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Diaw contro la questura

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Firenze - Il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Mbaye Diaw si scaglia contro la caccia al Senegalese degli ultimi giorni, e accusa la questura di aver richiesto al Centro di Permanenza Temporanea di Bologna una stanza per soli Senegalesi. Riportiamo di seguito la dichiarazione di Diaw:

"E' con sdegno e rabbia che l'On.le Mercedes Frias (di Rifondazione) ha scoperto una stanza per soli senegalesi prenotata al CPT di Bologna da parte della questura di Firenze. Qualche giorno fa sulla stampa cittadina, la questura di Firenze denunciava l'aggressione di un poliziotto da parte di venditori ambulanti, ne seguirono dichiarazioni del tipo:.." giro di vite contro i venditori…" Da quel giorno essere Senegalese a Firenze è diventato impossibile: persone che non avevano niente a che fare con la vendita presi e portati in questura; ci fu la caccia al nero...
Una volta che i questurini si fossero accertati che lo sfortunato non era senegalese veniva rilasciato, altrimenti se lo era la direzione non poteva che essere al CPT di Bologna. Addirittura qualche mese fa la questura di Firenze ha mandato al CPT di Torino un ragazzo senegalese nipote e convivente di cittadino Italiano, cosa questa, che la legge vieta in modo assoluto. Quando ho telefonato per chiedere informazioni sul ragazzo senegalese, mi è stato detto che non c'era nessun senegalese ma soltanto dei marocchini; solo dopo diversi giorni abbiamo scoperto che la questura l'aveva mandato al CPT di Torino. Avere stanze riservate nei CPT quale occasione migliore per liberarsi di questi venditori neri, non degni per il decoro della nostra città? Molto spesso i venditori ambulanti vengono maltrattati dalle forze dell'ordine e su questi casi la magistratura, nel passato, ha aperto inchieste. Perché la Toscana non ha e non vuole un CPT? Bisogna risalire agli anni novanta, vi ricordate quando il movimento antirazzista fiorentino, insieme ai migranti, associazioni, sindacati, e alcuni partiti politici, e con lo stesso Claudio Martini Presidente della Regione Toscana manifestarono la loro contrarietà e opposizione all'apertura di un CPT in Toscana, perché ritenuti strutture indegne, luoghi dentro ai quali ogni diritto viene sospeso, negato, assolutamente dimenticato!! Non a caso l'ONU ha condannato l'Italia per le sue politiche sui CPT. Le anticipazioni avute nei giorni scorsi dal Presidente della Commissione incaricato a monitorare i CPT, sono molto preoccupanti. Ma ancor più preoccupante che la questura di Firenze prenoti stanze fuori della regione non per clandestini in generale, ma solo per Senegalesi. Perché? La discriminazione in questa vicenda è lampante, ma siamo decisi di andare fino in fondo a questa storia, per capire come possa accadere nel 2007 una cosa del genere; una segnalazione all'UNAR, interrogazione parlamentare, esposti alla Corte europea per la discriminazione e violazione dei diritti nei confronti di cittadini senegalesi. Tale politica è inaccettabile. Non si governa una città parlando di diritti, e democrazia, e nello stesso tempo decidere a tavolino di mandare al CPT il primo senegalese che si incontra per strada. E'molto difficile credere a una democrazia che accetta e sostiene luoghi-gabbia per persone che non hanno commesso nessun tipo di reato, se non quello di voler esistere. Noi che sappiamo, stiamo fermi a guardare?"

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 21:00 )  

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