Khalida Jarrar, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e membro del Consiglio Legislativo Palestinese, è stata rilasciata questa mattina dal carcere israeliano dove era detenuta dal primo aprile 2015. La parlamentare palestinese era stata arrestata nella sua casa vicino Ramallah a causa della sua militanza politica nel Fplp, organizzazione considerata terroristica dallo Stato israeliano.
La leader palestinese era stata inizialmente colpita da un'ordinanza di detenzione amministrativa - che consente lunghe misure cautelari senza accuse formali né processo - alla quale, però, aveva strenuamente resistito. Dopo un mese di proteste con una tenda piantata a Ramallah, infatti, era riuscita ad ottenere la revoca dell'ordinanza. Ma a dicembre è arrivata la condanna definitiva a 15 mesi di prigione per 12 capi d'accusa da parte dell'autorità giudiziaria israeliana.
Dopo la liberazione di Khalida Jarrar sono ancora 6 i parlamentari palestinesi incarcerati da Israele, insieme ad altri 7mila prigionieri politici detenuti in condizioni durissime e sottoposti a violenze e torture di ogni tipo.
Secondo molti osservatori, l'arresto e la condanna di Khalida Jarrar sarebbero una vera e propria "vendetta" per la suapartecipazione alla commissione palestinese incaricata di preparare il report sulle violazioni israeliane da sottoporre alla Corte Penale Internazionale. Uno dei troppi "ordinari" soprusi ai danni di un popolo intero, costretto ormai da 70 anni a vivere sotto l'occupazione militare "dell'unica democrazia del Medio Oriente", illegittima anche per il diritto internazionale ma che la comunità internazionale continua di fatto ad ignorare.
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