La situazione in Tunisia non si è normalizzata e le informazioni sono poche ma gli scontri (dovuti a problemi economici e societari irrisolti) continuano in alcune città tunisine. Nel mese di giugno il bilancio ufficiale dei morti contano circa dodici morti negli scontri tribali dei primi giorni di giugno a Metlaoui, città del Governatorato di Gafsa, nel sud della Tunisia. Pertanto è stata ridotta la durata del coprifuoco alle ore 18:00 per concludersi alle 5:00 mentre prima era dalle 16:00 alle 6:00. La decisione, presa dal Governatore e resa nota dalla Tap, è stata motivata, la fonte è solo militare di alto livello che giustifica ogni azione attuata per il ''notevole miglioramento della situazione della sicurezza nella citta''. Come ben si sa la Tunisia senza turismo è molto povera quindi non ci sono telefoni che fotografano la situazione. Alcuni giovani da poco arrivati in Italia ci raccontano che a Metlaoui, i disordini sono nati da gruppi originari della regione e divisi da una storica rivalità ma alimentate da varie situazioni come la povertà e le ingiustizie delle tasse (alcune diatribe si erano già verifiicate nei mesi scorsi), ciò ha provocato, oltre ai morti, anche 150 feriti e danni enormi, soprattutto ad edifici pubblici e negozi che sono stati presi d'assalto e saccheggiati. Inoltre sono stati fermati e arrestati circa un centinaio di persone, soprattutto per possesso di armi da fuoco e armi bianche come i cortelli (usati continuamente come cultura). Risultano tra gli arrestati anche ex esponenti dell'Rcd, partito dell'ex dittatore Ben Ali e uomini d'affari della regione, questi ultimi accusati di avere alimentato la tensione.