Tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni settanta oltre 130.000 bambini figli di immigrati nel Regno Unito, sono stati deportati, all’insaputa dei loro genitori e facendogli credere di essere rimasti orfani, in veri e propri campi di lavoro in Australia, Nuova Zelanda, Canada, Sud Africa, Zimbabwe. Qui sono stati maltrattati, abusati fisicamente, sessualmente e psicologicamente. Ora queste persone chiedono che venga fatta giustizia e hanno lanciato una class action contro il governo australiano. Chiedono che vengano risarciti per i soprusi subiti, che hanno segnato profondamente tutta la loro esistenza. I governi britannico e australino hanno fatto pubblicamente le loro scuse, ma non intendono comunque concedere alcun risarcimento finanziario alle vittime.
Fonte: Bbc
Paola Cama/DEApress
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