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Pdci Empoli sulla situazione in Grecia

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Riceviamo e pubblichiamo:

 

“Empoli, 13 febbraio 2012 

-Agli organi di stampa locali. 

Stanotte il Parlamento di Atene, assediato fisicamente e moralmente dalla quasi totalità della popolazione greca, ha votato le ennesime misure economiche imposte dalla troika europea, che porteranno ad altre migliaia di licenziamenti, a salari da 450 euro al mese, alla distruzione di servizi pubblici come la sanità. Il tutto con la quasi certezza che, tra qualche mese, verrà constatato l’ulteriore aggravamento della recessione, causato dalle stesse misure depressive della domanda adottate oggi. In nome dell’Europa dei banchieri si sta distruggendo un paese, disgregandone il tessuto sociale e ponendo le premesse per un’estensione ad altri Stati di un disastro economico dalle incalcolabili conseguenze politiche. Il primo ministro ellenico Papademos ha affermato che “è l’ora delle decisioni”. Ha ragione. Infatti i più grandi possidenti del Paese hanno già deciso di mettere al sicuro i loro capitali all’estero, dopo aver ridotto il paese in miseria, arricchendosi con la privatizzazione del patrimonio pubblico, con le politiche liberiste e antioperaie, nonchè con l’endemica corruzione. Anche i lavoratori e il popolo greco hanno deciso e sono scesi, pacifici ma determinati, in piazza. Operai, studenti, ceti medi ridotti in miseria, pensionati, donne, tutti uniti dal rifiuto di una politica che mira a salvare i capitali europei passando sui loro cadaveri. A niente serviranno gli incendi appiccati da provocatori infiltrati dal Ministero dell’Interno di Atene: la strategia della tensione non fermerà la lotta di un popolo che sta perdendo quasi tutto ma non la sua dignità! Il Partito Comunista di Grecia (KKE), il sindacato comunista PAME e la sinistra d’opposizione sono alla testa delle lotte ed i loro consensi arrivano ormai al 40%. Non è escluso che le prossime elezioni politiche cambino radicalmente il panorama politico greco (secondo i sondaggi i socialdemocratici del PASOK crolleranno dal 40 all’8%, mentre i conservatori non supereranno il 31%). Un governo imperniato sui comunisti e la sinistra non liberista in Grecia rientra è quindi un obiettivo realistico. Altrettanto possibile è che le classi dominanti interne ed esterne al Paese tentino di farla finita con la democrazia rappresentativa, proprio per evitare una svolta a sinistra che potrebbe contagiare altri paesi europei. Secondo il giornale turco “Hürryet”, che cita il tedesco “Bild”, la CIA avrebbe avvertito che la crescente ondata di proteste popolari contro i draconiani piani di austerità imposti dal governo socialista (la citazione è di qualche mese fa) di Atene potrebbe provocare un colpo di Stato militare, con una ripetizione del tragico copione che la Grecia ha ripetutamente vissuto durante lo scorso secolo. Secondo il rapporto della CIA, le proteste in corso in Grecia “hanno provocato una scalata della violenza di piazza” che ha assunto le caratteristiche di “vera e propria ribellione popolare”, di cui il governo ha perso ormai il controllo. Per questa ragione, la CIA sembra convinta che “allo scopo di controllare questa situazione altamente esplosiva” il golpe militare possa rappresentare l'unica via di uscita. Al compositore Mikis Theodorakis, eroe della resistenza greca alla dittatura dei Colonnelli greci è stato impedito ieri sera di rivolgersi alla folla. La polizia gli ha sparato addosso lacrimogeni. Stesso trattamento per il compagno Manolis Glezos, che nel 1941 strappò la bandiera nazista dall’Acropoli di Atene e che ieri è stato spintonato dalle cosiddette forze dell’ordine. Ha dovuto farsi ricoverare in ospedale. La storia ci insegna che la classe dominante borghese si riempie la bocca di democrazia fino a quando riesce ad ottenere il consenso degli elettori. Ma quando un popolo usa il voto per riprendere in mano il suo destino (in Spagna con il Fronte Popolare, in Cile con Allende e in tanti altri paesi) allora non si parla più di democrazia ma di ristabilimento dell’ordine costituito. E allora si mettono le bombe dando la colpa alla sinistra, si cerca di reprimere i movimenti di massa, si fanno i colpi di Stato. Papademos ha affermato che “la storia ci giudicherà”. E’ vero, ma la sentenza non sarà di assoluzione. Noi Comunisti Italiani esprimiamo la nostra totale solidarietà alle lotte in corso del popolo greco, guidate dai comunisti e dal sindacato di classe, in difesa della dignità nazionale e di una politica di pace e di giustizia sociale, Siamo solidali con le lotte del popolo portoghese, per gli stessi obbiettivi, guidate dai comunisti e dalla CGTP, che hanno portato ieri in piazza a Lisbona oltre 300.000 persone, nella più grande manifestazione che la storia del Portogallo ricordi. Lavoriamo perchè i comunisti e il sindacalismo di classe del nostro Paese sappiamo fare la loro parte in questa lotta che sta assumendo ormai una dimensione europea, per un'altra Europa.siamo solidali con la lotta del popolo portoghese, per gli stessi obiettivi, guidata dai comunisti e dal sindacato di classe CGTP, che l’11 febbraio hanno portato in piazza a Lisbona oltre 300.000 persone, nella più grande manifestazione che il Portogallo ricordi. Siamo impegnati per la riuscita della manifestazione nazionale della FIOM, sabato prossimo a Roma, in difesa dell’articolo 18, perchè anche noi lavoratori italiani non siamo disposti a rinunciare alla cosa più importante: la nostra dignità di donne e uomini liberi!

PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI, SEZIONE DI EMPOLI “ABDON MORI” pdciempoli@yahoo.it 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Febbraio 2012 11:25 )  

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