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Quando l'Italia piangeva: il cinema melò

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C'è stato un tempo in cui il cinema italiano ha attinto al meglio del tardo romanticismo. Fra D'Annunzio e Tozzi, gli sceneggiatori, esperti e letterati, si calavano nei panni di un pubblico d'opera e tiravano fuori degli script, dei copioni che potessero provocare il senso d'appartenenza del pubblico post conflitto. Si chiamava cinema "melò", da melodramma appunto e presentava storie che potessero provocare scene di pianti, isteria e soprattutto di vero "partigianato" verso l'eroe, naturalmente. In genere si trattava di storie d'amore, di tanti tradimenti e fraintendimenti: la scossa arrivava dalla scoperta del tradito e li s'innsescava il famoso dramma, molto verdiano, anzi molto mascagnano. E' lui Pietro Mascagni il vero padre che ha ispirato il melò; grazie ai suoi drammi come Cavalleria Rusticana, Il Piccolo Marat, Maschere, Iris immette nel gusto italiano quella tendenza a "strapparsi i capelli" per gli eroi della scena. Lui più di Puccini e di Catalani e di Leoncavallo. Il riferimento cinematografico di tanta spavalda avventura nei "torbidi sentimenti" è stato un regista che ha cambiato il cinema  dei telefoni bianchi: Raffaele Matarazzo vero persecutore delle donne impenitenti e grande regista del trionfo del perfetto maschio che scopre la moglie fedigrafa e la punisce, in genere con una serie di schiaffi da antologia. L'attore vero del melò è stato sicuramente Amedeo Nazzari, perfetto nel ruolo dello sfigato macho che però sa segnare la donna che lo ha tradito! Ma di questa storie e di tante altre storie, di registi, attori e musicisti, ne scrive con ardore e professionalità Emiliano Morreale, autore di Così Piangevano. Il cinema melò nell'Italia degli anni cinquanta (Donzelli Editore, pag. 326 € 25). E' documentatissimo questo libro ed è una puntuale analisi di un fenomeno dello spettacolo che dette a tanti italiani la possibilità di sognare le proprie vendette e i propri tradimenti. Lo potremmo definire tranquillamente "cinema del transfert"e forse per questo motivo, il genere ha retto per tanti anni, facendo incassare tanti soldi ad un gran carrozzone che da Roma a Milano viveva oramai del grande cinema, quello che faceva concorrenza ad Hollywood.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Novembre 2011 21:10 )  

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