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il viaggio e la viandante

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Il Viaggio e la viandante

Ho visitato luoghi che hanno scavato in  me solchi impercettibili e profondi, per questo sono diventata viandante.  A volte di notte  richiamo dalla memoria momenti particolari che, a mia insaputa, hanno messo in discussione pensieri ed esperienze passate. Questi luoghi incontrati, fanno parte del mio bagaglio come pure situazioni,  donne, uomini e bambini. Il tempo ammorbidisce i ricordi ma non sbiadisce le emozioni provate, le situazioni incontaminati e i momenti che rappresentano significati e significanti.

Quale è il ricordo che mi ha trasformata? La pietra che suona, il metallo rubato, il viaggio nei maxibus con i ragazzi che scappano, l'ostello in Palestina,  il mar morto e la città sulla montagna dei suicidi, il mercato di Aleppo e le sue sete regalatemi da Beby, il viaggio in Sudan sul camion sopra le rotaie, le abitazioni e le cascate in Guinea, gli occhi belli e i ristoranti nascosti in Iran, l'Ararat e la tenda nomade, la bambina senegalese con la spina nel piede, la polizia e i Kurdi a Batman, e tanti altri  momenti che restano come segnali della convivenza, immagini che diventano rughe interne.   

Dettagli indelebili come gli alberi, il cielo di notte, i contesti urbani, la terra calpestata, il pianto e il sorriso. Oggetti e soggetti fuori scena, naturali con parole libere dal preconcetto e dalla correttezza linguistica, suoni fatti solo per quei luoghi.

Mi sono sentita viandante durante la realizzazione di questi viaggi senza racconti, dove la solitudine del deserto, l'urlo e le lacrime....mi sono state compagne. Quanti libri non scritti ma pensati mentre attraversavo confini e camminavo senza sosta e senza ordine, senza egocentrismo. Ricordi che sono rimasti chiusi nel cuore, un'occasione unica e irripetibile.

La viandante vive un senso di luce, illumina e viene illuminata, è mancanza e sottrazione ma è anche momento di possesso del proprio stile di vita che da' profondità all'esistenza. La matematica della geografia, togliere e aggiungere profondità di campo. Un macro e micro riconoscimento dell'emisfero, in un lento lavoro di scavo e archiviazione.

Per rilevare la vita del luogo bisogna entrare nelle case, parlare, abbracciare e dimostrare umiltà. La viandante non è una viaggiatrice sono due concetti diversi: la pelle del luogo, il senso del rispetto,  la comida comune, i muri che rivelano la fatica, i meandri dell'esperienza degli anziani, il pensiero nascosto e quello rappresentativo.

Un progetto di esplorazione continuo, aiutata dal diario fotografico che con le immagini, raccontano posti vissuti lontani. Dettagli scolpiti in fotogrammi in ordine cronologico. L'archivio che da anni mi accompagna è lì riporta in vita i pensieri e dipana le storie, seduce gli occhi con il colore e la regola dei terzi, la scelta dei soggetti e l'atmosfera sospesa. L'intimità non si vede, si vede solo l'inquadratura, senza la condivisione nei momenti che rimettono in gioco il racconto che attraverso il sogno crea sedimentazione.   

La geografia visiva è l'analisi, la sintesi e la tesi dimostrativa che non si può vivere in modo antropocentrico ma bisognerebbe mettere in azione l'intero emisfero concettuale di accettazione, amicizia e conoscenza.

La filosofia del viaggiatore turistico o scrittore è sempre filtrata dal pensiero di possesso invece i viandanti sono liberi pensatori e a volte si esprimono solo alla fine del loro viaggio. Un pensiero nascosto e personale che accompagna e non si esprime fino a quando la memoria si fa spazio. Allora affiorano i colori della sabbia, del bianco calce, del  marrone sporco, delle grigie nuvole e del giallo sole, tante gradazioni fino all'arcobaleno ritrovato. Riferimenti identificativi e sentimenti riscoperti.
Rappresentazione della memoria ed esperienze formali e spaziali. Il carattere e l'identificazione geografica dei personaggi si ritrova dove il linguaggio gestuale unifica.  Se mille e mille pensieri non rappresentano una scena e se mille e mille sentimenti non mettono radici non potrai conoscere nessun luogo nascosto.

Può un racconto restituire tutte queste sfumature?

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Marzo 2013 13:37 )  

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