in viaggio con Gabor Desideri


Ritagliarsi una "mini-vacanzina" per visitare Cordoba in Argentina, (mi raccomando, lo dovete pronunciare "Arghentina" e quando pronunciate il "gh" dovete fare la voce un po' roca). questo luogo fonte di miti e di leggende.
La Cordoba argentina è una città non troppo pulita ma tutto sommato abbastanza elegante, che ha mantenuto in molti suoi edifici lo stile coloniale.
Trovare qualcuno che parla inglese non è cosa facile (molto più semplice trovare chi parla italiano), ma tutto sommato lo spagnolo lo si comprende abbastanza bene, anche se alcuni lo parlano un po' veloce, più stretto e marcato.
A Cordoba non è facile muoversi a piedi perché sembra che le macchine abbiano precedenza sui pedoni; e se non ti sbrighi ad attraversare ti suonano, spesso senza rallentare!
Si percepisce che l'economia risente ancora molto della crisi che ha colpito il paese e che lo ha mandato in bancarotta meno di due anni fa. Non si vedono tante persone particolarmente benestanti, anche se tutte sono dignitose. I prezzi sono molto bassi per i nostri standard europei e quindi, soprattutto i prodotti locali, costano pochissimo. Per esempio gli ingressi ai musei costano in media 15 pesos, che sono l'equivalente di nemmeno un euro, il mercoledì sono gratuiti per tutti, il biglietto per l'autobus costa circa 10 pesos, gli studenti hanno un permesso che li esonera dal pagamento e un taxi per una media distanza, spostamenti in centro città, non arriva a costare 5 euro. Il cibo ha prezzi irrisori sia al supermercato che nei ristoranti, una cena completa in un buon ristorante costa l'equivalente di una pizza da noi, ma anche meno.
La sanità in teoria è gratuita, ma essendo il paese al tracollo finanziario è difficile avere un livello di servizio accettabile; mi dicono che solo le emergenze hanno priorità, per il resto è meglio avere un'assicurazione privata se non si vuole aspettare mesi. Siamo insomma molto lontani dal peronismo di tanti anni fa.
Ci sono moltissimi negozi di materie prime quali tele, stoffe, fili di lana e cotone; questo mi fa supporre che ancora tantissime persone sappiano lavorare a maglia e si facciano tanti lavori in proprio.
La maggior parte della gente è molto devota e lo si percepisce dalle molte chiese assai frequentate non solo da turisti, che in questo periodo di inizio giugno non sono poi molti, ma soprattutto da gente del posto.
Ci sono anche centri commerciali eleganti e con negozi moderni e marche conosciute, ma accanto a questi si possono trovare seppur in pieno centro, anche negozi che sembrano di 50 anni fa e alcuni supermercati che fanno sorridere rispetto ai nostri. Sono piuttosto caotici e con tante persone che ci lavorano senza avere esattamente un compito definito o almeno, così sembra.
Alcune persone con cui ho parlato mi hanno detto, lamentandosene, che l'attuale classe politica e soprattutto il suo presidente "es muy corrupto"; non so se sia vero o se abbia solo un punto di vista diverso. Mi fa pensare che probabilmente non ponga molta attenzione alle famiglie, considerando che, mi hanno riferito, i prezzi di beni essenziali quali gas e carburanti, per fare un esempio ma non solo, hanno subito negli ultimi mesi aumenti di oltre il 50% ed in alcuni casi sono addirittura più che raddoppiati. L'attuale governo sta tentando di sostenere l'economia per non rischiare un altro tracollo ma allo stesso tempo alza seriamente il livello di povertà di tanta gente che dura davvero fatica ed arrivare a fine mese.
Gli argentini sono un crogiolo misto di popoli, un mix tra ispanici, latini tra cui moltissimi immigrati italiani o loro discendenti e caucasici; sono rumorosi, vivaci, sorridenti, gioviali e accoglienti. Sono per molti versi simili agli spagnoli; non è solo la lingua che li accomuna. Hanno tradizioni e cultura simili. Alcuni più attempati sembrano però un po' timidi, quasi timorosi; mi sono domandato se non sia frutto della dittatura che hanno vissuto fino a non molto tempo fa, visto che è terminata solo agli inizi degli anni '80, non dimentichiamoci che siamo nel paese della triste realtà dei desaparecidos.
Altra differenza con gli spagnoli è un salto nel tempo di un quarto di secolo indietro. Sì perché qui in Argentina, in effetti, sembra per molti versi di essere in Spagna, ma 25 anni fa. Se si cammina per le strade si vedono macchine che da noi non circolano più da anni o da decenni: ci sono molte Fiat, addirittura le 600, le 750, le 127 o le improbabili Palio, Duna o Siena o la Alfa Arna che da noi incontrarono davvero poco successo.
Tutto sommato questo salto nel tempo però non mi dispiace, sembra quasi di ringiovanire!
Nella maggior parte delle persone devono ancora svilupparsi certi atteggiamenti e sensibilità culturali e sociali, sicuramente hanno altre priorità adesso - mi riferisco ad esempio al fatto che in camera del mio hotel gli asciugamani vengono cambiati anche due volte al giorno nonostante li lasci appesi alla rastrelliera perché ancora puliti ma, allo stesso tempo, mi piace il carattere della gente, per come ti guarda e come ti parla. La sensazione è che siano i veri valori quelli che pervadono le persone e assumono davvero importanza per loro.
Tutto sommato è un bel posto dove vivere e che credo possa avere buone prospettive per il futuro; speriamo che venga governato bene. Come diceva una famosissima canzone dei Beatles "tutto quello di cui hai bisogno è amore!" - la conoscete? Bene! A mio parere l'Argentina ha bisogno di amore adesso; di qualcuno che sappia prendere a cuore la situazione e gestirla al meglio.
Per la rinasci di questo paese che è il più esteso dell'America Latina (addirittura tra i primi a livello mondiale per estensione territoriale), ma con una popolazione di soli 40 milioni di abitanti, di cui ben un terzo risiede a Buenos Aires! Cordoba conta circa 1,3 milioni di abitanti. Il resto sono sparpagliati su un'area vastissima; ci sono quindi immense zone che hanno una densità di popolazione molto bassa prima fra tutte la Patagonia e le Pampas.
Ci vorrei tornare in questo paese! Sono curioso di vedere come si evolve la situazione politica e sociale

Una delle foto inevitabilmente è dedicata ai desaparecidos, triste ricordo di questo paese; persone scomparse nel nulla e senza lasciare traccia (oltre 30 mila!) per la sola voglia di respirare libertà! Una terribile macchia indelebile nel passato di questo paese! A loro e alle cosiddette "madri coraggio" va il mio pensiero. A questo proposito, per chi ha voglia e tempo, consiglio due bellissimi film che ho visto qualche anno fa: il primo è "Imagining Argentina" con Antonio Banderas e l'altro è "La rivoluzione delle farfalle" con una delle mie attrici preferite, la bellissima e bravissima Salma Hayek (quest'ultimo film non parla dell'Argentina ma è comunque attinente ai paesi latino americani che hanno vissuto la dittatura).
Comunque, al di là del passato, consiglio a tutti di venire a scoprire questo paese!
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