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L'Italia dei Musei fotografata dall'ISTAT

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L'ISTAT in questi giorni ci rilascia una visione dell'Italia dei Musei del 2011.

Questa nuova analisi ci porta a domandarci: cosa c'è dentro i nostri musei? Come li vedono i visitatori itlaiani e stranieri?

Noi visitatori  non abbiamo il tempo per vedere le pecche dei musei itlaiani, dato che la cultura educativa non ci porta fin dalle scuole elementari a visitarli. Ma se ci trasformiamo come turisti e andiamo a curiosare, oppure a sentire cosa dicono gli stranieri che vengono in Italia, ci accorgiamo che visti dall'esterno abbiamo tanti musei e tante opere d'arti in piazze e giardini. Le nostre collezioni sono tra le più importanti del  mondo e vengono prestate anche per Mostre internazionali.

Le collezioni italiane e gli italiani sono raccoglitori di oggetti di valore: etnologico e antropologico (stimato per il 16.9%), archeologico (15,5%), arte (11,9%), storia (11,4%), arte sacra (10,25) e arte moderna e contemporanea (9,9%). 

Interessante questa stima: 

Fonte ANSA: "La grande disparità del paese salta subito agli occhi appena si inizia a parlare di pubblico e incassi: 103.888.764 i visitatori nel 2011, solo il 21% dei quali con un'età tra i 18 e i 25 anni, concentrati per lo più in Toscana (51%), Lazio (20,1%) e Lombardia (8,8%) e con i primi 15 musei che da soli attirano un terzo del pubblico. Quanto agli incassi, tolto il 49% di musei gratuiti, un terzo delle realtà non tocca i 20 mila euro l'anno, un quarto i 10 mila, mentre le megastrutture da 500 mila visitatori superano agevolmente il milione di euro.Pochi incassi, ma spesso anche poco personale: l'80% degli istituti non ha più di 5 addetti e solo il 40% è in grado di fornire informazioni in inglese. E soprattutto, su 21 mila addetti, 16.400 sono volontari. Ancora tantissimo da fare poi in termini di ricettività, ristorazione, laboratori, wi-fi (solo il 9% dei musei lo offre gratuito contro il 78,6% delle biblioteche) e presenza sul web.  L'Italia come un unico grande museo"

Come obiettate a questo? Come sono le strutture espositive? Quali i progetti futuri?

Tantissimi stranieri (44.09%) possono usufruire dei Musei (che hanno dei costi alti), ci dicono che quasi la metà sono a ingresso gratuito (49%). Un museo su due non ha un sito web (49,3%) e la strutture espositive spesso sono quelle del novecento. I curatori sono anziani e non hanno appoggio di giovani che potrebbero spingere alla progettazione e al rinnovamento. 

L'Istat ogni anno ci fornisce i suoi dati in collaborazione con il Ministero dei beni culturali, le Regioni e le Province autonome; questa volta è la prima che traccia un quadro completo dei musei, le aree archeologiche e i monumenti d'Italia'' non solo pubblici, ma anche privati. Ma forse ha dimenticato l'associazionismo e i piccoli collezionisti che non escono allo scoperto in quanto per loro non sono previsti fondi per il  mantenimento e forse a loro arriverebbe una tassazione invece di incentivazione.

Questo quadro Istat è un rilevamento a carattere censuario che però riguarda i dati del 2011 (prossimo rilevamento nel 2015 sul 2014), interamente consultabile on line e sul quale si potranno costruire decisioni e progetti.  Questo censimento racconta la nostra ricchezza e si nota come il patrimonio è diffuso ma ci colpisce  il divario tra potenzialità di sviluppo e attrazione del pubblico.

L'ANSA ci informa: "... 4.588 istituti espositivi (il 63%,8 dei quali pubblici) divisi tra 3.847 musei, gallerie o collezioni, 240 aree archeologiche e 501 complessi monumentali. Ma se abbiamo un istituto e mezzo ogni 100 km e uno ogni 13 mila abitanti, il nord ha lo scettro dei musei (48%), con in testa Toscana (550), Emilia Romagna (440) e Piemonte (397). Al sud e nelle isole è invece concentrato il 52% delle aree archeologiche".

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 29 Novembre 2013 10:05 )  

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