DEApress

Friday
Nov 06th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Quando non esisteva la parola bar

E-mail Stampa PDF

Quando non esisteva ancora la parola BAR
      
Artisti, letterati, politici e figlie maggiorenni sui divani dei caffè fiorentini.

di Carmelina Rotundo

La   topografia  dei Caffé  artistici e  letterari,  tra la fine  dell’800  e l’inizio del nuovo secolo è facilmente ricostruibile: il  Centro, il  Clou, era - allora come oggi - in Piazza Vittorio Emanuele 1°, l’attuale  Piazza della Repubblica. Tanti i Caffè. Ancora non esisteva la parola “Bar“ - più numerosi e più grandi di come oggi li vediamo: il “vecchio” Gilli, il Paskowski, le Giubbe Rosse, il Donnini ed il bel locale di Firenze ll Gambrinus, la cui sala oggi accoglie  il Cinema.
In Piazza Duomo, uno quasi di fronte all’altro e dai nomi molto simili: Rosa  e Rosina, aperti tutta la notte, “delizia” dei nottambuli  più accaniti  che qui continuavano a chiacchierare e a bere, dopo aver fatto il giro degli altri Caffè.
All’angolo di via Martelli, il Bottegone, che non era tanto il locale degli intellettuali, ma della borghesia, Caffè concerto dove si ascoltava l’orchestra e, cosa eccezionale per allora, si  potevano portare le signore e le figlie maggiorenni: i divani rossi del Bottegone hanno accolto uomini politici ed artisti di teatro, molti dei quali venivano dal Piccolini.
Piazza Signoria con i suoi eleganti caffè apparteneva invece ai turisti. Nella via Cavour al 41 rosso, tra la Gioielleria Calosci e la  Casa della stilografica, quasi sopra ad un nuovo bar, una lapide ci rimanda indietro nel tempo quando  nello stabile “ebbe sede il Caffè Michelangiolo, geniale ritrovo di un gruppo di liberi artisti che l’arguzia fiorentina soprannominò “macchiaioli”,  le cui opere, nate tra le lotte politiche e gli eroismi guerrieri del Risorgimento nazionale, perdurarono il lume della tradizione pittorica italiana”.
Nella stessa via il caffè dei Risorti proprio di fronte alla Prefettura dove oggi c’è Frette. Posto rilevante nel panorama artistico letterario, aveva il caffè San Marco, in Piazza San Marco frequentato soprattutto da studenti proprio perché, allora come oggi, si trova vicino all’Università e all’Accademia delle Belle Arti.
Altre punte c’erano state in via de’ Pecori, la famosa birreria Cornelia, grande, con giardino e all’angolo tra Via de’ Benci e Borgo Santa Croce, vicino alla  Biblioteca Nazionale: il café delle Colonnine.
Più lontani e più eccentrici i locali sulle colline: L’Aurora a Fiesole. La Loggia al Piazzale Michelangelo e lo Chalet
Fontana frequentato da Rosai, il quale aveva lo studio in via S. Leonardo.
Si andava al caffè perché intono alla “tazzina” si poteva  stare "al caldo" in quattro/cinque, seduti su confortevoli sedie intorno al tavolino, la luce elettrica era abbondante e così il riscaldamento. I caffè divennero dunque luoghi di lavoro, punti di incontro, spesso più importanti della casa “Per anni le Giubbe Rosse furono il mio recapito abituale nelle mie scappate a Firenze” diceva Carlo Carrà. Delizie e dolori, come si suole dire e quella tazzina di caffè  qualche volta era all’origine di preoccupazioni. Soffici a proposito ricorda  che al Gambrinus, dato che c’era l'orchestra il caffè era caro, “Pagare il conto costituiva il più grave problema di ogni sera”; il Caffè San Marco era invece più economico. “Una tazzina di caffè qui costa ragionevolmente meno“ scriveva il Piccini. Il centro, il clou restava però Piazza Vittorio a cui Giovanni Papini  dedicò una dissacrante poesia.

