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Gladis Alicia Pereyra ha presentato il suo nuovo romanzo a Bisceglie

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Riceviamo e pubblichiamo

 

Gladis Alicia Pereyra ha presentato

        a Bisceglie il suo nuovo romanzo       

“I panni del saracino”

  

Nell’ambito della manifestazione letteraria “Libri nel Borgo antico” arrivata alla sesta edizione, Gladis Alicia Pereyra ha presentato, con buon successo di pubblico, il suo nuovo romanzo “I panni del saracino”. Niente più adatto per parlare delle avventurose vicende di Nerino dei Buondelmonti, protagonista di questo bel romanzo che si svolge nel Medioevo, dell’incantevole cornice del borgo medievale di Bisceglie. Salvatore Francesco Lattarulo, filologo e critico letterario del Corriere del Mezzogiorno, è stato l’interlocutore dell’autrice nell’animata conversazione che ha cercato di evocare quel mondo così lontano dal nostro e, tuttavia sotto certi aspetti, così vicino, in cui si sviluppa la narrazione. Dal dialogo agile e mai scontato, sono sorte le ambigue sfaccettature psicologiche del fascinoso protagonista che, ha ricordato Lattarulo, nel libro viene descritto come giovane e bellissimo, eroe e antieroe al tempo stesso, nella cui anima tormentata, bene e male, portati alle espressioni più estreme, alloggiano paralleli. Addentrandosi nell’analisi del testo, Lattarulo ha definito “I panni del saracino” un romanzo di formazione. Al riguardo, l’autrice è stata in parte d’accordo con lui, ma ha tenuto a precisare che è difficile definire con esattezza il suo romanzo e ha aggiunto: “a uno sguardo superficiale, potrebbe apparire come un romanzo di avventure, data la molta azione che percorre le sue pagine, però, non è neanche o soltanto un romanzo di avventure, si tratta piuttosto del doloroso viaggio di un giovane, attraverso la propria ombra, verso una più alta conoscenza di se stesso.”

   Lattarulo si è complimentato con l’autrice per la bellezza e il rigore della sua prosa e ha voluto sapere perché mai abbia lasciato il manoscritto così a lungo a macerare nel cassetto, prima di decidersi a consegnarlo all’editore. “Gran parte dell’azione si svolge a bordo di una galea pirata del XIII secolo e ricostruire una galea di quel periodo non è compito facile - ha spiegato Pereyra - , esistono soltanto alcuni relitti di scafi e, per sapere come veniva armata e che aspetto aveva, bisogna rivolgersi a un’esigua iconografia e a documenti che generalmente si rifanno a modelli di navi  appartenenti a epoche posteriori e che si pensa conservassero le caratteristiche fondamentali delle più antiche. Poi non si trattava soltanto di ricostruire la struttura della galea, bisognava ricostruire anche la vita a bordo, il modo in cui si governava, il remeggio, il velame insomma è stato un lavoro lungo e arduo” “Alla fine sei diventata un’esperta marinaia” ha scherzato Lattarulo. “Sì, un’esperta marinaia del tredicesimo secolo” ha ribadito divertita la scrittrice, mettendo fine agli interventi.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 02 Settembre 2015 10:24 )  

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