DEApress

Tuesday
Sep 29th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

SE IL TEMPO NON AVESSE RISPOSTE. GIULIA DAICI

E-mail Stampa PDF

La ricerca di un tempo e di un senso, il canto come sospensione interiore e di forza esteriore. Giulia Daici non sfugge a questi importanti legami del suo vivere. Il suo cantare viene da lontano, la sua voce trasmette qualche cosa che  ha a che fare con la terra e con le radici della psiche. Nel suo percorso c'è tanto di ascolto, di competenze e di significanti. Non è mai casuale quello che sa di esprimere, anche attraverso un linguaggio che non è propriamente popolare. Popolare se si intende come universale. E' popolare invece la sua attinenza ad un mondo dove la consapevolezza di provenire, di essere erede, di suonare il cosmo è altamente nelle vene di Giulia. Ma come sempre succede quando la realtà è segnata dalla ricerca interiore, il canto diventa altro, porta per altroquando, interazione mediatica con l'essenza dell'humus, del respiro costante o intermittente del proprio cuore. Del proprio carico emozionale. Della vita vissuta per lasciare in eredità una forma di bellezza. Come poche Giulia Daici riesce.

Mi interessa molto parlare della sua origine friulana, di una terra così particolare ed unica. La sua esigenza di cantare da dove nasce? 

Se mi guardo indietro non riesco a ricordarmi un periodo della mia vita senza il canto. La musica mi ha sempre accompagnata e chi conosce me e la mia famiglia, sostiene che io abbia senza dubbio ereditato la voce da mia nonna materna (che, come me, amava appunto cantare e per molti anni è stata un punto di riferimento per il “Coro Panarie” del mio paese -Artegna in provincia di Udine-). All’inizio però si è trattato di un incontro “spassionato” senza ambizione alcuna o “voglia di arrivare” da qualche parte; cantavo per la semplice gioia di farlo e ovunque la situazione me lo permettesse. Col tempo al piacere di cantare si è unita anche un’altra componente, quella espressivo-emotiva, ed ho iniziato ad utilizzare la voce per esprimere le mie emozioni che, nel frattempo, avevano iniziato a trovare spazio nelle mie canzoni. Inizialmente si trattava per lo più di poesie, ed infatti la mia prima canzone è stata proprio una mia poesia che ho musicato intorno ai diciassette anni utilizzando una vecchia chitarra dei miei genitori che avevo trovato in un angolo della casa. Col passare degli anni, invece, ho iniziato a comporre brani nella loro struttura più completa, anche se credo di non avere mai abbandonato del tutto il linguaggio “poetico”.

  1. Nella sua giovane vita ha comunque fatto molte cose pertanto le chiedo dove vuole arrivare?

Se questa domanda mi fosse stata posta una decina di anni fa, la mia risposta sarebbe stata sicuramente diversa. Molto probabilmente avrei affermato che, sì, mi sarebbe piaciuto “arrivare” da qualche parte riuscendo a fare quello che chiunque si occupi di musica in qualche modo augura a sé stesso, e cioè, “vivere” di musica.

Ora, invece, ho cambiato un po’ il mio “sguardo” sul futuro e non perché io mi sia rassegnata a quella che è purtroppo una difficoltà oggettiva ed evidente agli occhi di tutti, ma perché la mia vita è profondamente cambiata in questi ultimi anni e, con lei, sono molto cambiata anche io. Sono diventata più consapevole di me stessa, di chi sono, di cosa voglio fare e di come lo voglio realizzare. E probabilmente mi voglio anche più bene. L’obiettivo primario ora non è più tanto guardare a “dove” posso arrivare, quanto puntare al “cosa” posso e voglio fare e realizzarlo in piena libertà, cosciente però del fatto che quello che si fa in totale autonomia può anche non trovare il consenso di tutti. Credo tuttavia che la creatività di un cantautore non possa limitarsi a muoversi soltanto entro certi spazi espressivi perché così facendo si sa di riuscire ad “ammiccare” ad un certo tipo di pubblico. Nel mio caso, io compongo da tantissimo tempo ormai sia in italiano sia in friulano e do “precedenza” a composizioni nell’una o nell’altra lingua a seconda dell’“urgenza” che sento hanno le canzoni. Ad esempio, nel mio nuovo album “Ancora Bianca” ho scelto di inserire soltanto brani in italiano perché quelle erano le tracce che più mi rispecchiavano in questo momento storico della mia vita. Probabilmente il prossimo lavoro sarà nuovamente in friulano perché di fatto ho già diverse canzoni pronte però potrebbe trattarsi anche di un lavoro “misto” contenente brani in entrambi gli idiomi. Non mi do limiti. Lascerò decidere al mio lato artistico ed alle sue “esigenze del momento”.

