
Comincia con un omaggio a Firenze ed al suo pubblico che l'ha accolta nella suggestiva atmosfera della Cavea del Teatro Nuovo dell'Opera per l'appuntamento conclusivo della rassegna Vivere Jazz, il concerto di Rachelle Ferrell, straordinario ed eclettico talento vocale che ha percorso, durante la sua ventennale carriera, svariati generi aprendo costantemente il suo lavoro alla sperimentazione ed alla ricerca. La cantante statunitense articola il suo saluto in italiano cercando subito il feeling con il pubblico con cui intraprende un viaggio nella sua produzione, un percorso a ritroso che inizia con “Individuality ( Can I be me? )”, l'ultimo datato album di una produzione volutamente libera dalle logiche del mercato discografico che ha da sempre prediletto la dimensione live a quella in studio, lavoro dove convivono R&B, gospel, pop e jazz con tre pezzi su tutti: alle invenzioni ritmiche e melodiche dello scat di “Sista” seguono le vertiginose ascensioni sulle sei ottave di estensione vocale che caratterizzano le intime “I can explain” e “I forgive you”.

Sono poi alcuni classici del jazz ad essere proposti fra i quali spiccano “My funny Valentine” e “ Bye bye blackbird” e qui la voce si fa strumento di ricerca delle emozioni primigenie di questi brani senza tempo, prima di avventurarsi in un medley della produzione anni '90 intessuto di ritmo ed interplay con la band, interrotto solo dall'intensa esecuzione di “Peace on earth” interpretata al piano solo. Con il ritorno ad “Individuality ( Can I be me? )” siamo al finale ed è con “Run to me” che si chiude il concerto e l'attesa si proietta verso il nuovo album che rumors danno in uscita il prossimo ottobre.
Samuele Petrocchi – DEA press
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