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Uccisi perchè difendevano l'ambiente

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Oggi, se la pazienza del lettore/lettrice me lo concederà, esamineremo brevemente il fenomeno degli omicidi avvenuti perchè le loro vittime si opponevano alla distruzione dell'ambiente naturale. Infatti un recente rapporto della ong "Global Witness" pubblicato pochi giorni fa (1), e ripreso in Italia da varie fonti (2) documenta per il solo 2015, ben 185 attivisti -la maggior parte dei quali indigeni- uccisi nel mondo mentre difendevano le loro terre, foreste etc. dallo sfruttamento da parte delle imprese. La "maglia nera" và al Brasile, dove risultano ben 50 morti assassinati perchè protestavano, o si opponevano alla distruzione delle risorse naturali. Della situazione brasiliana, e degli omicidi dei nativi legati al taglio illegale della foresta amazzonica, ha parlato recentemente anche un reportage della BBC (3), che, riportando della lotta degli indigeni Ka'apor ha messo in luce la sistematica uccisione dei capi tribali che si oppongono alla distruzione della foresta. Le istituzioni brasiliane sono indifferenti o complici di questi crimini, e una completa omertà vige anche tra la "società civile" locale.Questo, malgrado il caso specifico dei Ka'apor sia stato "preso in carico" persino dalla nota organizzazione ambientalista Greenpeace (4) che, oltre a cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale ha spedito in loco attivisti e attrezzature. Evidentemente senza grandi risultati, purtroppo. 

Il secondo posto nella triste classifica è occupato dalle Filippine. In tempi recenti, ci sarebbero stati 58 morti e 3000 profugli, tra la popolazione indigena dei Lumad, secondo un articolo del Corriere della Sera pubblicato lo scorso Dicembre (5). Gruppi paramilitari e esercito, formalmente in opposizione, (6) di fatto concorrono a "liberare il terreno" per le aziende, in genere estere, coinvonte nel sanguinoso "affare" dell'olio di palma (7), oltre che nello sfruttamento minerario. Naturalmente, per i pescecani del cosiddetto Belpaese, le Filippine costituiscano una nuova "terra promessa" (8)....

Terza è la Colombia, paese nel quale le responsabilità italiane per le peggiori atrocità  sono già da tempo ben note (9). Sebbene per la situazione colombiana sia ipotizzabile un decremento della violenza, stante il recente processo di pacificazione (10), questo ci dovrebbe far riflettere sul fatto che non si tratta di avvenimenti lontani, ma di fatti nei quali siamo direttamente coinvolti, e , dei quali siamo colpevoli, se restiamo spettatori passivi...

Fabrizio Cucchi, DEApress

(1) https://www.globalwitness.org/en/reports/dangerous-ground/
(2) ad es. http://www.left.it/2016/06/23/nel-2015-record-degli-omicidi-di-militanti-ambientalisti-il-rapporto-di-global-witness/ oppure http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2016/06/21/record-uccisioni-di-ambientalisti-nel-2015-185-in-16-paesi_0fbb1cd5-be4c-4af6-ace7-b0b3bdd42e1d.html
(3) http://www.bbc.com/news/world-latin-america-36573075
(4) http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Greenpeace-si-allea-con-gli-indigeni-Kaapor-per-difendere-la-Foresta-Amazzonica-con-la-tecnologia/
(5) http://lepersoneeladignita.corriere.it/2015/12/14/filippine-la-resistenza-dimenticata-dei-lumad/
(6) http://www.manilatimes.net/militarization-of-lumad-refugee-center-hit/268690/
(7) si veda l'esempio dell' Indonesia http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/18/olio-di-palma-ancora-cattive-notizie/2737456/
(8) http://www.italyphilippinesconsulting.com/
(9) ). http://www.deapress.com/articoli-mainmenu-29/opinioni-e-commenti-mainmenu-65/13386-nuove-atrocita-enel-in-sudamerica.html
(10) http://www.bbc.com/news/world-latin-america-36614419

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Giugno 2016 09:29 )  

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