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Belfast: Giulia Caruso intervista Sam Millar

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Irlanda del Nord -  Intervista a Sam Millar ex combattente Ira

Nato e cresciuto a Belfast in una famiglia della working class, padre di estrazione protestante, madre cattolica, Sam si è arruolato giovanissimo nell’Ira finendo in carcere insieme a Bobby Sands, nel terribile Maze di Long Kesh in cui ha trascorso 8 anni. E’ poi fuggito in America dove ha preso parte a una colossale rapina alla Brinks Armoured Depot semplicemente armato di una pistola giocattolo. Con i soldi del bottino ha aperto un negozio di fumetti a New York. Arrestato, qualche anno dopo è stato graziato da Clinton che lo ha rispedito in Irlanda.
Oggi Sam Millar è uno scrittore di successo, molto quotato in Usa e in Francia. On the Brinks, suo romanzo autobiografico, è stato pubblicato in Italia da Milieu Edizioni. 
Lo abbiamo incontrato a Belfast, dove vive, sempre dalle parti di Lancaster Street, la  "strada più famosa del mondo", come dice in tono scherzoso.

Ex guerrigliero, Ira, ex prigioniero politico a Long Kesh.  Ex rapinatore e infine scrittore. Chi è veramente Sam Millar?

Mi piace pensare a me stesso come una persona comune che ha combattuto per la sua gente, per la liberazione dell’ Irlanda del Nord. Ho trascorso la maggior parte della mia adolescenza in carcere come prigioniero politico, sottoposto a torture fisiche e psicologiche spesso umilianti   Ma sono  anche un padre di famiglia che ama i gatti e  i fumetti americani.  Insomma, una persona assolutamente normale.
 
Come sei riuscito a trasformare una simile esperienza di vita  in una fonte  ispirativa così potente da portarti in alto nelle classifiche internazionali? 

Da quando ero ragazzino ho sempre sognato di diventare  uno scrittore  ma mi sembrava impossibile per uno che come me proviene dalla working class.  Si dice che si dovrebbe scrivere ciò  che si conosce veramente ed è quello che io ho sempre fatto! Per esempio, gli anni trascorsi in carcere,  in Irlanda e in America,  mi sono stati utili per scrivere On The Brinks. E’ stato proprio grazie alla mia esperienza di vita che i miei romanzi sono così autentici tanto da essere apprezzati dalla critica di tutto il mondo, ottenendo traduzioni in diverse lingue, oltre a vincere numerosi premi letterari.


Essendo nato in una famiglia della classe operaia, sai meglio di me che uno dei maggiori crimini perpetrati dagli inglesi è stato quello di dividere la classe lavoratrice irlandese. Cosa ne pensi?

Gli inglesi erano e continuano a essere maestri del Divide et Impera. Hanno usato quella politica in ogni paese che hanno invaso. E la usano ancora oggi in Irlanda. La classe operaia che sostiene la Gran Bretagna proviene dalle comunità lealiste, protestanti. Grazie a questo sostegno, hanno sempre avuto posti di lavoro garantiti, alloggi migliori, ecc.. Penso che la storia parli da sola su come gli inglesi hanno trattato la comunità nazionalista cattolica: repressione, brutalità di ogni genere, eliminazione fisica, internamento senza nessun processo nelle carceri speciali. .

Le discriminazioni continuano anche oggi?

Basta guardare il caso recente dello stabilimento Bombardier di Belfast, in cui sono stati pompati milioni di sterline per salvare posti di lavoro lealisti. Se fossero stati lavoratori cattolici, il governo britannico non avrebbe sganciato nemmeno un centesimo. Ne sono sicuro. 


Tu che ti definisci un nazionalista irlandese, puoi spiegare la tua idea di nazionalismo, in un momento in cui si assiste all’ascesa dei nazionalismi di destra in tutta Europa e in cui molti di loro soffiano sul fuoco della xenofobia e del razzismo?

Il nazionalismo ha un cattivo curriculum soprattutto quando è stato usato per dividere i popoli. Tuttavia, direi che il nazionalismo irlandese non può essere equiparato a ciò che sta accadendo in gran parte dell'Europa verso gli immigrati, i rifugiati e altri. Lo definirei fascismo, piuttosto che nazionalismo. La maggior parte dei nazionalisti nel nord dell'Irlanda è politicamente di sinistra ed è solidale con i rifugiati e con tutte le persone che soffrono. Come nazionalista irlandese che si considera profondamente socialista, odio il fascismo mascherato da nazionalismo.

Giulia Caruso/ Inviata speciale

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Febbraio 2018 15:47 )  

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