Le redazioni di grandi riviste si riunivano nei caffè
: “Lacerba” di Papini e Soffici che, dichiarata la guerra 1915-18, cesserà  la pubblicazione; la “ Voce” di Prezzolini; “Solaria“ di Montale durerà invece fino al 1934. Dino Campana veniva a piedi da Marradi con una bisaccia piena di libri e nei caffè vendeva i suoi Canti Orfici; indossava allora pantaloni fatti con la tela di una tenda e strappava la prima pagina a chi  giudicava “non degno”.
Era molto in voga allora una strofetta che Alberto Viviani riporta nel suo volume edito nel 1933 e dal titolo “GIUBBE ROSSE”

 
“Autunno”

Domenica, ore sei
tutti si danno del Lei
intorno ai tavolini piccolini e sudicini dei noiosi caffè
Piazza
Vittorio.
Piazza Rotatorio. Piazza dei letterati
che dicon male di tutti
assaggiando i gelati
sotto gli occhi di tutti… 

Ecco un'altra divertente citazione:

"Giubbe rosse è quella cosa che ci vanno i futuristi se discuton non c’è Cristi non puoi giocare a dama” 

Ambiente dalle mille sfumature, sempre in fermento, dove non c'era mai da stare tranquilli, dove l’immaginazione andava alla ricerca di nuove frontiere e di amici, dove persino le luci, gli specchi molati, i camerieri, il conto, i frequentatori creavano “quella cosa” da cui difficilmente ci si poteva staccare perché tutto, lì, diventava indimenticabile.

Carmelina Rotundo - DEApress

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 26 Settembre 2007 21:22 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Fabrizio Cucchi . 05 Novembre 2026
Si ricorda il giornalista Franco Mariani che si è battuto per il riconoscimento delle onoranze pubbliche degli angeli del fango. .      
Sara Bonafè . 05 Novembre 2026
  Questa sera alle ore 18.00 presso l’Associazione socio-culturale D.E.A. in via Alfani 16r Firenze si terrà un Primo Seminario su Vasco Pratolini  con l'analisi sul film “Le ragazze di San Frediano”. Micorofono aprto e Interventi di M...
Sara Bonafè . 04 Novembre 2026
Barbara Kopple nasce a New York il 30 luglio del 1946. Dedica la sua carriera alla regia e alla produzione di film intensi e di grande impatto emotivo. Incentra i suoi lavori su questioni politiche e sociali tra cui i diritti dei lavoratori e la l...
simone fierucci . 04 Novembre 2026
  Il rapporto Global Witness denuncia la violenza contro le comunità indigene e contadine che difendono i propri territori dall’accaparramento e dallo sfruttamento delle risorse. Dal 2012 sono 2.375 le vittime documentate, soprattutto in Amer...
Silvana Grippi . 04 Novembre 2026
Firenze 1966: L'alluvione - Franco Mariani giornalista ha scritto un libro sull'alluvione e si è battuto per il riconoscimento delle onoreficenze  dell'alluvione. Il principale libro sull'alluvione di Firenze scritto dal giornalista Franco ...
Silvio Terenzi . 03 Novembre 2026
Luca Cipolla"71" L’idea più fertile di “71” sta forse nella sua rinuncia alla mera perfezione estetica. Luca Cipolla non cerca una lingua uniforme né una costruzione poetica che cancelli le proprie fratture, non dribla le venature del linguaggio...
DEAPRESS . 03 Novembre 2026
IN MEMORIA DI TITO FAZŹINI -  PIONIERE  DI FISICA SPERIMENTALE ALL'UNIVERSITA' E AL CERN   Articolo di Cristina Fontanelli   E' scomparso all'eta' di centocinque anni Tito Fazzini, illustre scienziato italiano del Secolo...
Silvio Terenzi . 02 Novembre 2026
Sandro Storri “L’Italia al contrario: riflessioni su unademocrazia incompiuta" Sandro Storri costruisce “L’Italia al contrario” e ci riesce attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: basta chiamarsi democrazia per esserlo davvero? I...
Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...

Galleria DEA su YouTube