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REPRESSIONE E' CIVILTA'

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Sentimento, coscienza della propria dignità, che si riflette nell'aspetto, negli atteggiamenti e nell'operato, complesso di valori ed atteggiamenti ritenuti confacenti ad una vita dignitosa e corretta; è questa la definizione di "decoro" ed è speculando su questa che, le governance istituzionali, a più livelli, fanno riferimento per giustificare interventi ed azioni che reprimano dissenso e socialità, marginalizzando chi è già marginale, declinando la forbice sociale sul piano urbanistico.

Ciò a cui i militanti vengono "educati" è che, in questo, come in molte "democrazie occidentali", fare parte di un movimento di sinistra non è sicuro; l'unica sicurezza è che, a cicli regolari, il braccio armato dello stato colpirà. Questo processo va aggiornandosi con la frammentazione e l'abbandono della lotta, da parte delle classi subalterne, manifestando la sua reale natura di repressione della povertà. Mentre da un lato si continuano ad isolare e soffocare le poche sacche di resistenza rimaste, si dividono i "buoni" dai "cattivi", si disincentiva la partecipazione, dall'altro si istituzionalizza quello che, sebbene gli sforzi di condizionamento culturale di assuefazione alla repressione, rimane ancora sconveniente. Lo dimostra il ddl Minniti-Orlando, approvato il 12 Aprile con larga maggioranza, il quale, in nome del decoro e della sicurezza, legittima l'attacco ai "portatori di povertà" e a gli "stranieri".

Tutto questo avviene sotto gli occhi della maggioranza indifferente, tanto odiata da Gramsci, la quale accetta di buon grado la torsione autoritaria essendo oramai schiava di quelle paure irrazionali instillate dalla neo-strategia del terrore. Se Bentham aveva postulato sulla reclusione ed immobilizzazione dei detenuti, Bauman scriveva come la "carcerizzazione" sia un processo diseducativo ma necessario alla sopravvivenza delle ineguaglianze ed ingiustizie sociali chiave di volta del sistema capitalistico. Proprio le élite rimangono tali perchè esistono i meno abbienti ma, sebbene il loro status dipenda da questi ultimi, essi non vi si vogliono mescolare cercando il modo di segregarli, sorvegliarli e punirli. Ed è in questa contraddizione che i legislatori si adoperano per stigmatizzare e colpevolizzare la povertà sfruttando reazionarie concezioni di "decoro", ordine e sicurezza che troppo spesso rimano con gentrificazione, indifferenza ed odio. I casi sono innumerevoli e sembrano moltiplicarsi sempre sotto elezioni a riprova di quel circolo vizioso in cui, i partiti "pigliatutto" e le classi medie, si rincorrono alla ricerca rispettivamente di voti e di fuga dalla proletarizzazione che oggi potremmo definire precarizzazione.

Se abbiamo delineato un quadro di chi subisce la repressione e del perchè, non possiamo concludere senza soffermarci sulla vergognosa aggressione che lo stato ed i suoi scagnozzi hanno perpetrato nei confronti di una militante appartenente all'area Askatasuna di Torino. Ennesimo episodio di una serie particolarmente infame in quanto capace di unire la violenza di genere a quella di stato abbattutesi sul corpo e sul volto di Maya, diciannovenne, rea di appartenere al movimento NO-TAV e per questo fermata, tradotta in questura e torturata per diverse ore. Le provocazioni delle forze armate, in tenuta anti sommossa, sono continuate in piazza Santa Giulia, per le misure anti-movida, e trasformatesi poi in una violenta aggressione colpendo e distruggendo alla ceca.

Gian Maria Volontè, nel ruolo capo sez. omicidi, lungo uno dei monologhi del celeberrimo "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", recitava:" l'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite... l'uso della libertà, che tende a fare di qualsiasi cittadino un giudice, che ci impedisce di espletare liberamente le nostre sacrosante funzioni. Noi siamo a guardia della legge che vogliamo immutabile, scolpita nel tempo. Il popolo è minorenne, la città è malata; ad altri spetta il compito di curare e di educare, a noi il dovere di reprimere! La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!" 

 

La redazione è disponibile ad aprire il dibattito

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Giugno 2017 12:19 )  

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