Ovviamente non nascondo che, assieme alla mia crescita personale (a cui hanno sicuramente contribuito i recenti eventi della mia vita privata, tra cui il mio essere diventata mamma che mi ha dato la possibilità di spalancare una finestra su un nuovo mondo, di gran lunga migliore, che ancora non conoscevo, oltre che mi ha portato a ridefinire quelle che sono ora le mie priorità e le mie esigenze di vita), nutro ancora il desiderio (e aggiungo pure forte) che la mia musica possa in qualche modo riuscire a farsi conoscere un po’ di più. Ecco, sì, la risposta alla domanda iniziale del “dove voglio arrivare” potrebbe essere proprio questa: riuscire a raggiungere con le mie canzoni un pubblico un pò più vasto. Il tutto però, ripeto, continuando a scrivere, comporre e cantare in totale libertà e “sincerità” creativa, senza “ansie da prestazioni” varie o smanie del dover piacere a tutti i costi a qualcuno o del dover per forza “dimostrare” qualcosa agli altri.

Mi parla dei suoi maestri?

A livello musicale hanno sicuramente influito su di me i cantautori italiani, due su tutti Lucio Battisti e Pierangelo Bertoli che ho ascoltato a casa fin da bambina grazie ai gusti musicali dei miei genitori. Ho però sempre dimostrato una certa curiosità per diversi generi musicali, “affezionandomi” a svariati artisti, più che ad uno solo. Ricordo che da piccola, mentre io consumavo a forza di ascoltarla una musicassetta di Laura Pausini, mio fratello ascoltava contemporaneamente i Metallica, i Guns n’Roses e i Dire Straits, tutti gruppi che sono in qualche modo entrati a far parte anche del mio background. Prediligo il genere “pop” è vero (anche se tutti noi ormai sappiamo che dire “pop” può voler dire tutto e niente data l’“ampiezza” di questa categoria musicale) e se devo fare un nome un po’ più “contemporaneo” rispetto agli artisti prima citati dico senza dubbio Elisa che come capacità espressiva vocale credo che sia una delle migliori artiste del nostro Paese, però non posso non citare anche Niccolò Fabi che ritengo uno dei migliori rappresentanti della musica d’autore italiana.

Mi piacque molto il suo disco Tal cîl des Acuilis che cosa rappresenta per lei? Mi ricorda il lavoro che Endrigo in qualche modo cercò di fare verso il recupero di una canzone in lingua.

Mi fa sempre molto piacere ricordare questo lavoro a cui sono molto legata e a cui devo davvero dire grazie visto tutto quello che mi ha dato in termini di emozioni e di soddisfazioni. Per me rappresenta senza dubbio un legame profondo con la mia terra e le mie origini, dato che il friulano è la lingua che io ho appreso da mia mamma e dai miei nonni materni. Continuare a parlarlo e a scriverlo significa per me continuare a mantenere sempre vivo ed aperto il cassetto dei miei ricordi più preziosi. Del resto il primo brano che ho composto in friulano (“No tu sês” –“Non ci sei”-, decima traccia del cd) è nato proprio come omaggio ad un mio carissimo “ricordo”, cioè mio nonno materno con il quale appunto ero solita parlare in questa lingua.

Che ne pensa della canzone popolare che negli anni '70 fu al centro della cultura musicale grazie anche al lavoro di Leydi?

La canzone popolare racchiude senza dubbio l’essenza di un popolo facendosi portavoce delle sue emozioni e dei suoi bisogni più ancestrali. Negarla vorrebbe dire negare il patrimonio storico culturale di un’intera popolazione. Ritengo quindi fondamentale continuare a tramandarla e a mantenerla in vita.

