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Lolotta: un pop fresco, adolescenziale

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LOLOTTA
"SCIOCCHE PAROLE"

Lolotta Cover

ASCOLTA "SCIOCCHE PAROLE" on SPOTIFY

Una giovane artista ma con le idee chiare e tanta voglia di fare musica in modo autentico e professionale, senza troppi fronzoli. La consapevolezza che l’umiltà e il sacrifico contano più dei glitter e dei selfie: una maturità che non passa inosservata in questo calderone della discografia italiana. Lolotta approda da oggi in radio con il nuovo singolo "Sciocche parole", un pop raffinato e fresco che mai passa di moda... come mai passerà di moda l'incanto di un amore consumato, inseguito e sognato quand'eravamo adolescenti.

Il tuo singolo “Sciocche parole” attualmente in promozione nazionale e nelle radio racconta dell’importanza delle parole nella vita di tutti i giorni, ma anche della musica che riesce, a volte anche in maniera più esaustiva, a comunicare ciò che abbiamo dentro. Una storia di vita personale o fantasia che nasconde un messaggio profondo?
Le parole sono molto importanti in tutte le relazioni, sia personali che sociali, ma non sempre è facile esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni verbalmente. Almeno, questo è quello che capita a me ed è per tale motivo che mi piace più scrivere che parlare. Di conseguenza, ancora di più delle parole, per me, è importante sviluppare, attraverso la musica, un linguaggio che diventi il mio mezzo per arrivare alla gente, perché, a volte, un messaggio che arriva da un testo musicale può salvare la vita e, lo dico perché, a me è successo personalmente. La storia di “Sciocche parole” risente in parte del mio vissuto adolescenziale. Il testo della canzone, infatti, allude alle parole semplici di una ragazza adolescente che, attraverso la sua musica, vuole esprimere il suo sentimento d'amore che, con il linguaggio parlato non avrebbe mai avuto il coraggio di palesare.

Sei un’artista molto giovane ma che ha già tanta musica e gavetta sulle spalle. Ora hai iniziato anche un percorso discografico. Cosa ti aspetti da questa avventura artistica? Quali i tuoi desideri?
Fin da piccola ho avuto la passione per la musica e ho cominciato a canticchiare con il famoso "Canta tu", regalatomi dai miei genitori, quando avevo solo 8 anni. Poi, a scuola, l'ora di musica era la mia preferita e lì ho imparato a suonare dapprima il flauto, poi, la diamonica e la chitarra; infine, la tastiera, strumento musicale del quale, ancora oggi, sto approfondendo lo studio imparando giorno dopo giorno con l'aiuto della mia vocal coach, Ilenia Bentrovato, ad accompagnarmi nelle mie composizioni musicali. So che ancora c'è molta strada da percorrere e che non è tutta in discesa, anzi! Da questa avventura artistica mi aspetto una crescita, non solo artistica ma, soprattutto, personale. I miei desideri sono tantissimi, ma il desiderio che intendo realizzare, in assoluto più di tutti gli altri, è vivere di musica a 360°.

“Sciocche parole” è ufficialmente sui digital store e nelle radio. Attendiamo ora un videoclip. È in programma oppure no?
Il mio progetto discografico prevede ancora altri inediti che sono già in lavorazione e, inoltre, il riarrangiamento e l'interpretazione di alcune cover. Al momento, però, non ho ancora deciso se il mio primo videoclip riguarderà l'inedito appena uscito, "Sciocche parole", oppure uno degli altri inediti.
Sicuramente il 2023 sarà un anno ricco di sorprese e di news. So, per certo, che mi aspettano mesi di lavoro intenso e costante. Ciò non mi spaventa ma mi gasa. Vi terrò informati attraverso i miei canali social.

Un brano arrangiato in maniera impeccabile e con una tua perfetta interpretazione. A chi ti ispiri quando scrivi e canti? Ci sono artisti da cui attingi e che vorresti conoscere personalmente?
Il brano è stato magistralmente arrangiato dal mio producer e arrangiatore Saverio Gerardi. Sulla mia interpretazione lascio che siano gli ascoltatori ad esprimere il loro parere. Molti artisti, a cui mi ispiro per scrivere i miei testi musicali e per interpretarli, appartengono al cantautorato italiano più rappresentativo. Mi riferisco a Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Claudio Baglioni, Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Riccardo Cocciante, Renato Zero e tantissimi altri... Perchè no, anche il giovane, e mio coetaneo, Ultimo. Tra le donne cantautrici la mia musa ispiratrice è Laura Pausini, che fin da piccolo sogno di conoscere personalmente e, chissà, magari un giorno, realizzare il mio enorme desiderio di duettare con lei sul palco o, addirittura, aprire un suo concerto. Di lei ho tatuata, sulla mia pelle, la frase di una delle sue meravigliose canzoni che mi rappresenta interamente. Certamente, non escludo la possibilità di poter conoscere anche tutti gli altri cantautori sopra citati... Anche questo sarebbe un sogno!

Un pop fresco e moderno che ben sposa la tua voce. Hai già trovato la tua zona confort artisticamente, o vorresti sperimentare anche altri generi musicali?
Tranne la musica trap, amo ascoltare tutti i generi del panorama musicale italiano ed internazionale, dalla musica classica al pop, blues, jazz, indie, rock, folk, country, latina, rap, elettronica, reggae, ma sicuramente ne sto dimenticando qualcuno, perché ascolto davvero tantissima musica. Per questo motivo, nella mia carriera artistica non mi precludo nulla e, avendo già interpretato alcune cover in lingua spagnola e in inglese, in futuro, mi piacerebbe anche cantare le mie canzoni in spagnolo e in inglese. Ritengo, comunque, che, prima di lanciarsi in una carriera artistica, bisogna costruire i propri cavalli di battaglia. Oggi, rispetto al passato, è più difficile trovare la propria identità, perché è difficile non essere influenzati dalle mode o da quello che può “funzionare” in radio, però, se guardiamo indietro nel tempo, gli artisti ancora sulla cresta dell'onda sono quelli che hanno imposto la loro visione perché, alla fine, questa è la scelta vincente che arriva sempre al pubblico. Quindi, per creare il proprio percorso artistico, credo sia necessario, e molto utile, approfondire gli artisti che più ci hanno emozionato, cercando di capire perché ci hanno emozionato. Bisogna soprattutto crederci e non mollare mai, mirando dritto al proprio obiettivo, puntando in alto con i piedi sempre per terra. L'umiltà, secondo me, ripaga sempre!

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