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Sospesi tra cielo e terra

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Incontro dibattito che si è tenuto alla Colombaia nel complesso delle Oblate a Firenze venerdi 11 marzo alle ore 22,00 con Beppe Englaro e Mina Welby.

Il padre di Eluana e la compagna di Piergiorgio che hanno suscitato un’ importante discussione nazionale, fino al punto che la maggioranza politica che sta governando il nostro Paese è andata deliberando un disegno di legge che vorrebbe regolare “ il fine vita” di noi cittadini in termini confessionali e “autoritari” . Ci offre il destro l'occasione della presentazione di due libri scritti da Beppino Englaro che prova a raccontarci chi era sua figlia e il rapporto speciale e pieno di libertà che Eluana  aveva con la madre. 

Occasione la nostra di sentire dalla viva voce dei protagonisti di questi delicati avvenimenti che hanno segnato la storia recente del nostro Paese, le emozioni, i sentimenti e le impressioni che la cronaca non è riuscita a farci pienamente capire. Non una cronaca secca del dolore, ma una partecipazione emotiva e di sensazioni che l’emozione pare travolgere; e purtroppo sentendo la campana delle istituzioni non ci si rende conto di quelle emozioni, dell’intensità e dell’amore che hanno portato Beppino e Mina a capire e sentire il proprio gesto.

Uso apposta il “sentire “ perché queste sono scelte e gesti che non essendo né comuni, né intelligentemente educati, il nostro mondo subisce come cronaca criminale o come destino superiore, quando sono causa della mano di altri, o di avvenimenti legati alla violenza della natura

Siamo così avvolti di una educazione cattolica che nasconde la dignità della morte, che non si riesce più a capire quanta strada sia stata abbandonata dall’Uomo contemporaneo nel nome della compassione cristiana.

Mi è venuto di pensare mentre ascoltavo dalla voce di queste due persone prepotentemente salite sul palcoscenico della nostra storia contemporanea, al gesto di quei martiri cristiani che all’alba dell’era ecumenica affrontavano serenamente la morte pensando che comunque da li a poche ore sarebbero resuscitate in un Mondo diverso e migliore.

Mi ha fatto considerare come nella natura dell’essere, la paura della morte sia molto dimensionata e mai come oggi questa paura nasconda ed offenda la coscienza degli individui, così da far pensare che una normativa di legge possa costringerla, regolarla e chissà, forse qualcuno può pensare anche di ritardarla e di Signora morte farne sberleffo in una legge ordinaria.

E così ascoltando dalle loro voci i momenti e le emozioni che sono stati loro compagni, si capisce l’impegno maturo, la dedizione nello spiegare quanto in uno Stato che si dichiari civile non sia presente invece, non tanto la legge di fine vita, quanto l’affermazione forte del diritto individuale e della libera scelta di una esistenza consapevole dei fondamentali diritti della persona, che fanno di una democrazia nominale, una democrazia partecipata la quale dovrebbe impedire le banali affermazioni autocratiche presenti negli Stati etici.

Va da se che Beppino e Mina si dedicano a questa opera di educazione perché hanno avuto il pudore e il coraggio di accogliere la scelta forte ma consapevole del loro amore. Figlia e compagno che quasi hanno consolato quel gesto che nasce dalla compassione e dalla comprensione di forti valori morali, quasi antichi, che contemplano il coraggio e la solitudine, la dignità e l’amore ….

. Valori richiamati ma mai sentiti dai tanti uomini politici che si sono arrogati il diritto di imporre personalissime scelte e di vomitare dai mass-media parole di sentimenti che poco li riguardano e che naturalmente pensano di poter regolare per gli altri.

Quanto amore e quanta consapevolezza e dedizione ci vuole invece per accompagnare le persone che si amano verso l’ultima porta della vita.

Quel sentire sicuro che la comune morte è specchio fedele del principio dell’esistenza, e purtroppo come ottusi da una quotidiana violenza estrema che la cronaca ci presenta, tutti noi siamo ormai resi incoscienti delle possibilità di scelta e di cammino, e purtroppo di partecipazione consapevole.

Nell’incontrare Mina e Beppino si sente la loro fiera e intensa capacità di amore, la loro quasi timida forza, dell’aver attraversato uno dei luoghi che rendono verace e feroce il nostro vivere; l’affermazione di dignità e diritto che mai è stata messa in dubbio, malgrado i tentativi fatti dalle autorità politiche di questo Paese al libero arbitrio, alla libertà individuale che invece viene comunemente dichiarata fondamento civile e culturale della nazione.

Le voci ecclesiastiche si sono ormai dimenticate di quel libero arbitrio che mimetizzato dalla fede, è passato dalla libera scelta alla scelta delegata ad autorità ormai insufficienti e fallaci. Le voci istituzionali purtroppo presenti in questo momento storico, sono ossequianti e prone alle direttive confessionali e solo l’alta Istituzione del Capo dello Stato si è levata a difendere il diritto-scelta di queste due persone che nella sofferenza si sono ritrovati ad essere Magister di direzione ed equilibrio per tutti noi.

Noi cittadini volutamente distratti che rischiamo seriamente di perdere la nostra dignità in vita e che così potremmo essere costretti a subire la violenza dei difensori della tecnica vitale che hanno le spoglie dei direttori sanitari di cliniche mediche ed industrie farmaceutiche, e le facce di madri superiori che disconoscono l’umanità che ci accompagna e che sempre dovrebbe distinguerci.

Walter Maccari  -  nuovaresistenza.org 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Marzo 2011 12:05 )  

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