026
  CENTRO D.E.A In preparazione laboratori: scatole d'artista - libri d'autore - grafica - segnalibri - effetti speciali -auto-aiuto per il rafforsamento della personalità Lunedì e Mercoledì Orari da definire info: redazione@deapress.com &n...
DEAPRESS . 17 Ottobre 2026
Alcuni Autori presenti al Festival Mediamix XXI   1. Arte Daniele Di Bartolo Dittico #21: Difesa e Metamorfosi.. La meccanica del rifugio.. #21 è la firma e l’identità artistica di un autore autodidatta nato a Nicosia, in Sicilia, r...

Galleria DEA su YouTube