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Libano - Guerra imperialista

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Ciò che sta accadendo oggi in Libano non riguarda solo il futuro di quelpaese o del Medioriente, ma mostra agli occhi del mondo quali siano le potenze che stanno combattendo per spartirsi le risorse.Nella nostra analisi partiamo dalla risoluzione dell’Onu 1701 cercando di comprendere come questa è stata “venduta” dai mass media all’opinione pubblica, e gli obiettivi reali di questa nuova risoluzione.Ormai da anni ‘opinione pubblica è stata abituata prendere atto (più o meno coscientemente) dell’unilateralismo statunitense, che ormai dall’inizio dgli anni ’90, cioè dalla prima guerra contro l’Iraq, dettavano le condizioni alle Nazione Unite, o nel caso fosse necessario, erano pronti a scavalcarle come avvenne per la guerra del Kosovo.I neoconservatori, nel 2000, avevano stilato un documento nel quale dichiaravano indispensabile riuscire a deligittimare gli organismi sovranazionali esistente, considerati ormai strumenti inutili e spuntati per portare avanti la politica Usa: secondo i neoconservatori sarebbe stato opportuno dare peso alla Nato e all’unilateralismo nell’ottica di assicurare alla politica economica statunitense una continuità. Nello stesso documento veniva però sottolineata la difficoltà di far ingoiare all’opinione pubblica mondiale, ma soprattutto statunitense un boccone così indigesto, almeno non fosse avvenuta una nuova Pear Harbour. Pochi mesi dopo avvenne l’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono.Israele ha sempre rappresentato per il governo nordamericano un avamposto indispensabile in Medioriente: ancora una volta l’amministrazione Bush, che per bocca di Condoliza Rice aveva delineato il riassetto del “nuovo Medioriente”, si apprestava a servirsene per sbloccare la situazione che vedeva l’esercito a stelle e strisce impantanato in Iraq e Afghanistan.Per l’asse Usa-Israele era indispensabile preparare il terreno per il futuro attacco alla Siria e all’Iran: il primo passo verso il riassetto del Medioriente erano, e continuano ad essere, la resistenza del popolo palestinese e il Libano. È così che, dopo giorni di incursione nella Striscia di Gaza e un incursione in territorio libanese, il governo di Olmert, sfrutta la scusa del rapimento di due soldati israeliani per sferrare l’attacco al Libano.La resistenza Hezbolla si dimostra molto più forte di ciò che Israele e Usa potessero immaginare e, nonstante i bombardamenti e la distruzione delle infrastrutture fondamentali come strade, ponti, case e ospedali, l’esercito israeliano non riesce a sfondare: nonstante il governo Usa fosse contrario al ritiro, Olmert fu costretto a richiamare l’esercito.È a questo punto, sul falimento dell’unilateralismo e dell’imperialismo Usa, che l’Onu recupera la propria legittimità ridando voci agli imperialismi degli stati europei e non solo che fino a quel momento erano stati costretti ad accontentarsi delle briciole, votando la risoluzione 1701.Non è stato difficile per i mass media, ponendo la risoluzione in contrapposizione all’unilateralismo Usa, plasmare l’opinione pubblica facendo passare questa nuova missione come un’azione di “pace” poggiata sul ritorno alla diplomazia: non dimentichiamo che, per quanto riguarda l’Italia, il protagonista dell’operazione diplomatica è stato il Ministro degli Esteri Massimo d’Alema, già protagonista della guerra in Kosovo, e soprattutto che la partenza dei “nostri” soldati verso il Libano è stata legittimata dalla marcia della pace Perugia-Assisa aperta da uno striscione che recitava “Forza Onu!”.Adesso andiamo a vedere cosa realmente prevede la risoluzione 1701. Innanzitutto la risoluzione prevede il disarmo delle milizie Hezbolla. I fautori della risouzione hanno preso spunto dalla 1559 che prevedeva il disarmo delle milizie di partito, ma che fino ad oggi non era stato possibile applicare contro Hezbolla poichè questa è una forza di resistenza che opera a livello nazionale per difendere il paese. Possiamo quindi affermare che uno dei punti cardine della 1701 è in linea con i presupposti dell’attacco di Israele al Libano: Omert, nelle sue dichiarazioni, aveva detto che disarmare Hezbolla era uno prerogativa pr assicurare a Israele il diritto ad esistere.Inoltre la risoluzione Onu prevede la creazione di una fascia di interposizione che non è a cavallo dei confini dei due stai, ma si trova interamente in territorio Libanese e per di più a qualche decina di chilometri dal confine: ciò impedisce sostanzialmente alla resistenza libenesa di continuare a lottare per la liberazione delle fattorie di Sheeba occupate nel 1967 e per la liberazione dei prigionieri politici sia libanesi che palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.La Francia intanto sta lavorando affinchè la strada aperta dalla risoluzione 1701, la porti ad ottenere un nuovo mandato coloniale con l’appoggio Usa sul Libano. L’obiettivo è quello di creare un nuovo governo fantoccio come in Iraq e Afghanistan, eliminando l’opposizione sciita e disarmando la resistenza popolare a vantaggio di Siniora e soprattutto del governo israeliano. Questa nova guerra imperialista apre anche un nuovo scenario: per la prima volta la Cina ha inviato uomini nel Mediterraneo. Pur non essendo uomini armati (sono infatti degli sminatori inviati appositamente per disinnescare le clusterbomb lanciate dagli israeliani durante gli ultimi bombardamenti, e di cui Hezbolla avevo chiesto le mappe al governo Olmert in cambio della liberazione dei due soldati prigionieri), mettono in evidenza l’interesse della Cina di iniziare a far affari con il bacino del Mediterraneo, come presuttosto nel 1999 a Barcellona e confermato dalla visita di Prodi a Pechino. La guerra in Libano, oltre a mostrare le contraddizione del capitalismo e della diplomazia internazionale, vede in campo l’intrvento di tutti gli imperialismi mondiali pronti ad appogiarsi o, nel caso, a scontrarsi a seconda della situazione geopolitica, economica e soprattutto a seconda degli interessi nazionali.

Davide Pinelli - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Giugno 2007 12:58 )  

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