Con riferimento alla mia terra, “le villotte” sono certamente la manifestazione più tipica dei canti popolari friulani; io le ho acquisite in casa dalla mia famiglia ma ora, da quando l’insegnamento della lingua friulana è stato introdotto anche a scuola, i bambini hanno la possibilità di venire a contatto (senza dubbio arricchendosi) fin da molto piccoli con le tradizioni musicali e più in generale culturali della loro Regione.

Parliamo del suo recentissimo ultimo disco Ancora Bianca uscito prima della sospensione delle nostre vite.

Il mio nuovo album “Ancora Bianca” è stato pubblicato e presentato ufficialmente lo scorso 26 gennaio nel teatro del mio paese, in tempi quindi ancora “non sospetti”. Considerato che quella è stata la sua prima e anche unica presentazione e considerato che, come tutti, al momento non sono in grado nemmeno di pensare all’organizzazione di un suo prossimo concerto, ci sarebbe la tentazione di definire questo nuovo progetto “sfortunato”. Eppure, a ben guardare, a me piace invece ritenerlo molto fortunato dato che, se avessi spostato di appena una ventina di giorni più avanti la sua data di presentazione, avrei dovuto poi ovviamente annullare tutto e, visto l’attuale corso degli eventi, probabilmente non sarei stata nemmeno in grado di presentarlo entro l’anno. Per cui, sì, lo ritengo fortunato -e mi ritengo fortunata- perché ha avuto modo di essere “raccontato” ed ascoltato dal vivo almeno una sua prima volta.  Del resto, il titolo stesso dell’album “Ancora Bianca”, oltre ad essere un’affermazione sull’attuale “stato delle cose”, è anche un augurio che io stessa faccio alla parte più profonda di me, o per meglio dire alla mia anima, che è quello di rimanere “pura” nonostante tutto il “fango” con cui può venire in contatto, riuscendo quindi, per ricollegarci al discorso di prima, anche a cogliere sempre il lato positivo delle cose e degli eventi.

Parlando del suo contenuto, l’album comprende dieci tracce in lingua italiana che ho scritto e composto per la maggior parte tra il 2012 ed il 2016, anni per me caratterizzati da grandi cambiamenti e novità nella mia vita. Come per i brani dei miei precedenti cd, gli eventi autobiografici restano, infatti, al centro anche delle canzoni di “Ancora Bianca”. Del resto, per me scrivere e comporre è sempre stato un modo per esprimere ciò che vivo in prima persona, le mie emozioni, le mie esperienze, la mia vita insomma; faccio difficoltà a parlare di altri o a scrivere “a tavolino”. Scrivo per esprimere chi sono e, di conseguenza, i miei brani contengono sempre dei riferimenti molto personali. Quelli che compongono “Ancora Bianca” in particolare lasciano spazio al dialogo profondo con me stessa, ai ricordi di chi non c’è più (includendo anche amici “a quattro zampe”), a miei particolari momenti di catarsi, alla ricerca ed alla necessità della preghiera ed al mio essere diventata mamma.

Mi piace ricordare anche chi vi ha partecipato in prima persona oltre a me: il produttore artistico del progetto Simone Rizzi (che si è occupato anche degli arrangiamenti, della registrazione e del mixaggio) e i musicisti Enrico Maria Milanesi (alla chitarra acustica ed elettrica), Alessio de Franzoni (al pianoforte ed alla fisarmonica), Gianfranco Guidolin (al basso), Daniel Longo (al violino e alla viola), Mara Grion (al violoncello), Paolo Muscovi (alla batteria) e Aldo Daici, cioè mio papà (al flicorno baritono nella traccia di apertura).

Un’anticipazione che riguarda il nuovo album: a inizio maggio pubblicherò il video del brano “Respirare (in fondo è semplice)”, sesta traccia del cd, che ho girato assieme alla casa di videoproduzione DARE a metà febbraio (quindi, come avvenuto per la presentazione del cd, anche questo successo in tempi ancora non del tutto “sospetti”) ma che, viste le circostanze esterne, ho preferito poi mettere da parte per farlo uscire in quelli che tutti ci auguriamo essere davvero tempi migliori (partendo dal livello di diffusione dei contagi)… in tempi quindi in cui “respirare” possa essere davvero di nuovo più semplice.

Come vive queste giornate? Il suo desiderio di rinascita dove la porterà?

