
Dopo i proclami del governo sulla presunta crescita dell'economia italiana, molti centri di ricerca analizzando i dati sull'occupazione si sono trovati di fronte una situazione ben diversa da quella raccontata dal governo italiano attraverso i dati raccolti dall'istat.
I proclami annunciavano un grosso incremento dell'occupazione da una parte e dall'altra un aumento delle forme contrattuali stabili, ma la realtà che emerge è ben diversa guardando più a fondo i dati: le informazioni raccolte nel secondo trimestre dell'anno, infatti mostrerebbero un aumento del occupazione, ma cosa si intende per occupazione secondo l'istituto nazionale di statistica?
Sotto la categoria occupati viene incluso di tutto, dai lavoratori pagati con voucher, fino a persone che hanno lavorato almeno 1 ora nella settimana precedente all'indagine. Nei fatti l'incremento dell'occupazione, andando a guardare nel dettaglio, è derivato principalmente dal boom dei voucher(+38% nel periodo di riferimento) strumento contrattuale che permette a un azienda di assumere senza avere l'onere fiscale che caratterizza le classiche forme di contratto (anche precario), mascherandolo come lavoro occasionale. Ma continuando a scavare emergono anche altri dettagli, oltre alle falsificazione sulle nuove “assunzioni”, il dato che viene distorto è quello sulla variazione da contratti a termine a contratto a tempo indeterminato, anche qui il dato apparente è di 87.000 contratti a termine che si trasformano in contratti stabili, un dato che a un primo sguardo appare positivo, ma che guardando alla stessa indagine svolta negli anni precedenti dice tutt'altro: rispetto agli anni precedenti infatti il dato è perggiore, ma non è un semplice calo ; il governo attraverso il jobs act aveva detassato dal 2015 le imprese che trasformavano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, incentivo che è diminuito nel 2016 del 60%; guardando la trasformazione dei contratti rispetto al 2014 quando non c'era l'incentivo, è diminuita da 135.000 c.a. nel 2014 a 85.000 nel 2016 quando ci sono stati 40% di sgravi, quindi la situazione reale è peggiorata molto, contando anche che la diminuzione c'è nonostante il 40% di sgravio fiscale.
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