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festival di Venezia

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Correva l'anno 1998 e Gianni Amelio con Così ridevano si vedeva attribuire il Leone d'oro alla Mostra di Venezia. Dopo di allora nessun film italiano è stato insignito del riconoscimento più prestigioso. Quindici anni dopo (e con Amelio di nuovo in corsa con L'intrepido) è Gianfranco Rosi con Sacro Gra a salire sul gradino più alto del podio veneziano.
Werner Herzog, quando gli parlano dei suoi documentari risponde di non averne mai girato uno. Anche Rosi, ricevendo il premio, ha parlato di cinema tout court. È interessante rilevare questo ideale passaggio di testimone Amelio/Rosi che conferma con forza la dignità di una forma di espressione artistica che è stata troppo a lungo ignorata e che richiede a volte lunghissimi tempi di preparazione (nello specifico tre anni solo di riprese). La giuria presieduta da Bernardo Bertolucci è sembrata non voler soltanto premiare il film ma anche la decisione del direttore Alberto Barbera di offrire la massima visibilità al cosiddetto (lo ripetiamo) documentario. Per il resto i giurati sembrano aver voluto distinguere nettamente il loro lavoro da quello della giuria che li ha preceduti di pochi mesi a Cannes. Se là si è data la massima attenzione a un cinema che aveva le potenzialità per raggiungere il grande pubblico, qui si è volutamente privilegiato un gruppo di film più complessi e talvolta 'estremi' per la loro struttura.
Il Gran Premio della Giuria è andato infatti a Jiaoyou del malesiano/taiwanese Tsai Ming-liang, un film che non fa assolutamente concessioni al pubblico assumendo l'estrema lentezza e rarefazione dell'azione come dominante cifra stilistica. Sono poi tre lunghe ore che richiedono un impegno anche fisico allo spettatore quelle di Die Frau des Polizisten di Philip Gröning Premio Speciale della Giuria. Tra questi due estremi si inseriscono due premi al greco Miss Violence (attore e regia) intenso e psicologicamente violento film sugli abusi in ambito familiare (tema questo che lo accomuna al film di Gröning) e un riconoscimento al giovane attore esordiente Tye Sheridan protagonista di Joe nel ruolo di un ragazzino alla ricerca di una figura adulta di riferimento.
Sembra quasi che il microcosmo familiare con le sue luci, ma anche con le sue pesanti ombre, abbia finito per divenire il fil rouge che ha guidato le scelte di questa giuria. La quale ha assegnato il premio per la migliore attrice ad Elena Cotta per la sua interpretazione in Via Castellana Bandiera di Emma Dante. Qui sorge un quesito che rimbalza di festival in festival: fatta salva la qualità della recitazione della vincitrice era chiaro a tutti però che la miglior protagonista era Judi Dench. Ma, ed ecco il quesito, non si sa perché spesso gli attori che sono comunque già noti ma che offrono prestazioni magistrali vengono ignorati dalle giurie quasi che vivessero in un mondo a parte. Ecco allora che Philomena (il cui ruolo era affidato alla Dench) dato da molti alla Mostra come possibile vincitore del Leone o almeno di uno dei premi maggiori si deve anche accontentare del riconoscimento nei confronti della sceneggiatura. A riprova dell'attenzione data a opere apprezzabili più dai cinefili che dal pubblico. Una considerazione finale va fatta poi nei confronti di un film intenso come Tom à la ferme che è stato immeritatamente escluso dai premi. Anche lì la famiglia 'groviglio di vipere' aveva un suo ruolo fondamentale e vedeva dietro e davanti alla macchina da presa un regista/attore ventiquattrenne. Perché dimenticarlo?

I VINCITORI

Leone d'Oro: Sacro Gra di Gianfranco Rosi
Gran Premio della Giuria: Jiaoyou di Tsai Ming-Liang
Leone d'Argento per la miglior regia: Miss Violence di Alexandros Avranas
Premio Speciale della Giuria:Die Frau des Polizisten di Philip Groning
Coppa Volpi miglior interpretazione femminile: Elena Cotta in Via Castellana Bandiera di Emma Dante
Coppa Volpi miglior interpretazione maschile: Themis Panou in Miss Violence
Premio Marcello Mastroianni miglior emergente: Tye Sheridan in Joe
Miglior sceneggiatura: Steven Coogan e Jeff Pope Philomena di Stephen Frears
Leone del futuro - Premio Luigi De Laurentis miglior opera prima: White Shadow di Noaz Deshe
Premio Speciale della Giuria Orizzonti: Ruin di Michael Cody e Amiel Courtin-Wilson
Premio Orizzonti per la migliore regia: Uberto Pasolini per Still Life
Premio Orizzonti per il miglior film: Eastern Boys di Robin Campillo

 

Maria Grazia Silvestri

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Febbraio 2014 15:23 )  

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