Adesso che, almeno a livello di diffusione dei contagi, la situazione è diventata un po’ più rosea, ovviamente mi sento un pochino più sollevata ma non posso negare che l’apprensione resta. Cerco di attenermi a quanto mi viene richiesto consapevole che l’“errore” e la superficialità di una sola persona può compromettere i sacrifici di un’intera comunità.

Dal punto di vista artistico però anche quelli che possono apparire come periodi di stallo alla fine possono portare con sé nuovi stimoli creativi. E, per fare un esempio concreto, proprio in questa situazione nel mese di marzo è nato il progetto musicale de “Il cuore resta aperto (Andrà tutto bene)” che oltre a me (autrice del brano) coinvolge anche altri dodici cantautori e musicisti del Nordest (Angelica Lubian, Irene Dolzani, Simone Rizzi, Louis Armato, Lucas, Franco Giordani, Proph, Andrea Travan, Enrico Maria Milanesi, Lorenzo Tempesti, Andrea Buiat e Daniel Longo). Presente sia sui principali digital stores sia su YouTube con un video realizzato dalla casa di videoproduzione DARE, il brano ha uno scopo benefico in un duplice senso: innanzitutto raccogliere qualcosa di “concreto” da donare al Reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Udine (doneremo qualsiasi tipo di provente –vendite, streaming e diritti Siae-) ed inoltre cercare di diffondere un messaggio di positività e di “leggerezza”.

Sul dove poi mi porterà ancora il mio desiderio di rinascita, posso aggiungere che mi stanno venendo in mente anche altri stimoli ed idee per nuovi progetti. Chissà...

Share

 

Concorsi & Festival

Ultime Nove

Silvio Terenzi . 28 Settembre 2020
Beppe Dettori & Raoul Moretti“(In)Canto Rituale” “(In)Canto Rituale” - Official Video Un disco tributo, un disco omaggio, un disco di celebrazione e riverenza… ma sempre senza mai abbandonare la propria voce, il proprio istinto naturale, il propr...
simone fierucci . 27 Settembre 2020
Una tesimonianza ulteriore sulla vicenda Ilva sulla quale sta calando un pericoloso silenzio mediatico.Questo articolo di G.De Monte mette in risalto molte problematiche ,che non fanno notizia,riguardanti gli abitanti e gli agricoltori della zona che...
Antonella Burberi . 27 Settembre 2020
Conclusione dei lavori di restauro della Cappella dei Principi e della sua nuova illuminazione MUESEO DELLE CAPPELLE MEDICEE – Cappella dei Principi, è stata presentata venerdì scorso da Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Barge...
Fabrizio Cucchi . 26 Settembre 2020
Qualche migliaio di attivisti hanno bloccato oggi alcune infrastrutture legate all'attività estrattiva del carbone nel nord ovest della Germania (1). Queste manifestazioni sono state organizzate dal movimento tedesco di disobbedienza civile "Ende Gel...
DEApress . 25 Settembre 2020
  Stamattina ore 9.30, concentrazione in Piazza Santissima Annunziata a Firenze per studenti, insegnanti, genitori e cittadini che decideranno di aderire allo sciopero per la scuola convocato da USB e NOI SCUOLA, neonato sindacato p...
DEApress . 24 Settembre 2020
  E' iniziato il Korea Film Festival presso il cinema La Compagnia di Firenze, preziosa rassegna cinematografica che offre a tutti e tutte noi la possibilità di esplorare linguaggi e tecniche del cinema coreano .     Il Festival ...
Antonella Burberi . 24 Settembre 2020
RIAPRE A PALAZZO PITTI IL QUARTIERE DEL VOLTERRANO CON I CAPOLAVORI DI RUBENS, BENVENUTI, ADEMOLLO Cinque sale colme di tesori d’arte tornano visitabili dopo mesi di lavori: per la prima volta si potrà entrare nella Sala di Ercole, con gli...
DEApress . 24 Settembre 2020
Per tutti coloro che si trovano nella situazione di aver prenotato un viaggio successivamente cancellato a causa dell'emergenza internazionale Covid19 e che non sono ancora stati rimborsati, pubblichiamo per conoscenza il comunicato delle associ...
Antonella Burberi . 24 Settembre 2020
Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante, dal 23 marzo al 25 luglio 2021 La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista,  dal 23 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 Musei del Bargello - Salone di Donatel...

Galleria DEA su YouTube