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La Francia senza veli

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La Francia senza veli

In Francia, da oggi è entrata in vigore la norma che proibisce l’utilizzo del velo integrale. La legge è stata approvata lo scorso ottobre dopo un impegnativo e burrascoso iter burocratico ed ha suscitato sin dalla sua nascita innumerevoli polemiche. C’è chi considera questa misura come una manovra da parte di Sarkozy per attirare i voti dell’estrema destra di Le Pen, in vista delle prossime elezioni presidenziali. Secondo il mio punto di vista, il Presidente da parte sua, invece ha spostato il dibattito sulla questione dell’identità nazionale e sulla libertà della donna. Dunque, il burqa rappresenterebbe un segno di asservimento della donna più che un simbolo religioso?
Una riflessione a riguardo merita di essere concessa se si pensa che la Francia è il paese con la comunità musulmana più popolosa d’Europa nonché il primo Stato a vietare il burqa e il niqab. Questo segnale, ci deve fare riflettere perché è una contraddizione evidente che non può essere trascurata. Si considera che il provvedimento possa colpire circa 2.000 donne su una popolazione musulmana stimata tra i quattro e i sei milioni.
Tuttavia il sindacato dei commissari di polizia esprime le sue perplessità sulla legge in quanto crede sarà difficile da far applicare. Infatti nonostante il divieto abbracci qualsiasi tipo di oggetto che riesca a coprire integralmente il viso, gli agenti non potranno costringere a togliere la maschera, o velo che sia, con la forza, mentre potranno infliggere un’ammenda pari a 150 euro per i recalcitranti. Nello specifico invece gli uomini che costringeranno le donne a indossare il velo incorreranno in una multa di 30.000 euro, che raddoppiano a 60.000 euro con due anni di carcere se la donna è minorenne.
Intanto oggi sono scattati i primi fermi, infatti durante una manifestazione a Parigi sono state fermate 19 donne con il niqab. Ma la polizia ha preso subito le distanze quasi discolpandosi dall’accusa di applicare i dettami della neo legge. Infatti il commissario di polizia che dirigeva l’operazione ha affermato che le donne erano state segnalate solo perché partecipavano a una manifestazione non autorizzata. Ciò nonostante testimoni giurano che il motivo fosse proprio per il velo che indossavano. Forse c’è ancora troppa ipocrisia nella società che si trova impreparata a affrontare una faccenda così delicata quanto sentita.
Di certo, siamo solo all’inizio di un percorso scottante che riserverà ulteriori sorprese in vista delle ultime richieste d’asilo da parte dei maghrebini che bussano alla porta francese.

Roberta De Luca/DEApress

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