
Oggi vi regalo una Poesia del mio amico poeta irakeno che si chiama Hasan Atiya Al Nassar. foto di Silvana Grippi
La poesia è tratta dal libro "Roghi sulll'acqua babilonese" Pag. 70 - pubblicato dall' Edizione DEA nel 2003 e poi ripubblicato nel 2004.
Chi è interessato al libro può richiederlo alle Edizioni DEA - email redazione@deapress.com - costo: 10 euro
OCEANO
Conosce questo corpo l'amore?
Conosce la donna il destino del poeta?
Chi sa l'intima quiete del'Oceano rannuvolato?
sa la notte dell'Oceano
gravido di figli della fiamma?
Incamminati verso il fuoco.
Mari verdi rubano ai santi i loro abiti.
Guardo secoli ghiacciati, ignari di questo corpo.
Guardo i venti d'Oriente librarsi
verso un cielo colmo di progenie.
Dall'Oceano al giorno,.
Costruirà la prognie le età del poeta?
Trattori quieti suonano nel vuoto di un qualche istante.
Ci sarà un acconto, nella vita di mille profeti sconfitti?
L'amore spezzava il pane sul tappeto della povertà.
Nella grotta entra l'Oceano rannuvolato,
con un gemito accano alla porta.
chi ha donato l'acqua alle nostre giare disperate e vuote?
Chi colui che disegnò la palma
sulle ali di una falena?
E la notte spara ancora orizzonti di guerra,
guerra che mai conoscerà la pace.
Spara scale luminose alla porta dei morti nella sua radice.
Radice verde nell'incendio dell'autunno.
E' finita.
Finita la poesia che rimase sepolta nella sconfitta dell'Oceano.
E quel corpo che fece gemere il passerotto
sparuto, nel silenzio, è tornato.
Conosce il corpo l'amore?
L'amore che canta "Torna paese mio bello"
alle soglie di una foresta in lacrime,
la foresta della guerra.
Non saprei come pronunciare il mio nome,
perché l'Oceano sconfitto dovrà ingoiare
il nome e il corpo.
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