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Dettori e Moretti: una musica per Maria Carta

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Beppe Dettori & Raoul Moretti
“(In)Canto Rituale”

cover Incanto rituale

“(In)Canto Rituale” - Official Video

Un disco tributo, un disco omaggio, un disco di celebrazione e riverenza… ma sempre senza mai abbandonare la propria voce, il proprio istinto naturale, il proprio suono. Un duo elettro-acustico che spazia nel tempo e nello spazio, che passa da scritture classiche a suoni futuristici senza soluzioni di continuità. Il nuovo progetto di Beppe Dettori e Raoul Moretti celebra il mondo musicale e poetico di Maria Carta, la grande voce e anima di Siligio che non ha troppo bisogno di presentazioni. E ripercorrono alcune delle sue più celebri canzoni, rivisitandole in un equilibrio che ci arriva consolidato ormai da tempo, acustico di chitarra e voce, elettrico di arrangiamenti e di arpa quasi extra-terrena. E musicano anche “Ombre” i nostri, scrivono una musica inedita per la prima delle sue poesie contenute in “Canto Rituale” (da cui il titolo di questo disco), questo libro - unica pubblicazione della Carta - che raccoglie la sua penna, anch’essa fin troppo lasciata nell’ombra. Beppe Moretti e Raoul Moretti ci regalano un disco davvero importante che non a caso ha trovato ampi riscontri anche dentro le prestigiose pagine del Club Tenco.

Avete saputo mescolare tradizione e futuro, innovazione e antiche radici. Perché questo bisogno? Non si può fare a meno del mondo antico o delle visioni future?
(Beppe Dettori)
Per non essere ripetitivi e di conseguenza cadere nella noia della replica perpetua, io e Raoul ci siamo trovati in perfetta armonia e accordo nell’assaporare un infinito godimento a fare musica in questo modo. Un po’ di visione, sogno, speranza. Una grande dose di passione, amore e rispetto. Determinazione, al di là dello stato d’animo, con volontà d’acciaio. Ecco questo è quello che ci piace fare. Il top! Ma entrambi svolgiamo anche altre attività nella musica un po’ meno artistiche ma più artigianali. Un po’ come, con molto umiltà, faceva Siddharta cercando degli “hoben” espedienti, per trasmettere al popolo i segreti della felicità. La strada è lunga, ma intanto il tempo non esiste.

(Raoul Moretti)
È un pensiero che fa parte di me da quando ho scelto l’arpa, uno strumento che ha una storia di più di 5000 anni e che ancora tanto ha da esprimere. Tradizione e futuro sono le facce della stessa medaglia. Dalla consapevolezza delle radici, cioè la consapevolezza di dove abbiamo attinto, nasce la visione futura che realizziamo con quello che creiamo nel presente.


E parlando di suono: il mondo acustico in qualche misura ha saputo accogliere quello digitale ed elettronico? Secondo voi è un matrimonio riuscito o c’è ancora da lavorare?
(Beppe Dettori)
Matrimonio perfettamente riuscito, ma come in ogni unione, bisogna lavorarci con assidua attenzione affinchè il rinnovamento possa sorprendere e consolidare positivamente.

(Raoul Moretti)
Una cosa è a supporto dell’altro, Tutto può essere messo in dialogo, se non è fine a sé stesso, e dietro ha una narrazione. Tutto è in funzione quello che siamo e come vogliamo esprimerlo.


Maria Carta: questo disco secondo voi celebra quel che è stato o quel che poteva essere? Perché è indubbio che lei è un’artista che forse avrebbe dovuto raccogliere ben altre luci dalla scena…
(Beppe Dettori)
Purtroppo il 22 settembre del 1994 Maria Carta gravemente malata abbandona questa dimensione, la vita terrena. SI! Avrebbe dovuto e potuto raccogliere molto di più se avesse vissuto di più. Il nostro progetto celebra la vita eterna dell’artista di Siligo che ha lasciato tanta bellezza e sapienza. Ci ha trasmesso tanta caparbietà, orgoglio e dolcezza. Maria Carta è celebrata nell’isola da tantissimi artisti e personalità pubbliche, politiche e dello spettacolo di carattere nazionale. Da 18 anni esiste il “premio Maria Carta” che la fondazione porta avanti con grande serietà e amore. Questo 2020 mi ha portato a ricevere il Premio Maria Carta che condivido con Raoul Moretti ma anche con molti altri miei collaboratori. Però resta, come si usa catalogare oggi, un fatto regionale di nicchia. Il mondo è cambiato e cambierà ancora. La nicchia è diventata grossa come la casa “main” principale. Restiamo in attesa dell’atteso cambiamento.

(Raoul Moretti)
Per me questo disco dedicato a lei è stata una opportunità e con molta umiltà il nostro sound e modo di concepire la musica è andato a omaggiare il suo grande talento, non sottraendo allo stesso tempo di esprimere fortemente noi stessi. Non so cosa e come avrebbe ancora potuto raccogliere in vita, ma è isicuramente artiste del genere rimangono nel tempo e sempre ci si rapporterà a loro.


Oggi secondo voi cosa abbiamo ereditato dalla sua musica, dal suo “teatro"…?
(Beppe Dettori)
Musica? Teatro? 2 forme di intrattenimento ormai obsolete finché non diverranno gossip o pettegolezzo. Non abbiamo ereditato nient’altro che un cielo stellato di estrema bellezza… però non te ne accorgi se non spegni la luce, fai buio e guardi in sù…Scherzo…fortuna vuole che l’artista ha lasciato tanto. Bisognerebbe essere curiosi come lo siamo stai noi e l’arricchimento culturale è assicurato.

(Raoul Moretti)
Purezza, onestà verso la musica, verso le sue radici e apertura all’innovazione.


In cantiere un prossimo lavoro? Seguirete questa formula sonora e culturale o la rivoluzione è dietro l’angolo?
(Beppe Dettori)
Si è in cantiere e seguiremo soprattutto la voglia, la passione e la visione che ci ha fatto incontrare e fare musica assieme…novità sonore? Si, ci piace sperimentare.

(Raoul Moretti)
Direi continuità sul percorso che ci ha fatto incontrare e crescere, con la formula sonora scaturita dall’alchimia dell’incontro, ma un step ulteriore nel repertorio del prossimo lavoro.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Settembre 2020 16:30 )  

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